Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2930
Title: Le Cartinhas di Évora: un modello per l'educazione linguistica del 16. secolo. Evoluzione di un genere all'interno dell'odeporica lusitana
Other Titles: The Carthinas of Évora: a model for the language education of the 16th century. The evolution of a genre within lusitanian odeporic
Authors: Rossi, Maria Antonietta
Keywords: Carthinas;Évora;Grammaticografia;Sillabari;Odeporica;Grammar;Spelling-book;Odeporic literature;L-LIN/09
Issue Date: 22-May-2015
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 27. ciclo
Abstract: 
La formazione e l’evoluzione della lingua lusitana nel corso dei secoli è inevitabilmente correlata alla condizione del viaticum di espansione territoriale, sia all’interno dello stesso Portogallo, sia in terre esterne ai confini nazionali, ossia nelle aree d’oltremare dove il popolo lusitano giunge grazie ai viaggi transoceanici. Considerando una pista investigativa di carattere odeporico, la formazione diacronica e la rispettiva espansione della lingua lusitana durante i secoli XV e XVI si deve inesorabilmente ai viaggi di esplorazione geografica e di occupazione commerciale di territori in Africa, Asia e America del Sud, ignoti all’Occidente nell’arco di questa fascia temporale: le nuove rotte transoceaniche implicano, dunque, la diffusione ad ampio raggio dell’idioma nazionale nelle colonie e inevitabili contatti culturali e linguistici fra i gruppi di esploratori e colonizzatori europei e le popolazioni locali.
L’affermazione del portoghese come lingua franca veicolare in tre diversi continenti è dovuta sia al ripetuto e costante uso dell’idioma fra i colonizzatori e le popolazioni locali per negoziare significati in diversi contesti comunicativi, sia all’impiego dello stesso da parte dei missionari che si recano nelle aree extra-continentali, da un lato, per evangelizzare le nuove terre scoperte e, dall’altro, per insegnare la stessa lingua portoghese, strumento veicolare impiegato per divulgare i principi e i dogmi del Cristianesimo fra i gruppi di nativi.
Per alfabetizzare le popolazioni locali al portoghese e per evangelizzare le stesse predicando i principi fondamentali della fede cristiana, i gruppi di missionari si dedicano all’insegnamento dell’idioma avvalendosi di specifici materiali didattici ed educativi denominati con due varianti ortografiche: Cartinhas o Cartilhas, una sorta di sillabari costituiti da una parte linguistica, destinata a illustrare le regole di formazione delle sillabe in portoghese, appreso dai nativi come Lingua Seconda (L2), e da una religiosa, basata su testi e preghiere su cui praticare l’arte della lettura e illustranti i dogmi fondamentali del Cristianesimo. Tali strumenti pedagogici rappresentano i primissimi testi di normativizzazione della lingua portoghese. La loro diffusione ad ampio raggio sia in patria, sia nelle colonie, è dovuta soprattutto alla recente invenzione della stampa e la rispettiva pubblicazione precede di gran lunga, quasi di trent’anni, quella delle due fondamentali grammatiche normative di Fernão de Oliveira (1536) e di João de Barros (1540).
Il presente lavoro di ricerca intende approfondire e analizzare da diverse prospettive investigative il genere testuale della Cartinha come strumento didattico per l’insegnamento del portoghese e dei principi basilari del Cristianesimo. La scelta di questo argomento è stata dettata da un interesse personale nato e maturato durante il mio iter accademico presso l’Università degli Studi della Tuscia, nel corso del quale i programmi di lingua portoghese amministrati dalla Prof.ssa Mariagrazia Russo e dal Prof. Simone Celani, basati sulla formazione e la diffusione dell’idioma lusitano nel mondo, hanno trattato anche della nascita dei primi strumenti di normativizzazione del portoghese nei secoli XVI e XVII, tra i quali figurano anche le già citate Cartinhas, argomento approfondito anche nei corsi da me seguiti presso la Universidade de Lisboa durante il soggiorno con la borsa di studio Erasmus.
