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Title: Biologia e dinamica di Anisandrus dispar F. (Coleoptera, Scolytidae) e suo possibile ruolo nella diffusione dei batteri agenti causali della moria del nocciolo
Authors: Bucini, Danilo
Keywords: Insetto;Danno;Batteri;Patologia delle piante;Vettore;Insect;Damage;Bacteria;Plant pathology;Vector;AGR/12
Issue Date: 25-Jan-2006
Publisher: Università degli Studi della Tuscia - Viterbo
Abstract: 
Il nocciolo è una delle più importanti colture della provincia di Viterbo (centro Italia) per la qualità e quantità della produzione. Più di 80 insetti fitofagi sono infeudati a questa coltura, ma solo pochi di essi, come Anisandrus dispar F. (Coleoptera, Scolytidae), possono produrre gravi danni. Anche una fitopatia di origine batterica (denominata "moria") risulta essere uno dei maggiori problemi fitopatologici in questa regione. Gli obiettivi di questo Dottorato sono stati: chiarire alcuni aspetti non ancora ben studiati della bioetologia di A. dispar; tentare di evidenziare il suo eventuale coinvolgimento (diretto e/o indiretto) nella epidemiologia della moria; verificare l'influenza dell'ambiente sulla biologia dell'insetto. La sperimentazione è stata condotta in noccioleti situati all'interno e all'esterno della caldera del Lago di Vico, in particolare nei comuni di Caprarola e Capranica (Viterbo) dove l'incidenza della malattia è risultata molto alta. Il volo dell'insetto risulta essere notevolmente influenzato dalle precipitazioni e dalle temperature (minime e massime). Dai risultati infatti si evince che nei periodi di pioggia e/o di freddo il volo dell'insetto si interrompe per riprendere quando le condizioni meteorologiche migliorano. Sono state registrate catture di anisandro in un periodo compreso tra marzo e giugno. In tutti e tre gli anni considerati il picco di volo delle femmine si registra sempre nel periodo compreso tra l'ultima settimana di aprile e la prima di maggio. Non si registrano differenze tra le catture effettuate in aree in cui sono presenti piante di nocciolo in buono stato vegetativo e quelle in cui sono presenti piante poste in aree colpite dalla "moria". La ricerca mette in risalto che l'insetto inizia a volare con temperature di 13-14°C (registrate già nel mese di marzo), al contrario di quanto affermato da altri Autori che riferiscono che il volo dell'insetto inizia con temperature di 20-22°C. Dai campionamenti effettuati durante il triennio di ricerca 2003-2005 sono state catturate in totale 12.316 femmine di A. dispar. Su un totale di 5.678 insetti catturati vivi, più del 16% (915) è stato sottoposto a procedure per l'isolamento dei batteri presenti sia all'interno che all'esterno. Le colonie batteriche più rappresentative sono state sottoposte ad analisi biochimiche, fisiologiche e molecolari. Dalle prove di identificazione le popolazioni batteriche maggiormente associate all'insetto sono risultate essere ascrivibili alle famiglie delle Enterobacteriaceae e delle Pseudomonadaceae. Sulla base dei risultati ottenuti, al momento attuale non è possibile affermare il diretto coinvolgimento dell'insetto nella diffusione della malattia. Infatti i batteri selezionati tra quelli isolati esternamente e/o internamente all'insetto, durante il triennio di sperimentazione, non hanno riprodotto i sintomi della malattia quando inoculati su piantine di nocciolo. Sia per le Erwinia spp. che per le Pseudomonas spp., in grado dalla letteratura di poter provocare sintomi di moria, c'è da notare la difficoltà di ottenere i sintomi per mezzo delle prove di patogenicità in serra, sia utilizzando isolati ottenuti dall'insetto, sia da piante con sintomi di moria isolati nei noccioleti dei Monti Cimini, che da ceppi noti depositati nelle collezioni (nazionali e internazionali). Tutto questo, alla luce dei risultati ottenuti da studi epidemiologici effettuati in relazione a fattori pedoclimatici, sembra far propendere per una malattia ad eziologia complessa. Questa ipotesi è avvalorata anche dal fatto che la diffusione della malattia risulta maggiormente localizzata in aree ben definite (caldera del lago di Vico e nel comune di Capranica) mentre noccioleti situati in comuni limitrofi, seppur con le stesse condizioni agronomiche, non mostrano un'incidenza elevata della malattia. Sarà quindi importante in futuro approfondire gli studi per verificare quali fattori assumano maggiore importanza nell'innescare stress nella pianta di nocciolo rendendola più suscettibile all'attacco di patogeni.

Hazelnut is one of the most important orchards in central Italy (province of Viterbo) for its quality and production. More than eighty phytophagous insect pests are dangerous in hazelnut orchards, but only few of them, as Anisandrus dispar F. (Coleoptera, Scolytidae), can induce severe damages. Moreover, a bacterial disease (called "moria") is one of the main phytopathological problems of hazelnut plants in central Italy. Three years ago, "Assofrutti" Cooperative and Regional (Latium) financial support allowed to develop a research on the bio-ethology of A. dispar and its possible involvement on spreading of the "moria" disease on hazelnut plants in the province of Viterbo. The aims of the research are been: i) clarify the bio-ethology of A. dispar; ii) point out the role (direct and/or indirect) of the insect respect to the epidemiology of moria disease; iii) carry on pathogenicity tests on bacterial isolates to prove their involvement in the bacteriosis; iv) verify the influence of environmental parameters on the biology of the insect and on the disease. In the seasons of 2003, 2004, 2005 two experimental hazelnut areas were selected in Capranica and Caprarola districts (Viterbo), where eighteen chemio-chromotrophic traps were installed to study weekly the dynamic population of A. dispar females and to catch live Scolytidae females. Representative samples of live A. dispar females from each sampling were used to isolate and to identify the bacterial populations present outside and inside the insects. After three years 12.316 A. dispar females were caught. The flight of the insect started in the month of March and stopped in June. April and May resulted to be the months with the capture peaks of the adult Scolytidae. The flight of the Scolytidae resulted to be influenced from rains and temperatures (low and high). In fact, in the periods with low temperature and/or strong rains the flight of A. dispar stopped, to start again when weather conditions got better. From more than 5.600 live A. dispar females, 16% (915) were submitted to microbiological analyses. Bacterial populations isolated from A. dispar were purified and identified by morphological, physiological, biochemical and molecular techniques. The populations of the micro-organisms mainly associated (outside and inside) with the phytophagous were identified as Erwina billingae, Brenneria quercina, Pantoea cedenensis and Pseudomonas spp. Pathogenicity tests on bacterial isolates obtained from the insect (outside and inside) during the three years of research, hadn't reproduced the symptoms of the "moria" when inoculated in hazelnut plants. At the moment it's impossible affirm the direct involvement of the insect in the diffusion of the "moria".
Description: 
Dottorato di Ricerca in Protezione delle Piante. XVIII Ciclo
URI: http://hdl.handle.net/2067/68
Rights: If not otherwise stated, this document is distributed by the Tuscia University Open Archive under a Creative Commons 2.0 Attribution - Noncommercial - Noderivs License (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/)
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