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Title: La prima ambasceria giapponese in Italia nel 1585: relazioni e lettere di viaggio nell'Archivum Romanum Societatis Iesu
Other Titles: The first japanese embassy to Italy in 1585: reports and letters of travel in the Archivum Romanum Societatis Iesu
Authors: Pelliccia, Carlo
Keywords: Ambasceria giapponese;Gesuiti;Padroado;Viaggio;Japanese Embassy;Jesuits;Journey
Issue Date: 20-May-2016
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 28. ciclo
Abstract: 
L'interesse per il tema trattato in questa tesi nasce dallo studio di alcuni autorevoli volumi sulla storia della missione cattolica nella Terra del Sol Levante nel cosiddetto "secolo cristiano" (1549-1650), dove ho cercato di focalizzare la mia attenzione relativamente al tema del viaggio e della letteratura odeporica, culmine e centro della mia esperienza dottorale. Stimolato anche dalla lettura di diversi contributi pubblicati dalla prof.ssa Mariagrazia Russo, mio orientatore, che riguardano il contatto e la "collaborazione" tra la Compagnia di Gesù e la potenza coloniale e commerciale portoghese nei secoli XVI e XVII in alcune realtà del continente asiatico, sono giunto alla scelta di trattare l'itinerario di quattro giovani giapponesi che il 20 febbraio del 1582 si allontanano da Nagasaki per giungere in Europa e rendere omaggio, a nome di tre daimyō convertiti al cristianesimo, al pontefice Gregorio XIII e al sovrano di Spagna e Portogallo Filippo II.
Il lavoro prende avvio da alcuni documenti inediti trovati in Archivi italiani, che aggiungono ulteriori piste di riflessione, nuovi dati, e nuove infrazioni rispetto a quanto era sinora noto attraverso opere pubblicate su questo argomento. Ho preso così in considerazione innanzitutto il codice Ital. 159 custodito presso l'Archivum Romanum Societatis Iesu (ARSI), che presenta un insieme di relazioni e lettere circa il viaggio in Italia (1585) dei quattro ragazzi, precisamente dalla sosta a Firenze, con la lettera del gesuita Pietro Blanca (datata 9 marzo 1585), fino alla partenza da Genova (9 agosto). La trascrizione dei documenti che compongono il codice e lo studio approfondito delle varie fasi della peregrinazione in diverse località dell'Italia centrale e settentrionale mi hanno condotto a effettuare altre indagini presso lo stesso Archivio gesuitico romano e in alcuni Archivi di città italiane. Ho reperito così innanzittutto la lettera patente inedita redatta da Claudio Acquaviva, conservata nel codice ARSI, Rom. 13 I, attraverso la quale il preposito generale esorta i suoi confratelli ad accogliere nel migliore dei modi i giovani giapponesi e il loro seguito, e due epistole di risposta che lo stesso superiore indirizza al gesuita Ippolito Voglia, probabilmente cronista, e a Giovan Nicola de Notariis, che in quegli anni svolge il compito di rettore del collegio di Perugia. Le indagini presso l'Archivio di Stato di Ancona, la Sezione dell'Archivio di Stato di Camerino, l'Archivio Storico Comunale di Imola, l'Archivio Storico della diocesi di Lodi e l'Archivio della Santa Casa di Loreto hanno contribuito al reperimento di altri documenti, talvolta anche solo per brevi
riferimenti, che forniscono dati aggiuntivi e aspetti nuovi sulle accoglienze riservate ai
legati e sulle spese che le comunità cittadine e religiose affrontano per il loro passaggio.
Un foglio di particolare rilievo è stato reperito presso la Sezione dell'Archivio di Stato
di Camerino nel manoscritto Atti del consiglio riformante, il quale presenta la
convocazione da parte del magistrato di alcuni deputati incaricati di occuparsi dell'evento.
In tale documento è riportata la lettera del cardinale Michele Bonelli, meglio conosciuto
come Alessandrino, attraverso la quale il porporato a nome del neoeletto Sisto V, invita
la città a provvedere a tutto ciò di cui necessitano i legati. La carta è, a mio avviso,
particolarmente significante perché mostra alcune similarità di contenuto e di stile con la
comunicazione che lo stesso cardinale invia al governatore della città di Foligno presente
nel codice ARSI, Ital. 159. Entrambi le missive, inoltre, hanno la stessa data: Roma, 29
maggio 1585.
