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Title: Milton Gendel. Un fotografo, critico d’arte e scrittore tra avanguardia e tradizione.(1949 -1962)
Other Titles: Milton Gendel. A photographer, art critic and writer between avant-garde and tradition. (1949-1962)
Authors: Drudi, Barbara
Keywords: LART/03
Issue Date: 28-Nov-2014
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 26. ciclo
Abstract: 
Attraverso l’analisi del materiale d’archivio e la catalogazione del fondo fotografico - donato da
Milton Gendel alla Fondazione Primoli di Roma nel 2011 - questa mia tesi propone una
ricostruzione storica del singolare artista e intellettuale americano e della situazione culturale a
Roma dal 1949 al 1962.
Americano per nascita e formazione culturale Milton Gendel, classe 1918, ha scelto Roma come
sua patria d’adozione dal dicembre del 1949, stabilendo nella capitale non solo la sua residenza, ma
il luogo ideale per il suo lavoro di fotografo e critico d’arte. Amico di artisti e intellettuali,
aristocratici e grandi collezionisti, Gendel può considerarsi a buon diritto una figura centrale nel
panorama artistico e intellettuale a Roma dagli anni Cinquanta a oggi.
La tesi si concentra, dunque su circa un decennio 1949- 1962, che circoscrive come abbiamo
detto, uno dei momenti più interessanti e significativi della cultura italiana nella seconda metà del
XX secolo. Tuttavia, per dare una lettura più completa delle attività creative di Gendel ho dedicato
il primo capitolo alla formazione newyorkese di Gendel, svoltasi principalmente nell’ambiente
‘surrealista’, e alle prime esperienze fotografiche in Cina.
Ho trattato brevemente la storia del grande interesse per la fotografia nato negli Stati Uniti nel
ventesimo secolo e dell’influenza che quel contesto visivo ebbe sulla formazione di Gendel.
Nel secondo e più ampio capitolo affronto l’arrivo a Roma e l’inserimento nel mondo artistico
della capitale. Milton Gendel fin dai suoi primi mesi a Roma infatti - all’inizio 1950 - era entrato in
contatto con l’ambiente artistico, frequentando le ormai celebri ‘trattorie’ e i bar tra piazza del
Popolo e via del Babuino. Gendel intrattenne rapporti di amicizia e collaborazione con giovani
artisti come Dorazio, Perilli, Scialoja, Burri, Tancredi, Tot. Ma al tempo stesso venne introdotto nei
maggiori salotti dell’aristocrazia ‘illuminata’ italiana e internazionale, stabilendo un forte legame
di amicizia e collaborazione con la Contessa Mimì Pecci Blunt.
In particolare ho dedicato un paragrafo all’amicizia di Gendel con Peggy Guggenheim, e alle
fotografie uniche e suggestive che Gendel conserva di lei nel suo ricchissimo archivio.
Tra gli americani poi Gendel è stato amico di pittori come Robert Motherwell, Willem de
Kooning, Robert Rauschenberg, Mark Rothko, Philip Guston, Alexander Calder; tutti artisti che
aveva conosciuto e frequentato negli anni Quaranta a New York e con i quali è rimasto in contatto
per molti anni.
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Nell’ambito di questo secondo capitolo viene ricordato anche come Roma diventò proprio in
quegli anni Cinquanta un centro fondamentale per la creatività artistica e più in generale per la
diffusione della cultura, proponendo una rilettura di alcune significative pagine letterarie dedicate al
fascino della capitale.
In quegli anni infatti non solo Gendel, ma molti altri artisti e intellettuali, avevano scelto Roma
come residenza: troviamo infatti nella capitale altri artisti come il pittore italo-americano Marca-
Relli arrivato a Roma già nel 1948; Sebastian Matta che vi arrivò da New York nel 1949. Matta,
sebbene fosse cileno aveva vissuto in pieno la New York surrealista e l’inizio dell’Espressionismo
astratto e ne aveva esportato in Italia gli echi e le suggestioni. Nel 1952 erano arrivati anche
Rauschenberg e Cy Twombly; e nel 1959 vi soggiornerà a lungo de Kooning. Sul fronte opposto
Afro aveva stabilito con l’America un legame strettissimo, Scialoja era affascinato dall’Action
Painting, Dorazio aveva sposato una fotografa americana e vissuto oltreoceano per diversi anni.
Il lavoro prosegue poi con un’analisi delle fotografie scattate da Gendel in Sicilia – durante un
viaggio con la fotografa americana Marjory Collins (1950) - , e in Puglia (1954); immagini
evocative e documentarie al tempo stesso. Fotografie connotate da una visone del ‘neorealismo’
molto personale di Gendel, e ho cercato di mettere a queste immagini confronto con il
Neorealismo fotografico italiano.
