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Title: Gli ostacoli alla transizione al mercato dei servizi pubblici locali
Other Titles: The obstacles to the liberalization of local public services
Authors: Vergati, Vincenzo
Keywords: Servizi pubblici locali;Regolazione;Concorrenza;Local public services;Competition;Regulation;IUS/10
Issue Date: 13-Jul-2015
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 27. ciclo
Abstract: 
Il settore dei servizi pubblici locali, sulla spinta dell’affermazione del principio di
concorrenza anche nei servizi di interesse economico generale ad opera dell’Unione
europea, è stato oggetto di vari tentativi di liberalizzazione, contraddistinti dalla
negazione della titolarità dei compiti di gestione in capo agli enti locali e fondati
sull’obbligo della gara per l’affidamento della gestione a privati, principi cui
seguivano, come corollari, la separazione delle funzioni di regolazione e
programmazione da quelle di gestione e la contrattualizzazione dei rapporti con
l’impresa. Si mirava così a delineare un assetto concorrenziale del mercato dei
servizi ed a valorizzare la funzione regolatoria degli enti locali, mediante la
generalizzazione del ricorso alla gara per l’affidamento della gestione.
Il disegno riformatore ha però incontrato sulla propria strada ostacoli rilevanti che
hanno impedito il raggiungimento dei risultati sperati in termini di miglioramento
dell’efficienza ed economicità delle gestioni, oltre che di qualità dei servizi erogati
nell’interesse dell’utenza. Le oscillazioni in merito all’obbligo della gara hanno
vanificato l’obiettivo di una compiuta separazione tra funzioni di regolazione ed
attività di gestione, compromettendo il conseguimento degli obiettivi di efficienza ed
economicità delle gestioni, mentre quelli di qualità dei servizi erogati e di tutela
dell’utenza sono risultati depotenziati dalla situazione di conflitto di interessi
dell’ente.
I ripensamenti del legislatore sembrano in realtà conseguenza diretta
dell’inadeguatezza del modello di liberalizzazione delineato in origine. Questo,
incentrato prevalentemente sull’obbligo della gara, è stato introdotto in un contesto
rimasto immutato sotto il profilo della titolarità soggettiva delle funzioni di governo,
ancora attribuite ai singoli enti locali, senza alcuna prova dell’effettiva capacità di
questi di regolare le complesse dinamiche di un sistema di concorrenza per il mercato.
Si ritiene allora che la liberalizzazione sia stata ostacolata principalmente dalla
mancanza di un adeguato assetto organizzativo e regolatorio, funzionale all’apertura
dei servizi pubblici locali alla concorrenza per il mercato.
Infatti, bacini di gestione di dimensione comunale si sono rivelati spesso troppo
ristretti per avere un’effettiva rilevanza concorrenziale, mentre gli enti locali hanno
manifestato la difficoltà di provvedere adeguatamente alla regolamentazione
dell’attività svolta dai gestori privati tramite il contratto di servizio, a causa dei
fallimenti tipici dei mercati dei monopolistici.
In questa prospettiva le riforme in atto nei servizi pubblici locali – specie in settori
come il trasporto pubblico locale ed i servizi idrici - finalizzate a creare nuovi assetti
della governance mediante un’effettiva organizzazione in ambiti di area vasta e con
l’assegnazione di funzioni di regolazione ad autorità indipendenti, sembrano invece
poter creare le condizioni per avviare un nuovo e più solido processo di
liberalizzazione. L’attuazione di tali riforme dovrà però avvenire con la flessibilità
necessaria per far fronte alle esigenze riscontrabili nelle diverse realtà settoriali e
territoriali. Nel frattempo il legislatore ha continuato ad esprimere un generale
principio di preferenza per il mercato introducendo specifiche misure con cui
incentivare il ricorso alle gare, ma senza ristabilire un obbligo in tal senso. Viene
così a configurarsi una disciplina sulle modalità di affidamento della gestione
improntata alla flessibilità, utile per accompagnare il consolidamento dei nuovi
assetti organizzativi.

The field of local public services, through the affirmation of the principle of
competition also on services of general economic interest by the European Union,
has been the subject of several attempts of liberalization, characterized by the denial
of management role in chief local authorities and based on the obligation of the
competition to select a private operator, principles which followed, as corollaries,
the regulation by contract of private economic activity and the separation of the
functions of planning with those of management. It was intended to create a
competitive structure of the market for services and to enhance the regulatory
function of local authorities, through the generalization of the competition for the
commission of the management.
The design reformer has however encountered major obstacles in their way that
prevented the achievement of the expected results in terms of improving the
efficiency and economy of management, as well as quality of services provided in
the interest of consumers. Fluctuations on the obligation of the competition they
defeat the purpose of a complete separation between control functions and
management activities, undermining the achievement of the efficiency and economy
targets, while the quality of services provided and the protection of consumers were
weakened by the conflict of interests of the institution.
The thoughts of the legislator seem a result of the inadequacy of the model of
liberalization proposed. This focused primarily on the obligation of the competition,
was introduced in a context unchanged about subjective competence of government
functions, attributed to the individual local authorities without any evidence of the
concrete ability to regulate the dynamics of the competition for the field.
Then it can be said that liberalization has been hindered by the lack of an adequate
organizational and regulatory structure, functional opening of local public services
to competition.Indeed, management areas of municipal size have proved often too small to have
any real competitive relevance; moreover local authorities have expressed the
difficulty of providing to regulate the activities of private operators through service
contract, because typical failures of monopolistic markets.
In this perspective, the recent reforms in local public services - especially in areas
such as public transport and water services - designed to create new structures of
governance through effective organization in wide areas and with the allocation of
functions to independent authorities, seem to be able to create the conditions to
launch a new process of liberalization. However, the implementation of these
reforms will take place with the flexibility to meet the needs of the different sectoral
and territorial situations.
At the same time, lawmaker continued to express a general principle of preference
for the market by introducing specific measures to promote competition, but it did
not renew obligation of public tender. It is thus constitute a discipline characterized
by the flexibility, useful to accompany the consolidation of the new organizational
structure.
Description: 
Dottorato di ricerca in Diritto dei contratti pubblici e privati
URI: http://hdl.handle.net/2067/2933
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