La ricerca di documenti inediti è stata supportata dal lavoro bibliografico di quasi tutti
i volumi e articoli editi sull'ambasceria dell'era Tenshō per i quali ho consultato diverse
biblioteche specializzate sulla storia e civiltà dell'Estremo Oriente, come la Biblioteca
Maurizio Taddei del Dipartimento di Studi Asiatici dell'Università degli Studi di Napoli
"L'Orientale".
Il presente lavoro incentrato sull'incontro e sul dialogo che si vengono a creare tra il
Portogallo e il Giappone a partire dal 1543, quando tre mercanti lusitani approdano
accidentalmente sull'isola di Tanegashima, a sud del Kyūshū, mi ha condotto diverse volte
a Lisbona, anche grazie alla borsa di studio Ambasciate luso-italo/asiatiche istituita dal
Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo (DISUCOM) del
nostro Ateneo con i fondi della Cátedra "Pedro Hispano" dell'Instituto Camões, al fine di
rinvenire contributi in lingua portoghese che potessero fornire indicazioni fondamentali
per la stesura della mia tesi e per conoscere più approfonditamente i due viaggi che gli
ambasciatori giapponesi effettuano in questo Paese. I luoghi nevralgici della mia ricerca
bibliografica in Portogallo sono stati il Centro Científico e Cultural de Macau, la
Biblioteca de Arte presso la Fundação Calouste Gulbenkian, il Centro Documentação
António Alçada Baptista presso il Museo Oriente, la Biblioteca Nacional de Portugal, la
Biblioteca da Brotéria della Compagnia di Gesù, la Biblioteca do Centro de
História d'Aquém e d'Além-Mar (cham) presso l'Universidade Nova de Lisboa e la
Biblioteca Pública de Évora. Alcuni aspetti di particolare rilievo sono emersi anche dalla
visita alla Biblioteca da Ajuda sia attraverso la consultazione della collezione Jesuítas na
Ásia, sia mediante alcuni contributi sempre inerenti ai dignitari giapponesi.
Considerati tutti questi elementi e assimilate le caratteristiche principali e rilevanti sul
tema della mia ricerca, mi sono dedicato alla stesura di questo lavoro, che si compone di
tre capitoli. Il primo parte dall'analisi degli aspetti principali circa la nascente comunità
cristiana in Giappone, specie dal contributo dato dalla Compagnia di Gesù, la quale, in
stretto contatto con la corona portoghese (padroado real), riesce a penetrare nel contesto
socio-culturale del Paese e a tessere un "dialogo costruttivo", seppur poco duraturo. Il
secondo capitolo, invece, focalizza la sua attenzione sul viaggio dei quattro ambasciatori
e quindi sull'itinerario che i giovani percorrono durante gli otto anni e mezzo del loro
peregrinare (1582-1590): i viaggiatori ovvero coloro che prendono parte fisicamente alla
realizzazione dell'evento e i tre feudatari cristiani che inviano i dignitari in Europa per
rendere omaggio al pontefice e al sovrano asburgico, e infine la letteratura odeporica che
nasce e si diffonde attorno al "pellegrinaggio" dei giovani. Il terzo capitolo racconta il
viaggio degli emissari in Italia attraverso le relazioni e le lettere del manoscritto ARSI, Ital.
159, si sono voluti sottolineare in particolar modo gli aspetti inediti che sono presenti in
questi documenti. Alla fine di tale capitolo compare la trascrizione della documentazione
presa in esame. Una tabella cronologica del viaggio conclude il volume.

My interest in the topic discussed in this thesis is the result of the study of some authoritative works on the history of the Catholic mission in the Land of the Rising Sun during the so-called “Christian century” (1549-1650); I focus my attention on journey and travel literature as the culmination and heart of my doctoral research. Inspired by reading the various contributions published by the director of my thesis, Prof. Mariagrazia Russo, which deal with the contacts and collaboration between the Company of Jesus and the colonial and commercial power of the Portuguese during the XVI and XVII centuries in some contexts of the Asian continent, I decided to carry out my research on the itinerary of four young ambassadors who left Nagasaki on 20 February 1582 to travel to Europe, where, on behalf of three daimyō who had converted to Christianity, they paid homage to Pope Gregory XIII and to King Philip II of Spain and Portugal.
