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Povertà energetica come privazione delle capacità: evidenze empiriche per le famiglie italiane

Author(s)
Grazini, Chiara
Date Issued
September 19, 2022
Type
Doctoral Thesis
Abstract
L’accesso universale a servizi energetici economicamente accessibili, affidabili e moderni è tra gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni unite; la sua realizzazione dipende in maniera cruciale dalla povertà energetica, intesa come inaccessibilità fisica ed economica dell’energia, una problematica che non è confinata solo ai paesi in via di sviluppo. Si stima che nel 2019 più di 770 milioni di individui non avevano accesso all’elettricità e 2,6 miliardi facevano ricorso ai sistemi di cottura tradizionali a biomassa, con un’elevata concentrazione nel continente asiatico e nell’Africa sub-sahariana (IEA, 2020). Nei paesi sviluppati, il 15% della popolazione (circa 200 milioni di individui) vive in condizioni di povertà energetica (IEA, 2017), di cui almeno 34 milioni di individui solo nell’Unione Europea; nel nostro Paese ha interessato mediamente l’8% delle famiglie. Per i paesi dell’Unione Europea la questione è stata posta all’attenzione con il pacchetto “Clean Energy for All Europeans”; in Italia con la Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017. Nonostante i primi studi sulla povertà energetica risalgano agli anni ’70 del secolo scorso, la piena comprensione del fenomeno è stata ostacolata tanto dalla confusione terminologia sorta tra i termini “fuel poverty” e “energy poverty”, quanto dall’assenza di un quadro di misurazione condiviso; questo aspetto è ancora più evidente in Italia, dove il problema è stato concettualizzato soltanto nella seconda decade del Nuovo millennio. Più utilizzato per le valutazioni a livello dei singoli Stati Membri, l’approccio basato sulla spesa energetica, in particolare il Low Income-High Cost indicator inglese a cui si ispira anche l’indicatore di Faiella e Lavecchia (2015), riducendo la povertà energetica ad un problema unidimensionale di inaccessibilità economica dell’energia, finisce per non cogliere elementi più ampi di privazione materiale e di esclusione sociale dell’esperienza vissuta dalle famiglie povere di energia. Prendendo a riferimento il quadro concettuale del Capability Approach di Sen, che è stato applicato alla tematica specifica a partire dai lavori di Reddy (2000) e Day et al. (2016), la nostra ricerca adotta un quadro metodologico multidimensionale nello stimare l’incidenza e l’intensità della povertà energetica in Italia nel periodo 2004-2018. Il punto di partenza sono i dati dell’indagine “European Union Statistics on Income and Living Conditions” (EU_SILC) condotta annualmente dall’ISTAT. Per esaminare l’entità del fenomeno, applichiamo sia il metodo di misurazione compensativo, e precisamente il Multidimensional Energy Poverty Index (MEPI) sviluppato da Nussbaumer et al. (2012), sia il metodo non compensativo, in particolare il Partially Ordered Set Theory (POSET), mai applicato allo studio della povertà energetica. Per ridurre la significativa sensibilità del MEPI al metodo di ponderazione delle variabili di privazione, facciamo ricorso alla Multiple Correspondence Analysis: i risultati, che evidenziano come circa il 32% della popolazione abbia sofferto di almeno una forma di privazione energetica, mentre tra il 12,68% e il 15,24% delle famiglie italiane siano state colpite dalla precarietà energetica, sembrano sovrastimare l’incidenza del fenomeno e sottostimarne la severità. Più affidabili sono a nostro avviso le stime del POSET che, non richiedendo alcuna forma di compensazione, sono meno influenzate dalle scelte del ricercatore: esse suggeriscono che forme severe di povertà energetica hanno interessano almeno il 6% delle famiglie italiane, in linea con le stime ufficiali del Governo italiano. Per individuare i fattori che espongono le famiglie ad un maggior rischio di sperimentare questa condizione applichiamo il modello di regressione logistica. Ne risulta che le politiche di contrasto da implementare devono tener conto delle seguenti caratteristiche della famiglia che concorrono a determinare la sua vulnerabilità energetica: il reddito familiare disponibile, la dimensione, il livello d’istruzione, l’occupazione, lo stato civile del capofamiglia, la provenienza e lo stato di salute dei componenti, lo stato di possesso dell’immobile, la localizzazione geografica. Nella lotta alla povertà energetica, è strategico il ruolo dell’Edilizia Residenziale Pubblica, come riconosciuto nel PNIEC 2019. È questo il motivo per cui nell’ultima parte del lavoro abbiamo approfondito le tematiche specifiche attraverso uno studio di caso. Mediante la somministrazione di un questionario ad hoc a 431 famiglie residenti in abitazioni pubbliche nella Provincia di Viterbo, abbiamo costruito un database. Dall’analisi dei dati è emersa l’elevata diffusione del fenomeno: almeno il 99,76% delle famiglie intervistate ha dichiarato di aver sperimentato la povertà energetica; il 97,22% sono colpite da almeno due forme gravi di privazione energetica, tra le quali risulta particolarmente diffusa l’incapacità di raffrescare adeguatamente l’abitazione nel periodo estivo (75,41%). In questo caso, le regressioni logit confermano la forte dipendenza della vulnerabilità energetica delle famiglie non solo dalle loro caratteristiche sociodemografiche, ma soprattutto da quelle legate alle prestazioni energetiche degli immobili in cui risiedono, come l’anno di costruzione, la superficie, nonché la presenza e la tipologia degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Dal punto di vista delle policy, l’indagine a livello locale conferma l’ipotesi tratta dall’analisi a livello nazionale sulla scarsa efficacia dei criteri di eleggibilità dei bonus Elettrico e Gas nel ridurre l’incidenza del fenomeno: a tal fine sono richieste soluzioni strutturali a lungo termine, in primis i programmi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. L’importanza dell’azione di contrasto alla povertà energetica è all’attenzione dei policy maker: essa è resa ancora più evidente dall’emergenza sanitaria da COVID-19, la quale potrebbe esporre molte altre famiglie al rischio di condizioni di precarietà, date anche le forti oscillazioni dei prezzi dell’energia verificatesi nell’ultimo periodo.