Oltre all’indagine sugli scatti fotografici la mia tesi approfondisce anche l’aspetto di Gendel
critico d’arte: il terzo capitolo è dedicato infatti agli della intensa collaborazione di Gendel con la
rivista ‘ARTNews’ , in particolare negli anni tra il 1954 e il 1962. Ho realizzato quindi una
schedatura degli articoli apparsi su Art News, ricomponendone una bibliografia completa. Ho preso
in esame anche le saltuarie collaborazioni con riviste italiane come “Spazio”, facendo solo alcuni
accenni a “Tempo presente” e agli articoli per ‘Il Messaggero’. Analizzando questo lavoro di
Gendel sulla scrittura d’arte, si può affermare che egli abbia dato un sostanzioso contributo ad un
nuovo modo di intendere la critica, in particolare con i suoi noti articoli “Burri makes a picture” e
“Scialoja paints a picture”, basati su una cronaca attenta e fedele ai fatti, più che interpretativa o
‘metafisica’.
Un particolare rilievo ho dato all’esperienza ancora poco esplorata del Gruppo del Tevere ,
sostenuto da Emilio Villa. Una situazione artistica emblematica di quel mondo e di quegli anni di
cui Gendel scrive su ‘ARTNews’ nel 1955.
Ho analizzato anche altre recensioni sull’arte a Roma, in particolare le gallerie dell’Obelisco, La
Salita, La Tartaruga, L’Attico. Ho proposto infine una sezione ‘Appendice’ in cui sono riportate
alcune significative lettere di Thomas B. Hess – direttore di ARTNews – a Gendel.
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L’ultimo capitolo è dedicato alla Rome –New York Art Foundation (1957-1962). La galleria
Rome –New York Art Foundation vide la luce a Roma a palazzo Pierleoni Caetani sull’Isola
Tiberina nel 1957 per decisione di Frances McCann. Pittrice, fotografa e grande amica di Peggy
Guggenheim, la McCann riuscì a creare un luogo originale e internazionale dove potessero
convivere i linguaggi della nuova pittura astratta. La galleria fu – tra il 1957 e il 1962- uno dei
luoghi più importanti per gli scambi culturali e artistici tra Roma e New York e permise la
diffusione di una nuova idea della circolazione delle opere d’arte.
Tra gli artisti presenti nelle nove mostre: Capogrossi, Colla, Accardi, Burri, Consagra fino a De
Kooning, Kline, Tobey, Fontana, Pollock, Marca Relli, Falkenstein, Appel, Mathieu e Riopelle.
Parallelamente al lavoro di ricostruzione storico critica, la mia tesi è accompagnata da un inizio
di catalogazione delle immagini fotografiche, sempre relativamente al decennio in questione. La
proprietà dell’archivio fotografico Gendel è della Fondazione Primoli, che l’ha ricevuta in
donazione dallo stesso Gendel in cambio del comodato d’uso di un appartamento al primo piano di
palazzo Primoli in via Zanardelli dove Gendel ha potuto sistemare il suo studio e tutta la sua
collezione di opere e oggetti. Il numero degli scatti fotografici di Gendel, tra negativi e immagini
digitali è di circa 72.000. Per ovvie ragioni la mia catalogazione si limita a 398 immagini,
scansionate e caricate su un programma specifico realizzato dalla Fondazione Primoli, seguendo la
progressione numerica e cronologica già esistente nell’ordine dei negativi presenti nell’archivio
Per realizzare l’inizio della catalogazione è stato creato un programma di “schede” pensate ad hoc
per il Fondo di Gendel ma in continuità con il programma di schedatura già esistente e fruibile on
line delle fotografie del Conte Giuseppe Primoli realizzato dalla Fondazione che porta il suo nome.
Questo modello di scheda comprende, oltre alle consuete voci di individuazione dell’opera, una
serie di “campi” disponibili per rintracciare le immagini e classificarle secondo i diversi ordini
desiderati: soggetto, luogo, tema ecc. .
Ogni scheda ha inoltre, com’è ovvio, un numero di inventario digitale riferito a questa nuova
catalogazione, che getta le basi per una futura fruizione del materiale anche in rete.

Through the analysis of archival material and cataloging of Photography - donated by Milton
Gendel to the Primoli Foundation of Rome in 2011 - my dissertation offers an historical
reconstruction of the singular artist and American intellectual and cultural situation in Rome from
1949 to 1962.
American by birth and cultural Milton Gendel, born in 1918, chose Rome as his adopted home
since December 1949, establishing the capital not only his home, but the perfect place for his work
as a photographer and art critic . Friend of artists and intellectuals, aristocrats and major collectors,
Gendel can rightly be considered a central figure in the artistic and intellectual in Rome from the
fifties to the present.
The thesis focuses, therefore, on a decade 1949- 1962, which circumscribes as we have said, one
of the most interesting and significant of Italian culture in the second half of the twentieth century.
However, to give a more complete spectrum of creative work of Gendel I devoted the first chapter
to the formation in New York, which took place mainly in the 'surrealist', and the first
photographic experiences in China.
I have discussed briefly the history of the great interest in photography born in the United States
in the twentieth century and of the influence that visual context had on the formation of Gendel.
