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Title: Ambasciatrice di Russia: tracce d'Europa nei viaggi e nei salotti della principessa Zinaida Aleksandrovna Volkonskaja
Other Titles: Ambassadress of Russia: signs of Europe in travels and salons of princess Zinaida Alksandrovna Volkonskaya
Authors: Valeri, Marta
Keywords: Salotti;Viaggio;Russia;Cultura russa;19. secolo;Volkonskaja;Beloselskaja;Belozerskaja;L-LIN21
Issue Date: 22-May-2015
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 27. ciclo
Abstract: 
La famiglia Volkonskij appartiene a un ramo tra i più antichi della nobiltà russa. I suoi
membri si distinsero per spirito di abnegazione e coraggio sia che fossero al servizio
della zar, come Nikita Grigor’evič o Petr Michajlovič, sia che ne contestassero
apertamente le politiche come il giovane Sergej Grigor’evič, che prese parte alla rivolta
decabrista del 1825. Anche le rappresentanti femminili annoverano personaggi di
spicco, su tutte Marija Nikolaevna Raevskaja, moglie di Sergej, che decise
coraggiosamente di seguire il marito nel lungo e difficile esilio siberiano al quale era
stato condannato. Un altro membro che fece onore al prestigio di questa famiglia,
divenendo celebre tanto in Russia quanto in Europa fu Zinaida Aleksandrovna
Belosel’skaja-Belozerskaja, moglie di Nikita.
Il suo nome rimbalza praticamente in ogni memoria dei personaggi a lei contemporanei
sparsi per tutto il continente europeo. Zinaida era la figlia del raffinato principe
Belosel’skij-Belozerskij, ambasciatore di Caterina II prima a Dresda e poi a Torino, che
aveva affascinato i suoi contemporanei distinguendosi per i suoi principi, le idee
illuministe e l’enorme cultura nel segno della quale aveva cresciuto la sua incantevole
figlia. Zinaida era la degna erede di suo padre: dopo aver trascorso l’infanzia tra Dresda
e Torino, si era trasferita molto giovane a San Pietroburgo e qui era presto entrata a
palazzo in qualità di dama di compagnia dell’imperatrice vedova attirando le attenzioni
dello zar Alessandro I. Dopo aver fatto parte del seguito imperiale durante la marcia
trionfale in seguito alla vittoria nella guerra patriottica del 1812, la Volkonskaja
partecipò al Congresso di Vienna, a quello di Verona, affascinò la corte austriaca,
quella francese, inglese e papale, stringendo rapporti profondi e stimolanti con gli
uomini più influenti del suo tempo, fossero essi politici, intellettuali o artisti.
In Russia il suo nome divenne celebre grazie al suo salotto sulla via Tverskaja, nel
palazzo che attualmente ospita i magazzini Eliseev.
A Roma era universalmente nota non solo per risiedere in una delle ville più belle della
città, divenuta oggi residenza dell’Ambasciatore inglese in Italia, ma soprattutto per il
suo generoso mecenatismo volto a sostenere la colonia degli artisti russi e, negli ultimi
anni della sua vita, come fervente cattolica convertita.
Gli ospiti dei suoi salotti erano luminari dell’università di Mosca, come Ševyrev,
Del’vig, Odoevskij e Pogodin, poeti del calibro di Puškin, Mickiewicz e Belli, artisti
affermati e alti prelati quali Thorvaldsen, Walter Scott, i cardinali Consalvi e
Mezzofanti così come Kipreenskij, Bruni, Ščedrin e Gal’berg, giovani promesse
dell’arte russa. In una parola: chiunque fosse amante del bello, della cultura o
frequentasse il bel mondo a Mosca come a Parigi, a Odessa come a Roma fu almeno
una volta suo ospite.
Da parte sua Zinaida Volkonskaja fu cantante, mecenate, compositrice, membro delle
principali società intellettuali di Russia e Italia, ispiratrice di alcuni tra i più bei versi dei
poeti più acclamati e intima amica dello zar. Intratteneva fitte corrispondenze con
intellettuali e funzionari e si distingueva per intelligenza, arguzia e innato savoir faire.