Universal access to affordable, reliable, and modern energy services is among the goals for the sustainable development of the United Nations; its achievement crucially depends on energy poverty, understood as the unavailability and unaffordability of energy services, a problem that is not confined only to developing countries. It is estimated that in 2019 more than 770 million people did not have access to electricity and 2.6 million used traditional biomass cooking stoves, with a high concentration in the Asian continent and sub-Saharan Africa (IEA, 2020). In developed countries, 15% of the population (about 200 million individuals) live in energy poverty (IEA, 2017), of which at least 34 million individuals in the European Union; in our country, it has affected 8% of households. For the countries of the European Union, the issue was brought to the attention through the “Clean Energy for All Europeans” package; in Italy through the National Energy Strategy (SEN) 2017. Despite the first studies on energy poverty dating back to the 70s, a full understanding of the phenomenon has been hindered both by the terminological confusion between “fuel poverty” and “energy poverty”, and by the absence of a shared measurement framework. This aspect is even more evident in Italy, where the problem was conceptualized only in the second decade of the new millennium. The expenditure approach, mainly used by the Member States for assessments at the national level, and in particular, the Low Income-HighCost indicator which inspired also the Italian index developed by Faiella & Lavecchia (2015), ends up not grasping the broader elements of material deprivation and social exclusion of the experience lived by energy-poor households. Consequently, it reduces energy poverty to a one-dimensional problem of unaffordability of energy. Taking as a reference the conceptual framework of Sen's Capability Approach, which has been applied to the specific issue starting from the works of Reddy (2000) and Day et al. (2016), our research applies a multidimensional measurement framework to estimate the incidence and the severity of energy poverty in Italy in the period 2004-2018. The starting point is data from the “European Union Statistics on Income and Living Conditions” (EU_SILC) survey conducted annually by ISTAT. To examine the phenomenon, we implement both the compensative method of Multidimensional Energy Poverty Index (MEPI) developed by Nussbaumer et al. (2012) and the no-compensative one of Partially Ordered Set Theory (POSET), which has never yet been applied to the study of energy poverty. To reduce the significant sensitivity of MEPI to the weighting method of privation variables, we use the Multiple Correspondence Analysis: results show that about 32% of the population has suffered from at least one energy deprivation, while between 12.68% and 15.24% of Italian households have been affected by energy precariousness. They seem to underestimate the incidence of the phenomenon and overestimate its severity. In our opinion, the POSET estimates are more reliable, as they are less influenced by the choices of researchers because the model does not require any compensation form: they suggest that more severe energy poverty has been affected at least 6% of Italian households, in line with the official estimates of the Italian government. To identify the factors exposing households to a greater risk to experiment this condition, we apply the logit regression model. As a result, the law enforcement policies to be implemented must take into account the following households characteristics contributing to determine its energy vulnerability: household disposable income, dimension, educational level, occupation, marital status of the householder, citizenship and health status of the members, tenure status, geographical location. In the fight against energy poverty, the role of Public Residential Construction is strategic, as recognized in the PNIEC 2019. This is the reason why we have deepened these specific topics through a case study in the last part of the work. By the submission of an ad hoc questionnaire to 431 households living in social housing in the Viterbo Province, we have built a database. The high diffusion of the phenomenon emerged from the data analysis: at least 99.76% of interviewed households have been reported experiencing energy poverty; 97.22% have been affected by at least two severe forms of energy deprivation, among which the inability to properly cool the house in the summer is particularly widespread (75.41%). In this case, logit regressions confirm the strong dependency of households' energy vulnerability not only on their sociodemographic characteristics, but above all on the energy performance of buildings in which they live, such as year of construction, floor area, presence, and type of heating and cooling systems. From a policy point of view, the local survey confirms the hypothesis taken from the national analysis on the low effectiveness of eligibility criteria of Electric and Gas Bonus in reducing the incidence of the phenomenon: to this purpose, long-term structural solutions are required, primarily the energy requalification programs of the building stock. The importance of the action to combat energy poverty is at the attention of policy makers: it is made even more evident by the health emergency from COVID-19, which could expose many other households to the risk of precarious conditions, also given the strong fluctuations in energy prices that have occurred in the last period.
Additional information
Dottorato di ricerca in Economia, management e metodi quantitativi
Subjects

Povertà energetica

Consumi energetici

Italia

Privazione delle capa...

Energy poverty

Energy consuntion

Italy

Capability deprivatio...

SECS-P/01

Handle
http://hdl.handle.net/2067/50643
File(s)
Thumbnail Image
Name

cgrazini_tesid.pdf

Size

4.1 MB

Format

Adobe PDF

Checksum (MD5)

dbac40c5053d87bb5cbcdf8995c7c855

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