Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2864
Title: Alleati contro. Le trattative per la nascita della Comunità Europea di Difesa
Other Titles: Allies at war. The negotiation for the birth of the European Defence Community
Authors: Filippi, Stefano
Keywords: Comunità Europea di Difesa;Integrazione europea;Rapporti transatlantici;European Defence Community;European integration;Transatlantic relations;SPS/03
Issue Date: 15-Sep-2015
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 27. ciclo
Abstract: 
Per comprendere appieno come sia nata la proposta francese di una Comunità Europea di Difesa (CED) rivolta ai paesi dell’Europa occidentale, è necessario ricostruire il quadro storico alla fine della seconda guerra mondiale, con particolare riferimento ai rapporti tra le potenze alleate e al nuovo assetto territoriale della Germania. Il primo capitolo analizza le decisioni del secondo dopoguerra (a partire dall’accordo franco-sovietico di Mosca del dicembre 1944 in funzione anti-tedesca) tese a garantire la demilitarizzazione tedesca fino al mutamento strategico conseguente alla contrapposizione tra il blocco occidentale e l’Unione sovietica: lo scopo centrale di questa parte del testo è di analizzarne il punto di svolta, con l’inversione dell’atteggiamento alleato nei riguardi della Germania sconfitta. L’intera ricerca si poggia su un’analisi di tipo storiografico, sia di storia delle istituzioni che delle relazioni internazionali, che vuole mettere alla prova comparata delle fonti d’archivio americane e francesi (con particolare riferimento ai fondi transalpini solo ora disponibili alla consultazione, a 60 anni dalla conclusione della vicenda CED) le principali tesi prodotte dalla letteratura sul riarmo della Germania e sull’esercito europeo.
Si descrive quindi il processo decisionale che autorizzò, da parte degli Stati Uniti, della Francia e della Gran Bretagna durante la Conferenza di Londra, l’utilizzo delle risorse economiche e industriali della Germania occidentale occupata per il consolidamento dello sforzo difensivo atlantico; attraverso l’esame di fonti primarie transalpine è stata inoltre analizzata la percezione, da parte francese, del contrasto in atto tra i due dicasteri americani degli Esteri e della Difesa in merito al possibile concorso tedesco alle forze di difesa, con le proposte che filtravano dall’alto commissario statunitense Mc Cloy e dal suo staff.
Le proposte lanciate dalla tribuna dell’Assemblea consultiva del Consiglio d’Europa, prima da Bidault e poi da Churchill in merito alla necessità di creare un esercito europeo, mettevano quindi in luce un cambiamento decisivo negli obiettivi strategici delle potenze occidentali: fino allo scoppio della guerra di Corea la preoccupazione maggiore nello scacchiere europeo era d’impedire che la Germania potesse riguadagnare uno status tale da minacciare la pace nel mondo; dopo l’apertura delle ostilità nel lontano continente asiatico, l’attenzione dei governi
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dell’alleanza atlantica si era focalizzata sulle modalità per accrescere l’apparato difensivo atlantico nell’Europa continentale, per far fronte alla minaccia sovietica. Alcuni Stati, come la Francia e gli altri paesi occidentali che avevano subito in passato le invasioni delle armate tedesche, continuavano però a percepire come maggiormente attuale il pericolo di una rinascita della potenza militare ed economica della Germania, se pur divisa: queste le due visioni destinate a determinare un confronto molto aspro tra i principali alleati atlantici durante l’estate e l’autunno del 1950, che portò alla formulazione di due distinti e contrapposti piani di riarmo della Germania Occidentale.
Nel secondo e nel terzo capitolo si descrivono conseguentemente, anche mediante una revisione completa e approfondita della letteratura scientifica al riguardo, i due distinti piani di riarmo, successivi cronologicamente e legati da un rapporto di causa ed effetto: l’evoluzione della posizione dell’amministrazione Truman, a partire dalle due diverse proposte del Pentagono e della Segreteria di Stato sulla politica nei confronti della Germania, per arrivare poi alla decisione finale di presentare un piano denominato “one package” agli alleati francesi e inglesi a New York il 12 settembre 1950; questa proposta del segretario di Stato Acheson ebbe come conseguenza un periodo di profonda riflessione nell’esecutivo francese, che portò alla formulazione del “piano Pleven” per la creazione di un esercito europeo.
L’obiettivo di questi due capitoli centrali è quindi di mostrare prima come le mutate condizioni strategiche avessero condotto l’amministrazione Truman a chiedere agli alleati atlantici un poderoso rafforzamento del dispositivo militare in Europa che comprendesse anche forze militari tedesche e poi evidenziare che solo in reazione a questo piano americano, non quindi per un’autonoma volontà politica, il governo francese avesse elaborato una contro-proposta, che sarebbe stata la base da cui elaborare l’esercito europeo e la sovrastruttura istituzionale destinata a garantirne il funzionamento, la Comunità europea di Difesa.
Il quarto e ultimo capitolo è dedicato interamente alla ricostruzione delle trattative diplomatiche che portarono alla firma del trattato CED, mediante il confronto sistematico dei principali fondi francesi e americani: partendo dall’analisi dei rigurgiti isolazionisti negli USA, si descrivono prima i lavori della Conferenza di Parigi con la stesura del Rapport Intérimaire e poi le attività della Conferenza per l’organizzazione di una Comunità europea di Difesa fino alla firma del trattato CED del 27 maggio 1952; la stesura del capitolo rende conto anche dell’importanza di alcune figure fondamentali (come i diplomatici McCloy e Bruce o come Eisenhower, nella duplice veste di Comandante supremo atlantico e poi di presidente) o di alcuni snodi determinanti, come la svolta federalista della delegazione italiana alla Conferenza.