La mia attenzione si è concentrata nell’individuare da subito i lavori scientifici presentati su tale ambito di indagine, i quali hanno trattato in modo sommario le caratteristiche testuali e le finalità pedagogiche di tali sillabari cinquecenteschi, lasciando aperte molte questioni epistemologiche, come:
- lo studio etimologico delle due nomenclature Cartinha e Cartilha allora in uso;
- la raccolta di un corpus bibliografico completo che racchiudesse tutti gli esemplari di tali edizioni cinquecentine;
- l’analisi sia paratestuale, sia testuale degli stessi sillabari.
Date tali lacune emerse dall’analisi del materiale esistente, ho deciso dunque di approfondire tale settore di indagine cercando di completare gli studi ad oggi pubblicati su tale genere testuale, soffermandomi in particolare sull’analisi delle diciture Cartinha e Catecismo, spesso impiegate in modo inesatto come se fossero lemmi sinonimici e intercambiabili, data la cospicua presenza di testi di natura religiosa all’interno di questi sillabari.
Gli obiettivi da raggiungere con tale indagine possono essere riassunti nei seguenti punti:
• inquadrare e contestualizzare la realizzazione di tali sillabari per fini didascalici all’interno del processo di normativizzazione della lingua portoghese, che ha persuaso studiosi e linguisti a realizzare i primi strumenti metalinguistici del portoghese, come Cartinhas, grammatiche, dizionari e trattati di ortografia;
• presentare un quadro completo sugli studi scientifici che hanno trattato il genere testuale della Cartinha dal punto di vista sia storico, sia didattico e filologico;
• fare chiarezza sull’origine etimologica dei termini Cartinha e Cartilha, percorso che permetterà di verificare come le due varianti ortografiche e lessicali abbiano subito un evidente processo di evoluzione semantica a livello diacronico e che consentirà di dimostrare come il lemma derivi dal latino Chartula;
• proporre un corpus bibliografico generale di riferimento che riunisca tutti gli esemplari appartenenti alla tipologia della Cartinha pervenuti fino ai nostri giorni;
• eseguire un lavoro di collazione tra gli esemplari del corpus che permetta di individuare le sezioni testuali e paratestuali che accomunano tali sillabari;
• individuare la strutturazione testuale delle Cartinhas e dei Catecismos in modo da dimostrare le differenti caratteristiche endogene e finalità didascaliche;
• proporre l’analisi sia paratestuale, sia testuale di tre esemplari di Cartinhas poco approfonditi negli studi editi fino ad oggi, individuati presso il fondo dei “Reservados” della Biblioteca Pública di Évora (edizioni cinquecentine con collocazione Res. 300, Res. 300 A e Res. 300 B);
• condurre un lavoro di edizione tipofilologica per gli esemplari sopra citati.

Per l'elaborazione di questo lavoro di ricerca mi sono basata essenzialmente sulla consultazioni di fonti e di documentazioni storiche, attraverso un lavoro di analisi e spoglio bibliografico condotto in Portogallo, presso le seguenti istituzioni: Arquivo Histórico Ultramarino, Arquivo Nacional da Torre do Tombo, Biblioteca da Ajuda, Biblioteca Nacional de Lisboa, Museu Nacional de Arqueologia e Etnologia de Lisboa, Biblioteca Pública de Évora (Évora). In Italia, invece, le ricerche sono state effettuate a Roma presso la Biblioteca Nazionale Centrale e l’Archivum Romanum Societas Iesu.

Lusitanian language formation and evolution along the years has been inevitably connected with the viaticum phenomenon, which spreads within and without Portuguese boundaries, reaching overseas countries where Portuguese people land undertaking transoceanic travels.
Investigating it under a voyage perspective, the diachronic formation and expansion of the Lusitanian language during the 15th and the 16th centuries is due to explorations and the commercial occupation of territories in Africa, Asia and South America, unknown to Europe in this period. As a result, the new transoceanic routes not only imply the use and diffusion of the Portuguese language in the colonised areas but also inevitable cultural and linguistic contacts between groups of explorers, European colonisers and local people.