My work takes its starting point from some unpublished documents found in Italian archives, which add further lines of reflection and new data to what was previously known through research published on this topic. First of all, I examined the codex Ital. 159, held in the Archivum Romanum Societatis Iesu (ARSI), which presents a set of reports and letters on the four young men’s journey to Italy (1585), starting from their stay in Florence, with the letter of the Jesuit, Pietro Blanca (dated 9 March 1585). The transcript of the documents that make up the codex, and the in-depth study of the various phases of the journey to different parts of central and northern Italy, led me to carry out further research at the Jesuit Archives in Rome and in some Archives in other Italian cities. I thus found the unpublished letters patent drawn up by Claudio Acquaviva, which are held in the codex ARSI, Rom. 13 I; therein the Superior General exhorts his confreres to welcome the four young Japanese men and their entourage in the best possible way; there are also two letters of reply written by the Superior General to the Jesuit Ippolito Voglia, who was probably a chronicler, and to Giovan Nicola de Notariis, who in those years was rector of the college in Perugia. Research at the Archivio di Stato of Ancona, the Sezione dell'Archivio di Stato di Camerino, the Archivio Storico Comunale di Imola, the Archivio Storico della diocesi di Lodi and the Archivio della Santa Casa di Loreto resulted in the discovery of other documents (sometimes just for brief references) which supplied further data and new perspectives
on the welcome reserved to the legates and the expenses incurred by the Christian communities for their passage.
A document of special importance was found at the Sezione dell'Archivio di Stato di Camerino in the manuscript Atti del consiglio riformante, which presents the convocation by the magistrate of some deputies who were entrusted with the event. This document contains the letter of Cardinal Michele Bonelli (better known as Alessandrino) whereby the cardinal, on behalf of the newly-elected Pope Sixtus V, invited the city to provide the legates with everything they needed. I believe the letter is very important because it has some similarities in content and style with the communication that the same cardinal sent to the governor of the city of Foligno, which is contained in the codex ARSI, Ital. 159. Furthermore, both letters bear the same date: Rome, 29 May 1585.
The search for unpublished documents was backed up by the bibliographical study of almost all the volumes and articles published on the legation of the Tenshō era. For this I consulted various libraries specialized in the history and civilization of the Far east, for example the Biblioteca Maurizio Taddei del Dipartimento di Studi Asiatici dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".
This study, which focuses on the encounter and dialogue that developed between Portugal and Japan beginning from the year 1543, when three Lusitanian merchants accidentally landed on the island of Tanegashima, to the south of Kyūshū, led me on various occasions to Lisbon, thanks also to the Ambasciate luso-italo/asiatiche scholarship, which was granted by the Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo (DISUCOM) of our University, with funds allotted by the Cátedra "Pedro Hispano" of the Instituto Camões, so that I could find contributions in the Portuguese language for my thesis and for further insights into the two journeys made to that Country by the Japanese ambassadors. The crucial places for my bibliographical research in Portugal were the Centro Científico e Cultural de Macau, the Biblioteca de Arte at the Fundação Calouste Gulbenkian, the Centro Documentação António Alçada Baptista at the Museo Oriente, the Biblioteca Nacional de Portugal, the Biblioteca da Brotéria of the Company of Jesus and the Biblioteca do Centro de História d'Aquém e d'Além-Mar (CHAM) at the Universidade Nova de Lisboa and the Biblioteca Pública de Évora. Some especially important aspects also emerged from a visit to the Biblioteca da Ajuda through the consultation of the Jesuítas na Ásia collection and some contributions pertinent to the Japanese legates.
Having considered all these elements, and having assimilated the main and relevant characteristics on the topic of my research, I wrote this thesis which is made up of three chapters. The first chapter examines the principal aspects of the infant Christian community in Japan, especially through the contributions made by the Company of Jesus, which, in close contact with the Portuguese crown (padroado real), managed to penetrate the social and cultural context of the Country and build a “constructive dialogue”, which, however, did not last very long. The second chapter focuses on the journey of the four ambassadors and, consequently, on their itinerary during the eight and a half years of their travels (1582-1590): the travelers (those who physically took part in the expedition) and the three Christian lieges who sent the dignitaries to Europe to pay homage to the Pope and the Habsburg monarch, and finally the travel literature that was born and spread around the “pilgrimage” of the ambassadors. The third chapter narrates the journey of the emissaries to Italy through the reports and the letters of the manuscript ARSI, Ital. 159, with a special emphasis on the unpublished aspects contained in these documents. The transcript of the documents studied is at the end of the chapter and a chronological table concludes the volume.
Description: 
Dottorato di ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell'odeporica nell'età moderna
URI: http://hdl.handle.net/2067/3048
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