La sua biografia, per quanto attraversi fasi assai differenti fra loro, è costantemente
popolata da figure di primo piano e la vede presente nei luoghi dove si fa la Storia.
In primo luogo Zinaida fu un’instancabile viaggiatrice. Iniziò a viaggiare fin da piccola
per seguire il padre da Dresda a Torino, poi il ritorno in Russia, la marcia europea al
seguito di Alessandro, l’entrata a Parigi delle truppe russo-prussiane, i festeggiamenti in
Inghilterra, i congressi di Vienna e Verona. E ancora i soggiorni in Italia nel 1815 e nel
1820, quello a Parigi, Odessa, Mosca e di nuovo l’Italia e Roma. Anche quando si
stabilì col suo salotto nella vecchia capitale russa, si rimise in cammino per il (quasi)
definitivo trasferimento in Italia dopo soli quattro anni.
Dei primi quarant’anni della sua vita, ne trascorse circa quindici in viaggio.
La principessa è stata celebrata dai suoi contemporanei e in molti si sono prodigati nella
descrizione della sua lunga e intensa vita: esistono infatti almeno cinque biografie,
ciascuna delle quali si distingue dalle altre per l’approfondimento di un tratto peculiare
o lo studio di un particolare periodo.
La biografia pubblicata da N.A. Belozerskaja su «Istoričeskij vestnik» e il libro Pilgrim
princess di Maria Feirweather offrono i resoconti più completi della vita della
Volkonskaja, sebbene in entrambe le opere si riscontrino inesattezze o informazioni
mancanti e spesso imprecise circa avvenimenti e periodi della biografia della
principessa.
Dalla bibliografia presa in considerazione emerge la mancanza di un approfondimento
circa i salotti di Odessa e Parigi, ma la lacuna più evidente riguarda i lunghi anni
trascorsi da Zinaida in viaggio. Solo Ettore Lo Gatto e Giulia Baselica trattano
l’argomento, sebbene restringendo il campo al solo viaggio del 1829 alla volta
dell’Italia, unico tra tutti sul quale si hanno notizie più dettagliate, non tanto per i
frammenti delle memorie pubblicate da Zinaida (presentate qui in traduzione integrale,
corredate da due lettere inedite provenienti dall’archivio statale russo di letteratura e
storia dell’arte di Mosca – RGALI), quanto per il dettagliato resoconto che il prof.
Ševyrev, compagno di viaggio della principessa, trascrisse sui suoi diari pubblicati in
patria su numerose riviste e successivamente in un libro sulle Impressioni italiane.
Sugli altri viaggi non ci sono testimonianze dirette e possono essere ricostruiti solo
grazie a fonti indirette.
La ricerca è stata resa particolarmente complessa dalla scarsa accessibilità dei
documenti: se si escludono i manoscritti conservati nell’archivio statale e i materiali
della biblioteca nazionale di Mosca – successivamente pubblicati sui «Severnye cvety»
del 1830 e 1831, la maggior parte delle fonti si trova nell’archivio della Houghton
Library dell’Università di Harvard, mentre pochi altri documenti sono sparsi nelle
biblioteche di Francia, Germania, Polonia e Inghilterra.
L’archivio privato della principessa, dopo la sua morte, in pochi anni è andato disperso
tra i discendenti, riaffiorando non di rado nelle collezioni private e nelle aste degli
antiquari romani. Il barone Lemmermann, dopo averne raccolto una parte consistente, lo
donò nel 1967 ad Harvard, dove dovette attendere molti anni prima di essere catalogato.
Unica testimonianza dei contenuti di tale archivio, sebbene parziale, è costituita dal
libro di Bayara Aroutunova Lives in Letters, che raccoglie alcune tra le missive più
significative ricevute dai numerosi corrispondenti della principessa.