The success of the Portuguese language as a lingua franca in three different continents is due to two main phenomena. First, its constant use between colonisers and colonised to connote different concepts in different communicative contexts; second, its practical implication for the evangelisation brought about by missionaries who venture into newly explored territories.
In order to educate the natives to the Christian principles, the Portuguese language must be taught together with religion. So, groups of missionaries combine the two subjects using specific didactic materials which may be defined as Cartinhas or Cartilhas. They are a sort of spelling books, divided into a linguistic and a religious part. The first one is dedicated to teaching syllable formation in Portuguese, which is learnt by local people as Second Language (L2). The second part is composed of texts and prayers, describing the fundamental Christian principles, used to practice reading skills. Those pedagogic instruments represent the very first sets of rules of the Portuguese language and their wide diffusion, both in Portugal and in the colonies, is due to the recent printing press innovation. Their publication comes far before, of nearly thirty years, that one of the two fundamental grammar books attributed to Fernão de Oliveira (1536) and to João de Barros (1540).
This research wants to further investigate and analyse under different perspectives the Cartinha kind of text used as a didactic mean to teach both the Portuguese language and the Christian doctrine. My interest in this argument originated during my study career at the Università degli Studi della Tuscia, where the Portuguese language programmes, directed by professor Mariagrazia Russo and professor Simone Celani, based on the Portuguese language formation and diffusion, also focussed on the birth of the first language regulation instruments in the 16th and 17th centuries. Those included also the Cartinhas, which I also studied attending some courses at the Universidade de Lisboa.
First, I tried to collect all the existing scientific material concerning this subject matter. Unfortunately, the academic documents I analysed propose only a perfunctory investigation of the textual characteristics and pedagogic aims of those sixteenth century spelling books. As a result, several epistemological questions still remain unanswered:
• the etymological study of two different nomenclatures;
• the collection of a complete bibliographic corpus, including all the samples of the sixteenth century editions;
• a textual and paratextual analysis of those spelling books.
Consequently, given this missing information, I decided to further investigate this subject matter trying to complete the studies published so far, focussing in particular on the dual nomenclature Cartinha and Catecismo, often used in an approximate way as they were synonyms and, therefore interchangeable, due to the remarkable presence of religious texts within those spelling books.
The aims of my investigation may be summarised as follows:
• determination and contextualisation of the given spelling books conceived for didactic aims within a process of rule setting of the Portuguese language, which brought scholars and linguists to create the first metalinguistic instruments of the language, as Cartinhas, grammar books, dictionaries and orthography treatises;
• Convey a complete didactic and philological prospect of the scientific studies concerning the Cartinha kind of text under a historic point of view;
• Investigation and determination on the etymological origin of the terms Cartinha e Cartilha; this will give the possibility to verify how the two spelling and lexical variants clearly underwent a process of diachronic semantic evolution, letting demonstrate that those words derive from the Latin Chartula;
• Propose a general referring bibliographic corpus which collects all the existing samples of Cartinha;
• Collation of the existing samples of the corpus, in order to identify parts of text and paratext in common between different spelling books;
• Analyse the Cartinha and Catecismo text structure in order to show different characteristics and didactic aims;
• Propose both a textual and a paratextual analysis of three samples of Cartinhas not thoroughly studied so far, which are collected in the Reservados group at the Biblioteca Pública of Évora (sixteenth century editions, cataloguing Res. 300, Res. 300 A e Res. 300 B);
• Accomplish a typo-philological edition of the mentioned texts.
Writing this research article I based essentially on historical sources and documents, conducting a meticulous analysis and a bibliographic scrutiny in Portugal at the subsequent institutions: Arquivo Histórico Ultramarino, Arquivo Nacional da Torre do Tombo, Biblioteca da Ajuda, Biblioteca Nacional de Lisboa, Museu Nacional de Arqueologia e Etnologia de Lisboa, Biblioteca Pública de Évora (Évora). My researches in Italy have been conducted in Rome, at the Biblioteca Nazionale Centrale and the Archivum Romanum Societas Iesu.
Description: 
Dottorato di ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell'odeporica in età moderna
URI: http://hdl.handle.net/2067/2930
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