Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/43658
Title: Geofisica archeologica e Space Syntax : per un nuovo approccio all'uso dei dati geofisici per l'identificazione e interpretazione dello spazio urbano e architettonico. Il caso della città romana di Falerii Novi
Other Titles: Archaeological geophysics and Space Syntax: towards a new approach to geophysical data for the identification and interpretation of urban and architectural space. The case study of the roman town of Falerii Novi.
Authors: Battistin, Fabiana
Keywords: Archeologia romana;Urbanistica classica;Space syntax;Geofisica;Roman Archaeology;Urban street network;Geophysics;L-ANT/07
Issue Date: 30-Sep-2019
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca;31. ciclo
Abstract: 
Per l’indagine dei depositi archeologici, la ricerca sta oggi facendo un uso sempre più ampio delle tecniche di telerilevamento, capaci di ricavare dati di tipo spaziale e territoriale senza necessitare di un contatto fisico tra lo strumento rilevatore e l'oggetto. Tra queste svolgono un ruolo preminente le tecniche geofisiche, di telerilevamento terrestre, le quali, sfruttando diversi principi della fisica, consentono di rilevare e mappare anomalie di tipo fisico nel sottosuolo in aree anche molto vaste, in tempi più brevi rispetto allo scavo e con meno dispendio economico. Alla luce di tali vantaggi è di primaria importanza per la ricerca contemporanea, sia implementare le strumentazioni, i software e le procedure di elaborazione dati, sia cercare di ottenere un’interpretazione più approfondita e dettagliata dei contesti sepolti così rilevati.
La presente ricerca prende le mosse da tali problematiche e, concentrandosi sull’interpretazione dei contesti antichi sepolti rilevati mediante geofisica, esplora il potenziale di una specifica tecnica di analisi spaziale, la Space Syntax, o analisi configurazionale, sviluppata nel contesto della pianificazione urbana e della progettazione architettonica e oggi utilizzata in tutto il mondo e in varie discipline, tra cui l’archeologia.
Nonostante il metodo sia già stato impiegato per l’analisi di rilievi geofisici, in questa ricerca si è voluto tentare un approccio diverso, mai applicato in archeologia. La sperimentazione è stata effettuata sul sito di Falerii Novi (Fabrica di Roma, Vt), una città romana conservata prevalentemente nel sottosuolo, scavata soltanto in aree molto limitate, ma nota quasi integralmente grazie a un rilievo magnetometrico edito. Prendendo in esame il sistema viario della città, è stata adottata una procedura applicativa non comune in archeologia, ma più caratteristica dell’ambito della progettazione architettonica, che consiste nel porre a confronto diverse ipotesi ricostruttive della configurazione spaziale, qui sviluppate sulla base delle lacune del rilievo, di precedenti ipotesi e del confronto con altri casi noti. Per ciascuna planimetria ricostruttiva (otto in totale) sono stati condotti tre diversi tipi di analisi Space Syntax (axial analysis, segment analysis, visibility graph analysis), i cui risultati sono stati letti singolarmente e in maniera incrociata, consentendo così di valutare sia le dinamiche urbane nel dettaglio, sia l’incidenza di ciascun mutamento apportato alla configurazione.
Nonostante la Space Syntax non consenta di integrare con certezza le lacune del rilievo geofisico o di datare le strutture sepolte, la tecnica si è rivelata un utile strumento di supporto per l’interpretazione del contesto antico, evidenziando le aree più significative per la vitalità urbana e consentendo così di ragionare sulla logica che potrebbe aver guidato in antico determinate scelte urbanistiche, come ad esempio la collocazione di edifici o l’andamento di assi viari, ma anche per la pianificazione di futuri interventi sul sito, per cui le aree da sottoporre a scavo stratigrafico possono essere scelte in maniera mirata al fine di ottenere le informazioni necessarie alla comprensione non soltanto dell’area indagata, ma dell’intero contesto studiato.
Il lavoro di tesi introduce nel primo capitolo le problematiche legate all’indagine dei depositi archeologici, definendo le domande della ricerca e le ragioni che hanno portato alla scelta della tecnica di analisi Space Syntax e del caso di studio. Il secondo capitolo è poi dedicato alla descrizione delle teorie e tecniche di Space Syntax e di alcuni studi particolarmente significativi per la presente ricerca, ossia i contesti di età romana e quelli sepolti analizzati facendo ricorso a questo tipo di metodo. Il terzo e il quarto capitolo contengono rispettivamente l’inquadramento storico-archeologico del caso di studio e i dati prodotti, mentre il quinto e ultimo capitolo è riservato alle conclusioni.

For the survey of archaeological sites, research is now making ever-greater use of remote sensing techniques, capable of obtaining spatial data without the need for physical contact between the detector and the object. Among these, ground-based remote sensing techniques, also indicated as geophysics, are playing a prominent role in archaeology, because, by using different principles of physics, they allow the detection and mapping of physical anomalies in the subsoil, even in very large areas, in shorter time and with less economic expenditure than stratigraphic excavation. In light of these advantages, it is of primary importance for contemporary research, both to implement instrumentation, software and data processing procedures, and to try to get a more in-depth and detailed interpretation of the buried contexts thus detected.
This research starts from these issues and, by focusing on the interpretation of ancient buried contexts detected by geophysics, explores the potential of a specific technique of spatial analysis, Space Syntax, or configuration analysis, developed in the context of urban planning and architectural design and now used worldwide and in various disciplines, including archaeology.
Although the method has already been used for the analysis of geophysical surveys, this research has attempted a different approach, never applied in archaeology. The experiment was carried out on the site of Falerii Novi (Fabrica di Roma, Vt), a Roman city mainly preserved underground, excavated only in very limited areas, and almost entirely known thanks to a published magnetometric survey. Taking into account the city’s road system, the procedure adopted for the application, while it is not new in architectural planning and design, represents a new approach in archaeology. It consists of comparing different reconstructive scenarios of the spatial configuration, developed here on the basis of the deficiencies of the survey, previous and new reconstructive hypotheses, and the comparison with other known cases. Three different types of Space Syntax analysis (axial analysis, segment analysis, and visibility graph analysis) were conducted for each reconstructive layout (eight in total). The results have then been read individually and cross-referenced, allowing a detailed assessment of both urban dynamics and the impact of each change in the configuration.
Although the Space Syntax does not allow to integrate with certainty the gaps of the geophysical survey or to date the buried structures, the technique has proved a useful supporting instrument for the interpretation of the ancient context, highlighting the areas most significant for urban vitality and thus allowing to reason on the logic that might have guided in ancient certain urban choices, such as the location of buildings or the design of street network. It also shows its potential for planning future interventions on the site, such as the areas to be subjected to stratigraphic
excavation, thatexcavation, that can be chosen in a targeted way in order to obtain the information necessary to a whole understanding of the urban site under exam.
The thesis introduces in the first chapter the issues related to the investigation of archaeological deposits, defining the research questions and the reasons that led to the choice of Space Syntax as technique of analysis and the case study. The second chapter is then dedicated to the description of the theories and techniques of Space Syntax and some studies particularly significant for the present research, such as Roman and buried urban contexts analyzed using this type of method. The third and fourth chapters contain, respectively, the historical and archaeological background of the case study and the data produced, while the fifth and final chapter is reserved for the conclusions.
Description: 
Dottorato di ricerca in Scienze Storiche e dei Beni Culturali
URI: http://hdl.handle.net/2067/43658
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