Il presente lavoro raccoglie e organizza per la prima volta tutti i materiali disponibili
circa i viaggi della principessa Volkonskaja, con lo scopo di metterne in luce la
centralità in un’esistenza votata alla realizzazione del progetto che Pietro il Grande
aveva solo vagheggiato qualche decennio prima: quel ponte tra Russia ed Europa che
Zinaida attuerà tanto nel privato dei suoi salotti, quanto nelle diverse ambascerie.
Inoltre questa tesi presenta una nuova biografia dettagliata dalla quale sono state
eliminate le frequenti imprecisioni, rivaluta l’attività letteraria della Volkonskaja e
mette in luce la rilevanza delle opere pie che contraddistinsero gli ultimi anni della sua
vita.
Infine l’Appendice Documentaria presenta, accanto ai già citati resoconti di viaggio, la
traduzione di alcune delle opere più significative della principessa e frammenti della sua
corrispondenza privata inediti in italiano.
Malgrado tutti gli sforzi compiuti la ricerca non si definisce né può essere completa: i
documenti conservati in archivi inaccessibili, quali gli archivi segreti vaticani o gli
archivi imperiali russi, potrebbero costituire materiale prezioso per far luce su alcuni
punti della biografia della principessa rimasti oscuri o fornire nuovi dettagli sulla sua
figura: interi periodi sono stati ricostruiti finora solo grazie alle testimonianze indirette
di chi conobbe la Corinna del Nord. Tali lacune sono da attribuirsi inoltre all’azione
censoria che Aleksandr Nikitič operò sull’archivio privato di sua madre dopo la morte
di Zinaida per salvaguardarne l’onore distruggendo informazioni e materiali
potenzialmente compromettenti, ragione che spinse anche Propaganda Fide a secretare
le lettere dell’archivio del cardinal Consalvi, tra le quali alcune della Volkonskaja, e
probabilmente anche i custodi delle memorie della famiglia imperiale russa. Il più
accessibile resta l’archivio statunitense, di cui è disponibile una dettagliata
catalogazione alla luce della quale è possibile ipotizzare la possibilità di rinvenire
informazioni se non del tutto nuove, quantomeno più dettagliate su questa donna
straordinaria che tanto diede alla cultura del primo Ottocento europeo.

Volkonsky family have been one of the older and nobler branches of Russian
aristocracy. Its members stood out for abnegation and bravery, whether in favour, such
as Nikita or Petr, or against the Emperor, such as the decembrist Sergey Grigorevich.
The female branch includes high ranking personalities as well: amongst all Maria
Nikolaevskaya Raevskaya, Sergey’s wife, who decided voluntarily to follow her
husband to the Siberian exile, to which he had been condemned. Another woman, who
honoured the name and the prestige of this family was Zinaida Aleksandrovna
Beloselskaya-Belozerskaya, Nikita’s wife.
Her name can be found in quite every memory of her contemporaries all over Europe.
She was the daughter of the sofisticated prince Alexander Beloselsky-Belozersky,
Catherine the Great’s ambassador first in Dresden, than in Turin, who fascinated his
contemporaries with his principles, Illuministic ideas and huge culture. Princess Zinaida
was educated following her father’s steps.
She was his worthy heiress: grown up in Dresden, than in Turin, she left for Petersburg
in her early adolescence, becoming after few months lady-in-wating of the Empress
Dowager and drawing the attentions of young Emperor Alexander I. After Napoleon’s
defeat in the great patriotic war of 1812, Zinaida followed the imperial entourage across
Europe, took part in the Congresses of Vienna and Verona, fascinating Austrian,
English, French and Vatican courts, establishing heartfelt and stimulating friendships
with the most influential figures of her times, might they be politicians, intellectuals or
artists.
In Russia her name became famous thanks to her salon in Tverskaya street, in the
building now housing Eliseev’s stores.
In Rome she was well-known not only for her beautiful villa, in which nowadays
England’s ambassador resides, but particularly thanks to her patronage in support of the
roman Russian artistic colony and, in the last days of her life, for her passionate support
to catholicism.