In the second and most extensive chapter wrote about the arrival of Gendel in Rome and the
inclusion in the artistic world of the capital. Milton Gendel from his first months in Rome in fact -
beginning in 1950 - had been in contact with the creative community, attending the famous
'restaurants' and bars between Piazza del Popolo and Via del Babuino. Gendel entertained friendly
relations and cooperation with young artists like Dorazio, Perilli, Scialoja, Burri, Tancredi, Tot. But
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at the same time was introduced in the ‘salotti’ of the more 'enlightened' Italian and international,
establishing a strong bond of friendship and cooperation Mimi with the Countess Pecci Blunt.
In particular, I have dedicated a section of Gendel friendship with Peggy Guggenheim, and the
photographs are unique and inspiring Gendel keeps her in his vast archive.
Among Americans then Gendel was a friend of painters such as Robert Motherwell, Willem de
Kooning, Robert Rauschenberg, Mark Rothko, Philip Guston, Alexander Calder; all artists who had
known and popular in the forties in New York and with whom he remained in contact for many
years.
Under this second chapter is also remembered as Rome became in those fifties an important
arena for artistic creativity and more generally for the dissemination of culture, offering a
reinterpretation of some significant pieces of literature devoted to the charm of the capital.
In those years not only Gendel, but many other artists and intellectuals, chose Rome as the
residence: there are in fact other artists in the capital as the Italian-American painter Marca-Relli
arrived in Rome in 1948; Matta who came from New York in 1949. Matta, although it was the
Chilean had lived in the middle of the New York surrealist and early Abstract Expressionist and had
exported to Italy echoes and suggestions. In 1952 he had arrived Rauschenberg and Cy Twombly;
in 1959 and lived there for a long time de Kooning. On the other side, African had established a
close relationship with America, Scialoja was fascinated by the Action Painting, Dorazio had
married an American photographer and lived overseas for several years.
The work continues with an analysis of photographs taken by Gendel in Sicily - while traveling
with the American photographer Marjory Collins (1950) - and in Puglia (1954); evocative images
and documentary at the same time. Photos are characterized by a vision of the 'neo-realism' tipical
of Gendel, and I tried to put these images compared to the Italian Neorealism photo. Beside the
photographs, my thesis explores the aspect of Gendel art critic, the third chapter is devoted to the
intense collaboration with the magazine 'ARTnews', particularly in the years between 1954 and
1962. I then made a filing of articles published in Art News, recomposing a complete bibliography.
I also examined the occasional collaborations with Italian magazines such as "Space", making only
a few references to "Tempo Presente” e 'Il Messaggero”. Gendel on writing about art has given a
substantial contribution to a new understanding of the criticism, particularly with its well-known
items "Burri Makes a picture" and "Scialoja paints a picture" based on a report attentive and faithful
to the facts, rather than interpretive or 'metaphysics'.
A particularly important has been given to the experience of Group of the Tiber (1955),
supported by Emilio Villa. An emblematic artistic situation of the art world and of the time of the
Fifties.
I have analyzed other articles by Gendel in Rome, especially his writings on the galleries of the
Obelisk, La Salita, La Tartaruga, L’Attico. Finally, I proposed a section 'Appendix' in which are
some significant letters of Thomas B. Hess - Director of ARTnews - to Gendel.
The last chapter is devoted to Rome -New York Art Foundation (1957-1962). The gallery Rome -
New York Art Foundation was born in Rome at Palazzo Caetani Pierleonis on the Tiber Island in
1957 following a decision by Frances McCann. Painter, photographer and a great friend of Peggy
Guggenheim, McCann was able to create a place where they could live and original international
languages of the new abstract painting. The gallery was - between 1957 and 1962- one of the most
important places for cultural and artistic exchanges between Rome and New York and allowed the
spread of a new idea of the circulation of works of art.
Among the artists represented in the nine exhibitions: Capogrossi, Glue, Accardi, Burri,
Consagra to De Kooning, Kline, Tobey, Fountain, Pollock, Brand Relli, Falkenstein, Appel,
Mathieu and Riopelle.
Parallel to the work of rebuilding the historic context, my thesis is accompanied by the onset of
cataloging photographs, always focus on the decade in question. The properties of the photographic
Gendel is Primoli Foundation, which received a donation from Gendel in exchange for the loan for
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an apartment on the first floor of the building in Via Zanardelli Primoli where Gendel was able to
arrange his studio and his entire collection of art and objects. The number of photographs of
Gendel, including negatives and digital images is about 72,000. For obvious reasons, my
classification is limited to 398 images scanned and loaded on a specific program implemented by
the Foundation Primoli, following the progression of existing numerical and chronological order of
the negatives in the archive To make the start of the cataloging was created a program of "cards"
designed specifically for the Fund Gendel but a continuation of the program of cataloging existing
and available on line photographs of Count Giuseppe Primoli made by the Foundation that bears his
name.
This card model includes, in addition to the usual items of finding work, a number of "fields"
available to track the images and classify them according to different desired orders: subject,
location, theme and so on. .
Each card has also, of course, a number of digital inventory reported in this new catalog, which lays
the foundation for future use of the material in the network.
Description: 
Dottorato di ricerca in Memoria e materia delle opere d'arte
attraverso i processi di produzione, storicizzazione,
conservazione, musealizzazione
URI: http://hdl.handle.net/2067/2894
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