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Title: Il piano di assetto delle aree naturali protette. Il caso della riserva naturale di Tuscania
Other Titles: Plan of order of the natural areas. The case of the natural reserve of Tuscania
Authors: Ceccarelli, Luca
Keywords: Conservazione;Sviluppo sostenibile;Caratteri storici;Vocazionalità del territorio;Conservation;Sustainable development;Historical characters;Vocation of the territory;AGR/10
Issue Date: 23-Jan-2006
Publisher: Università degli studi delle Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 18. ciclo
Abstract: 
Le aree protette sono quei territori sottoposti ad uno speciale regime di tutela e di gestione, nei quali si presenta un patrimonio naturale e culturale di valore rilevante.
Nel presente lavoro si è presa in esame la pianificazione della Riserva Naturale di Tuscania (provincia di Viterbo, alto Lazio), con gli obiettivi di: conservazione dei valori ambientali e di sviluppo economico sostenibile, come disposto della legge istitutiva L.R. 29 del 1997.
La sfida è quindi quella di riuscire a promuovere nelle aree protette uno sviluppo economico e sociale rispettoso della conservazione dei ritmi e dei valori della natura, ma allo stesso tempo capace di favorire il rilancio degli antichi saperi artigianali e la creazione di nuove professionalità nel campo dei beni ambientali e culturali e delle attività turistiche compatibili.
Si è esaminato lo stato ambientale della Riserva Naturale di Tuscania, rilevando lo stato della flora e della fauna presente, l’ambiente fisico e l’archeologia, lo stato del centro storico (che è all’interno della Riserva), e gli impatti dell’attività agricola delle attività antropiche presenti,
cercando di arrivare ad una zonazione della Riserva che rispetti le vocazionalità del territorio.
Il coinvolgimento degli Enti per la realizzazione del piano d’assetto della Riserva Naturale di Tuscania, è stato continuo e costruttivo ed ha visto nell’ufficio del parco (istituito verso la fine del 2004), un punto di riferimento per tutti i cittadini di Tuscania e non solo.
Quindi compito della gestione sostenibile è quello di regolare l’uso degli ecosistemi e delle risorse su livelli che siano tollerabili dal sistema e che quindi non depauperino le risorse a nostra disposizione.
Per la Riserva Naturale di Tuscania è stato predisposto un SIT-GIS per gestire e rielaborare, tutte le informazioni che sono state raccolte nella fase di indagine dello studio scientifico, per definire le vocazioni analizzando tutti gli aspetti caratterizzanti il territorio dell’area naturale,percependola non come una parte geografica a se, ma inserendola nel più vasto concetto di pianificazione intercomunale, provinciale, regionale e nazionale.
Il ruolo fondamentale della zonazione è quindi, quello di garantire la conservazione dei valori del territorio assegnando vincoli di tutela diversi alle diverse zone.
Lo studio effettuato ha evidenziato la vocazione della Riserva Naturale di Tuscanica (RNT), che è di “parco rurale”, che vede nel paesaggio culturale, ovvero storicamente influenzato dall’uomo, la peculiarità principale. A questa si aggiunge la propensione a “parco archeologico”, date le antichissime vicende di questo territorio, importante centro etrusco.
Dallo studio è emerso che al centro della problematica ambientale c’è il fiume Marta, che scorre nel cuore della Riserva da nord a sud.
Il Marta è profondamente perturbato dalla regolazione del lago di Bolsena (paratoie all’incile), dalle centrali idroelettriche ENEL, che interrompono per lunghi e numerosi tratti il corso medio-alto
del fiume Marta e dalla presenza di prese irrigue lungo il suo corso.
La qualità delle acque è modesta, con ripercussioni sulla microfauna (indice IBE) che sui pesci. Ad appesantire il carico sul fiume c’è anche una cartiera ed il depuratore comunale che oltre gli scarichi civili sopporta anche le acque nere del mattatoio.
Per quanto riguarda le fonti diffuse agricole di inquinamento, il problema non appare di estrema urgenza, se non altro paragonato a quanto esaminato sino ad ora, sulle altre fonti di inquinamento; se ne può dedurre quindi, che le attività agricole presenti ad oggi nella RNT possono
essere ascritte alla categoria delle pratiche compatibili, nel senso che attribuisce a tale termine la
legge 394/1991 e la L.R. 29/1997 (art. 26).
Ma la normativa, troppo indirizzata verso una zonazione riferita quasi esclusivamente sul tasso di antropizzazione del territorio, ha reso abbastanza difficoltoso il compito di assegnazione delle zone e sottozone alla RNT. Le disposizioni da rispettare derivano: della legge regionale istitutiva n. 29/97, delle Linne Guida della Regione Lazio e dello schema standard della Regione.