The guests of her salons were eminences from Moscow university, such as Shevyrev,
Delvig, Odoevsky and Pogodin, distinguished poets like of Pushkin, Mickiewicz and
Belli, prominent artists and prelates like Thorvaldsen, Walter Scott and cardinals
Consalvi and Mezzofanti, as well as Kipreensky, Bruni Shchedrin and Galberg, who
showed promise as painters and artists. Everyone who loved culture, beauty and
elegance was at least once in her place.
Zinaida herself was a singer, a philantropist, a composer, a member of the most
important intellectual societies both in Russia and in Italy, inspired many acclaimed
poets and was an intimate friend of Emperor Alexander I. She also had correspondences
with intellectuals and officials and distinguished herself for cleverness, intellect and
innate savoir faire.
Her biography, though it includes very different periods, is constantly featured by
prominent figures and during her entire life she was in every place, where History was
made.
First of all she was an unceasing traveller. She began travelling since she was a child in
order to follow her father from Dresden to Turin, then their journey back to Russia, the
European march following the tsar, the Russian-Prussian army entry to Paris, the
celebrations in England, the Congresses of Vienna and Verona. The sojourn in Italy in
1815 and 1820, in Paris, in Odessa, in Moscow and once again in Rome. Even when she
decided to open her salon in Moscow, her stay lasted not more than four years, before
she moved (quite) definitely to Rome.
As she was forty she had already spent fifteen years travelling.
Princess was celebrated by her contemporaries and many of them wrote about her: there
are at least five biographies and each of them particularly focuses on a single stage or a
peculiarity of her life and personality.
Biographies published by A.N. Belozerskaya and M. Fairweather seem to be the most
complete works on Volkonskaya’s life, even if in both of them there can be found
mistakes and lack of information.
Considering the analyzed bibliography, there are so far poorly examinated seasons of
her life, such as the salons in Paris or in Odessa, but the most evident lack concerns her
travels. In Italy only Ettore Lo Gatto and Giulia Baselica wrote about this topic, but
only analyzed the 1829-year travel, the only one about wich we have detailed
information. Zinaida, actually, wrote some travel memories (here presented in their first
Italian complete translation, with two non-published letters from the Moscow State
archive for literature and arts), but mainly we have details about this journey thanks to
the diaries of Shevyrev, who took part in this travel.
Researches about Volkonskaya were also difficult on account of hard access to
documents: the main part of sources from Zinaida’s private archive can be found at
Harvard’s Houghton Library, while some manuscripts and few other materials are
conserved in Moscow (RGALI and Russian State Library) or in French, German, Polish
or English libraries.
Princess Volkonskaya’s private archive, firstly scattered in numerous private
collections, was out together by baron Lemmermann, who in 1967 donated it to Harvard
University, where it was classified only many years later. The only direct, but partial,
evidence of the content of this archive is Aroutunova’s Lives in letters, a book
collecting some of the most significant letters received by Zinaida from her
correspondents.
The present work is aimed to gather and organize all available information and
materials about Volkonskaya’s travels, in order to underline their importance in a life
dedicated to the realization of Peter the Great’s long for dream about a bridge
connecting Russia and Europe.
Finally the Appendix presents the Italian translation of some of the most significant
literary works of princess Zinaida and few fragments of her private correspondence.
In spite of all the efforts made this work is not, and it can’t be complete: documents
stored in unaccessible archives, such as the Vatican or the Imperial ones, might reveal
helpful knowledge about some obscure years in the life of princess Volkonskaya. These
lacks are due, furthermore, to the censorship by Alexander Nikitich of the private
collection of his mother, in order to preserve her memory from likely compromising
materials. Maybe the same reasons forced Propaganda Fide and the imperial Russian
officers to take the same action. Harvard University is the main accessibile archive:
thanks to its detailed cataloguing we can hold that there is a possibility to reveal
accurate information about this extraordinary woman, to whom XIX century european
culture owes so much.
Description: 
Dottorato di ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell'odeporica nell'età moderna
URI: http://hdl.handle.net/2067/2942
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