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Title: La repressione dell'omosessualità nell'Italia repubblicana e nei paesi Nato: Italia e Francia, casi a confronto (1952-1983)
Authors: Petrosino, Dario
Keywords: Omosessualità;Nato;Italia;Francia;ONU;SDN;Homosexuality;Italy;France;League of Nation;M-STO/04
Issue Date: 27-May-2014
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 25. ciclo
Abstract: 
Questa ricerca ha come oggetto lo studio della repressione dell’omosessualità nei primi decenni dell’Italia repubblicana, e individua come arco cronologico di riferimento gli anni dal 1952 al 1983, ossia quelli che vanno dall’ultima fase dei governi De Gasperi fino all’avvento del Pentapartito di Giovanni Spadolini. Una vicenda, dai risvolti internazionali, che nella sola Italia ha prodotto, tra il 1952 e il 1972, in una stima per difetto, circa 20.000 schedature di omosessuali.
La periodizzazione, prima ancora che agli eventi della politica italiana, è da relazionare con tutta una serie di scelte strategiche operate dai governi di quegli anni, sia in merito agli aspetti della sicurezza a livello internazionale, insite nella più ampia vicenda della Guerra Fredda, sia per quanto riguarda il controllo dell’ordine pubblico che della morale, quest’ultima ritenuta un problema per la sicurezza dello Stato. Tutelare la morale pubblica voleva dire, tutelare le alleanze nate dal Patto Atlantico; ma, la vicenda aveva riscontri istituzionali più ampi, nei quali la Nato viene solo a inserirsi. Infatti, l’intervento di quest’ultima nella gestione della vicenda riguarda solo la fase finale, tra le più intense, di un fenomeno di lungo periodo, che affonda le sue radici nella fine dell’Ottocento, permeando tutto il XX secolo fino ai giorni nostri, attraverso dinamiche politiche di carattere internazionale che coinvolgono, oltre la Nato, organismi come la Società delle Nazioni, l’Onu e l’Interpol: un progetto che finisce per ricoprire, nell’Europa tra le due guerre, un ruolo nelle logiche totalitarie e repressive del Novecento.
all’interno di questa vicenda, il dibattito sulla morale pubblica ha quindi avuto non solo un suo ruolo funzionale allo sviluppo delle identità nazionali, ma è anche stato in stretto rapporto con attività istituzionali dello Stato, e la questione dell’omosessualità è parte integrante di questo percorso in quanto parte, per le Nazioni Unite, e prima di essa, per la Società delle Nazioni, di un discorso più ampio sulla repressione della prostituzione, che si trasformerà ben presto in un progetto di repressione dei comportamenti sociali; mentre per la Nato il problema si poneva essenzialmente per la tutela dei dati riservati, in ambito lavorativo, da attività di spionaggio che potessero attentare alla sicurezza dello Stato.
Uno dei nodi della ricerca è la constatazione che il dibattito su temi non caratterizzati politicamente, quali ad esempio il dibattito scientifico, o il dibattito culturale su temi etici o sociali, abbia contribuito alla costituzione, nel corso del Novecento, non solo delle identità nazionali, ma sia stato colonna portante dello sviluppo dei sistemi legislativo, esecutivo e giudiziario all’interno dei singoli stati, in una rete di relazioni di carattere internazionale che, col pretesto della tutela delle donne e dei minori, aveva come obiettivo il controllo della morale pubblica e un progetto di controllo sociale ben definito, che nasce ai primi del Novecento e matura attraverso accordi di carattere internazionale, in seno alla Società delle Nazioni, per essere poi ripreso dalle Nazioni Unite nel secondo dopoguerra e condotto a compimento, dopo un breve intermezzo di gestione Nato, alla fine degli anni Cinquanta, e proseguendo, tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta del XX secolo, fino alla denuncia delle convenzioni da parte degli stessi Paesi che le avevano firmate.
Nel primo capitolo si affronta la struttura di questa ricerca nel suo complesso, insieme agli aspetti teorici della questione e a una panoramica sulla situazione degli studi a livello nazionale e internazionale, sulle fonti utilizzate e sugli obiettivi della ricerca. Nel secondo capitolo si entra invece negli aspetti generali del fenomeno, affrontando il dibattito culturale, scientifico e politico-giuridico, prima nelle sue caratteristiche internazionali, poi concentrando l’attenzione sugli aspetti più vicini al fenomeno italiano e ai dati quantitativi. Nel terzo capitolo si passa quindi, dopo una breve riflessione sulle modalità operative della repressione, ad una analisi testuale dei casi pubblicati sulla stampa, e delle disposizioni impartite a livello istituzionale e delle attività operative delle forze di polizia. Infine, nel quarto capitolo, si affronta il caso francese, analizzando i paralleli con quello italiano.
Al termine del lavoro, le conclusioni finiscono quasi per essere un capitolo a sé stante, e raccolgono quanto, per la vastità del tema, e per gli spunti e i nuovi filoni sorti nel corso del lavoro, non è stato possibile approfondire nel corso di questa ricerca: il ruolo dell’Italia nell’ambito dell’Alleanza Atlantica durante l’installazione delle basi Nato; e l’interazione, tra Stati Uniti e Paesi occidentali, relativamente al cambio di politiche e strategie internazionali; ma anche, ritornando alle convenzioni Onu e Sdn, le responsabilità delle democrazie occidentali relativamente agli strumenti di prevenzione e repressione di carattere internazionale, attuate attraverso l’Interpol. E ancora, il ruolo della chiesa cattolica nella lotta alla prostituzione, e il ruolo dei servizi informativi nella gestione degli scandali sessuali, sia per le operazioni di ordine pubblico, che per la loro interazione coi mezzi di comunicazione di massa; come pure, passando ai giorni nostri, l’attualità delle procedure di
pubblica sicurezza adottate in tale vicenda, procedure che sembrano a tutt’oggi godere di credito nella gestione dell’ordine pubblico. Le ultime considerazioni sono infine dedicate ad alcune riflessioni sugli studi di genere e sul loro rapporto con la politica statale, concludendo con alcune riflessioni sull’uso e l’interpretazione delle fonti archivistiche ai fini della ricerca storica.
Description: 
Dottorato di ricerca in Storia d'Europa: società, politica,istituzioni (XIX-XX secolo)
URI: http://hdl.handle.net/2067/2918
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