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Questo lavoro di ricerca sulla Comunità europea di Difesa vuole quindi ripercorrere una vicenda fondamentale per la nascita delle istituzioni europee, dalle sue origini radicate al termine del secondo conflitto mondiale e fino alla firma del trattato di Parigi, che sembra di profonda attualità nell’attuale dibattito sulla cessione di sovranità dagli Stati nazionali all’Unione europea, nel campo della Difesa e della politica estera. Il confronto tra i fondi americani e francesi, in particolare quelli di recente apertura alla consultazione dei ricercatori, ha permesso di aggiungere alcuni elementi di originalità alla descrizione del processo di riarmo della Germania e delle trattative tra gli alleati per la nascita dell’esercito europeo.

The Second World War ended with an onerous legacy for the European Continent: the conflict has brought damage, poverty and the spectre of a new fight between Western countries and the Soviet Union. In that period, the USSR maintained the mobilization of the Armed Forces while the Russian soldiers were settled in Germany. This opposition has divided post-war Europe into two different blocs or coalitions: on the one hand Western Europe countries, which were starting a difficult recovery assisted by American aid, and on the other hand Eastern Europe under Soviet hegemony. In this complex scenario, the German role became increasingly central.
Within this historical background, the first important attempt to build a European policy was focused on common defence, through the Treaty instituting the European Defence Community (EDC).
In the light of this premise, the EDC affair seems paradigmatic for the analysis of the European dawn: on one side the founding fathers have looked for a solution to the divisions in the continent, but on the other side national self-interests have affected the path for ratifying the EDC Treaty, till the French refusal to ratify, by the French Assembly on 1954, August 30th. The aim of my Doctoral Research Thesis is divided in four different chapters:
- in the first one, the object is related to the study and the description of the German role in post-war Europe and its rearmament, from the end of WWII to the mid 1950s, when the United States urged Western allies to use the German industrial and military potential;
- secondly, the American proposal called ‘one package’, presented by Acheson on September 1950, is illustrated with regard to the existing international literature and primary sources;
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- the third chapter deals with the French proposal to control German rearmament, the ‘Pleven Plan’, and the Petersberg talks;
- finally, the agenda and the deliberations of the Paris Conference regarding the EDC, which started the 15th February 1951 up to 27th May 1952, when the EDC Treaty was signed.
I am also researching an original aspect in my thesis, with regard to the state of the art in EDC studies: a synchronic comparison of EDC events in France and the USA based on the original documents preserved in different Archives in the United States and in France: in the recent past, 60 years after the “defeat” of the EDC, other primary sources were declassified, mostly in Paris.
The research has focused on the studies that put this issue in the perspective of historiography. Several French works about the EDC could be cited, such as the texts by Clesse A.(Le projet de C.E.D. du Plan Pleven au “crime du 30 août. Histoire d’un malentendu européen, 1989), by Aron R., Lerner D. eds. (La querelle de la C.E.D. essais d’analyse sociologique, 1956), by Moch J. (Histoire du réarmement allemand depuis 1950, 1965), by Fabre-Luce A. (Lettre sur la CED, 1954) and the essays by Vial P. (Redécouvrir la CED, 1992), by Poidevin R. (La France devant le problème de la CED: incidences nationales et internationales - été 1951 à été 1953, 1983), by Guillen P. (Les chefs militaires français, le réarmement de l'Allemagne et la CED 1950-1954, 1983), by Vaïsse M. (Le général de Gaulle et la défense de l’Europe, 1947-1958, 1992), by Rioux J. P. (L’opinion publique française et la CED: querelle partisane ou bataille de la mémoire?, 1994).
With regard to Italian works, studies which stand out for their significance are the studies by Preda D. (Storia di una speranza: la battaglia per la CED e la Federazione europea nelle carte della Delegazione italiana 1950-1952, 1990), by Preda D. (Sulla soglia dell’Unione: la vicenda della Comunità Politica Europea 1952-1954, 1994), by Ballini P. L. ed. (La Comunità Europea di Difesa (CED), 2009), by Bertozzi S. (La Comunità Europea di Difesa. Profili storici, istituzionali e giuridici, 2003), by Caviglia D., Gionfrida A. (Un’occasione da perdere. Le Forze Armate italiane e la Comunità Europea di Difesa 1950-54, 2009).
Finally, a series of American and British studies concerning the European Defence Community and the “German question” were appraised, such as the works by Fursdon E. (The European Defence Community: a history, 1980), by Ruane K. (The Rise and Fall of the European Defence Community, Anglo-American Relations and the crisis of European Defence 1950-55, 2000), by Lundestad G. (Empire by integration: The U.S. and European Integration, 1945-1997, 1998) by Armitage D. T. jr. (A comparative analysis of U.S. policy toward European defense autonomy. Enduring
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Dilemmas in Transatlantic Relations, 2008), by Risso L. (Divided we stand: the French and Italian political parties and the rearmament of West Germany 1949-1955, 2007), by Hunter R. E. (The European Security and Defence Policy, NATO’s Companion – or Competitor?, 2002), by Hitchcock, W. I. (France restored: Cold War diplomacy and the quest for leadership in Europe, 1944-1954, 1998), by McAllister, J. (No Exit: America and the German problem, 1943-1954, 2002).
With regards to the methodology, the research has been conducted following the comparative approach as described by Bloch M. (Pour une histoire comparée des sociétés européennes, 1923), by Braudel F. (Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo II, 1976), by Haupt H. G. (European History as Comparative History, 2004 and Comparative History – a Contested Method, 2007).
Description: 
Dottorato di ricerca in Storia d’Europa: società, istituzioni e sistemi politici europei,19.-20. secolo
URI: http://hdl.handle.net/2067/2864
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