Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/3081
Title: Vedute d'oltreoceano. Itinerari americani di tre missionarie del Sacro Cuore (1815-1901)
Other Titles: Overseas views. American itineraries of three missionary nuns of the Sacred Heart (1815-1901)
Authors: Perco,Selena
Keywords: Storia della chiesa;Storia delle donne;Donne viaggianti;Odeporica;Viaggio;America;Missionari;Sacro Cuore;Ottocento;Storia atlantica;Storia moderna;Odeporic;Travel;America;Missionary;Sacred Heart;Eighteenth century;Atlantic history;Modern history;History of church;History of women;Women traveller;M-STO/02
Issue Date: 12-Jun-2017
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 28. ciclo
Abstract: 
La tesi affronta lo studio delle fonti odeporiche di tre missionarie del Sacro Cuore di Sophie Barat: Madre Philippine Duchesne, Madre Maria Tommasini e Madre Janet Stuart, tre religiose in viaggio oltreoceano il cui temperamento e azione missionaria sono intimamente connessi ai processi storici ottocenteschi del mondo atlantico. Un secolo, l’Ottocento, ove iniziarono a delinearsi nuove figure di viaggiatrici, di transizione tra i secoli precedenti e il Novecento. Durante l’Ottocento le scritture odeporiche femminili fiorirono; le viaggiatrici andavano conoscendo nuovi spazi di libertà il cui ricordo affiora nelle scritture private, nelle relazioni e diari a testimonianza diretta della progressiva autonomia che le donne andavano costruendo. Le scritture delle missionarie rispecchiano il valore della realizzazione del viaggio materiale come prova di autonomia e intraprendenza rispetto ai ruoli e responsabilità prospettati dalle gerarchie ecclesiastiche, e le implicazioni psicologiche legate alla metafora del viaggio come realizzazione di un cammino interiore che forgiava lo spirito rendendo, di fatto, le suore in viaggio più indipendenti ed emancipate da molti degli vincoli sociali che continuarono a pesare sulle donne laiche per tutto l’Ottocento. Il viaggio oltreoceano, da sempre prerogativa maschile, divenne per le missionarie che affrontavano la traversata un’opportunità unica, una risorsa per acquisire indipendenza: la mobilità femminile nel corso dei secoli ha conosciuto, infatti, un processo di emancipazione non lineare, ma in accelerazione lungo l’arco dell’Ottocento, grazie all’intrecciarsi di svariati fattori: la meccanizzazione del viaggio, il cambiamento dei paradigmi culturali e sociali, l’appiattimento delle differenze di ruolo tra uomo e donna, che condussero al sorgere di una nuova coscienza delle viaggiatrici, fino al delinearsi delle tipologie di viaggiatrice odierne, ormai affrancate dalla condizione di subalternità e territorialità che ha caratterizzato la storia delle donne.

This thesis studies the odeporic sources of three missionariy nuns of the Sacred Heart of Sophie Barat: Mother Philippine Duchesne, Mother Maria Tommasini and Mother Janet Stuart, three nuns traveling overseas whose temperament and missionary work are intimately connected to the nineteenth-century historical processes of the Atlantic world. A century where it started new types of women travelers, in transition between the previous centuries and the twentieth century. During the nineteenth century women’s odeporic writings flourished; women travelers were making new spaces of freedom whose memory emerges in private documents, reports and diaries which are a direct testimony of a progressive rising autonomy of women. The missionary writings reflect the value of the realization of the material travel as proof of autonomy and resoucefulness with respect to the roles and
responsibilities required by the church hierarchy, and the psychological implications of the metaphor of the travel as a realization of an inner journey which forged the spirit, making the nuns more independent and emancipated from many of the social constraints that continued to weigh on lay women throughout the nineteenth century. The overseas trip, a male prerogative until that period, became for the missionary nuns an unique opportunity, a resource to gain independence: the women's mobility over the centuries has known, in fact, a non-linear process of emancipation, but in acceleration along the arc of the nineteenth century, with interweaving of several factors: mechanization of the travel, changes in the cultural and social paradigms, flattening of the role differences between men and women, which led to the emergence of a new consciousness of women travelers, until the emergence of the various contemporary women traveler, freed from the condition of subordination and territoriality that has characterized the history of women.
URI: http://hdl.handle.net/2067/3081
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