Il problema fondamentale della zonazione è quello di cadere facilmente in una separazione netta tra gli habitat, causando quindi una disomogeneità interna all’area protetta. Allo stesso modo,
si creano disomogeneità esterne nel momento in cui il parco diventa un’area avulsa a tutto quello che è esterno ai propri confini.
A tale scopo, il Piano di Assetto redatto propone un Agenda 21 per permettere agli enti locali di poter gestire in modo compatibile ed unitario la questione ambientale attraverso una polita locale
che abbia come obiettivo comune una condivisione di responsabilità per uno sviluppo sostenibile.
Ad oggi le restrizioni dettate delle norme di salvaguardia limitano in maniera seria lo sviluppo di Tuscania. Ciò fa avvertire la Riserva come un ente burocratico, un soggetto vincolate lo sviluppo
del territorio. Per tali ragioni si auspica una celere approvazione del PdA da parte della Provincia di Viterbo e della Regione Lazio, in modo da poter permettere alla RNT di sviluppare tutte le azioni
finalizzate alla tutela e conservazione dell’ambiente ed allo stesso tempo, la concretizzazione di uno sviluppo sostenibile per il territorio.

The protected areas are those territories subordinates to a special program of protection and management, in which is present a natural and cultural patrimony of important value.
In the present job the planning of the Natural Reserve of Tuscania, (country of Viterbo, north
Lazio), has been considered with objects of conservation of the environmental values and
sustainable economic development, like disposed of law L.R. 29 of 1997. The challenge is to
promote in the protected areas an economic development and in the same time conservation of the rhythms and the values of the nature.
We examined the state of the flora and the fauna present in the Reserve, the physical
atmosphere and archaeology, the state of the historical center (that is inside of the Reserve), and the impacts of the agricultural activity and the anthropic activities present, trying to arrive to a zonation
of the Reserve who respect the vocation of the territory.
The involvement of the Pubblic Agencies for the realization of the plan in order of the Natural
Reserve of Tuscania, has been continuous and constructive and has seen in the office of the park (instituted towards the end of 2004), a point of reference for all the citizens of Tuscania and not only. Therefore, task of the sustainable management is to regulation the use of the ecosystems and
the resources on levels that are tolerable from the system and that respect the resources to our
disposition.
For the Natural Reserve of Tuscania it has been predisposed a SIT-GIS in order to manage all
the informations that have been collections in the phase of surveying of the scientific study, in order to define the vocations, analyzing all the characterizing aspects of the territory of the natural area, perceiving it not like a geographic part but inserting in the immensest concept than intercomunale,
provincial, regional and national planning.
The fundamental role of the zonation is therefore to guarantee the conservation of the values of the territory being assigned various ties of protection to the various zones.
The study has evidenced the vocation of the Natural Reserve of Tuscania (RNT), that it is of
"rural park", that sees in the cultural landscape, that is historically influenced from the man, the main peculiarity.
To this joins the vocation "to archaeological park", like an important Etruscan center.
From the study it is emerged that to the center of the problematic is the Marta river, that slides in the heart of the Reserve from north to south.
The Marta is disturbed from the regulation of the lago of Bolsena (floodgates to the incile),
from hydroelectric centers of ENEL, that they interrupt for long and numerous features the uppermiddle course of the Marta river.
The quality of waters is modest, with repercussions on the microfauna (index IBE) that on the fish. To weight down the cargo on the river there is also one paper factory and the communal water conditioner for the civil drainages and also black waters of the slaughterhouse.
As far as the diffused sources of agricultural pollution, the problem does not appear of extreme
urgency, if not other compared with the other pollution sources; can some deduce therefore, that the agricultural activities presents today to the category of the compatible ones, in the sense that attributes to such term the law 394/1991 and L.R. 29/1997 (art. 26).
But the norm, too much addressed towards a zonation reported nearly exclusively on the rate
urbanization of the territory, has rendered enough difficult the task of allocation of the zones and subzones to the RNT. The dispositions to respect derive: of the institutive regional law n. 29/97, of the guide line of the Lazio Region and the outline standard of the Region.
The fundamental problem of the zonation is that easy falling in one clean separation between
the habitats.
To such scope, the Plan in Order proposes an Agenda 21 in order to allow to the local agencies
of being able to manage in compatible way the environmental system through one local politicy that has like common objective a sustainable development.
Today the restrictions dictated of the safeguard norms, limit seriously the development of
Tuscania. That makes to perceive the Reserve like a bureaucratic agency, a subject bound the
development of the territory.
For such reasons hope a quick approval of the PdA from part of the Country of Viterbo and the
Lazio Region, so as to be able to allow the RNT to develop a sustainable development for the
territory.
URI: http://hdl.handle.net/2067/65
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