Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/3021
Title: Dendroecologia del pino domestico (Pinus Pinea L.) nel sud Italia
Other Titles: Dendroecology of stone pine (Pinus Pinea L.) in southern Italy
Authors: Solano, Francesco
Keywords: Pinus Pinea L.;Mediterraneo;Dendroecologia;Legno primaverile;Legno tardivo;Analisi multivariata;SPI;Mediterranean;Dendroecology;Early-wood;Late wood;Multivariate analysis;AGR/05
Issue Date: 28-Jun-2016
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 28. ciclo
Abstract: 
Scopo di questa ricerca è stato quello di costituire una rete dendroecologica delle pinete di pino domestico (Pinus pinea L.) nel sud Italia, in Calabria e in Sicilia in particolare. Il metodo dendroecologico, unitamente all’analisi multivariata, si è dimostrato un valido strumento per la caratterizzazione dei rapporti crescita-clima di queste pinete, riuscendo a cogliere fedelmente la variabilità del clima e l’effetto che essa ha sulla crescita di questa specie. In particolare questo metodo ha messo a fuoco direttamente i fattori climatici che guidano la crescita, ponendoli al centro delle distinzioni fra popolamenti indagati. Il segnale climatico ottenuto, mostra come la crescita delle pinete sia direttamente influenzata dalle precipitazioni suddivise in tre distinti periodi della stagione vegetativa: quello invernale, quello estivo e quello autunnale e l’influenza che queste hanno in particolare nella produzione del legno primaverile e di legno tardivo. Un altro risultato ottenuto mostra come negli ultimi decenni sia aumentata la produttività delle pinete siciliane e calabresi studiate, nella quale però possono influire le condizioni stazionali e della fase dinamica di tali rimboschimenti. Rispetto a quanto riportato per diversi popolamenti dell’Italia centrale (faggete/cerrete), in cui la produttività declina a partire dagli anni 80-90, le pinete studiate sono interessate, seppur con oscillazioni, da un aumento di produttività fino agli anni recenti. In particolare, l’aumento delle precipitazioni invernali sostengono una maggior produzione di legno primaverile, mentre il legno tardivo è in generale calo dovuto alla diminuzione delle precipitazioni dei mesi di settembre-ottobre. Le Differenze fra siti sono legate più al mesoclima locale (oceanicità, piovosità, piogge occulte, ristagno idrico) che alla quota.
In futuro sarà sicuramente di primaria importanza espandere la Rete Dendroecologica intensificando i campionamenti nelle aree ancora non studiate in modo da fornire una migliore continuità ed omogeneità di campionamento. Il sud del Mediterraneo, infatti, meriterà ulteriori approfondimenti, inoltre, sarà interessante estendere le considerazioni prodotte per il pino domestico anche ad altre specie arboree, a scala regionale ed interregionale in modo da produrre un’analisi maggiormente rappresentativa. In questo scenario si potrà valutare l’effetto dei cambiamenti climatici in atto sulla produttività delle foreste in base ad una conoscenza dettagliata del rapporto clima-accrescimento. L’informazione geografica legata alla produttività potrà essere di aiuto nella pianificazione gestionale delle risorse forestali, fornendo indicazioni utili ad una rimodulazione degli interventi selvicolturali adottati fino ad oggi anche nell’ottica di un miglioramento e potenziamento della resilienza degli ecosistemi forestali al cambiamento climatico.

The purpose of this research was to establish a tree-ring network of stone pine (Pinus pinea L.) forests in southern Italy, in Calabria and Sicily in particular. Dendroecological method, together with multivariate analysis, proved to be a valuable tool for the characterization of growth-climate relationships, capturing climate variability and the effect it has on the species growth. In particular, this method has focused directly on climate factor driving growth, placing it at the center of the distinctions between populations investigated. Climate signal, shows how pine forests is directly influenced by precipitation into three distinct periods of the growing season: the winter season, the summer and autumn season, and the influence that these have in particular in the early-wood and late-wood production. Our results shows that productivity of both Calabrian and Sicilian stone pine forests has increased in recent decades, in which however the site conditions evolutionary dynamics influenced these pine reforestations. As opposed to what is reported for several central Italian populations (beech / turkey oak), where productivity declines from 80-90’s, the studied pine forests are affected, although with fluctuations, by an increase in productivity until recent years . In particular, the increase in winter precipitation claim a majority early wood production, while the late wood is in general decline due to lower rainfall in September-October. Differences between sites are linked more to the local mesoclimate (oceanity, rainfall, fog, water logging) than altitude.
In the future it will be of primary importance to expand the Tree-Ring Network intensifying sampling areas in order to provide better continuity and sample homogeneity. The south of the Mediterranean area will deserve further study and it will also be interesting to extend these considerations to other tree species, at regional and national scale, so as to produce a more representative analysis. In this scenario we will evaluate the effect of climate changes on forests productivity on the basis of a detailed understanding of the climate-growth relationship. Geographical information, linked to productivity, will be an helpful tool in the forest resources management, providing useful guidance to a reorganization of forestry action adopted to date, in order to improve the forest ecosystems resilience to climate change.
Description: 
Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie per la gestione forestale e ambientale
URI: http://hdl.handle.net/2067/3021
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