Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2855
Title: Boschi pascolati, pascoli arborati: aspetti nazionali e internazionali
Other Titles: Grazed forests, wood pastures: national and international aspects
Authors: Emanueli, Francesca
Keywords: Boschi pascolati;Pascoli arborati;Europa;Italia;Recupero storico-paesaggistico;Bosco di Sant'Antonio (AQ);Grazed forests;Wood pastures;Europe;Italy;Historic landscape restoration;Sant'Antonio Wood (AQ);AGR/05
Issue Date: 30-May-2014
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 26. ciclo
Abstract: 
I pascoli arborati sono sistemi agro-silvo-pastorali ad alto valore biologico e culturale riconosciuto a livello internazionale. L’interesse odierno per questi boschi è molteplice. Grazie alle forme di allevamento estensivo, che riducono drasticamente l’uso di mangimi, e l’impiego di razze autoctone particolarmente adatte a queste forme di allevamento, si possono ottenere prodotti tipici come carne e formaggi particolarmente apprezzati sul mercato perché ottenuti da animali allevati con una dieta naturale. La gestione tradizionale dei pascoli arborati implica inoltre una frammentazione di usi del suolo ed habitat tali da garantire alti livelli di biodiversità. Attualmente in Italia solo alcune regioni del Nord-Est, attraverso incentivi e premi erogati con fondi comunitari (PSR), stanno promuovendo il mantenimento di questa forma di uso del suolo. Nel resto del territorio italiano si assiste ad un certo ostracismo legato alla pratica del pascolo in bosco che usualmente limita fortemente la sua attuazione. Questo contributo ha lo scopo di riportare una visione panoramica della gestione tradizionale dei boschi da pascolo italiani ed europei per mettere in evidenza la sostenibilità ambientale di questo modello colturale. La gestione tradizionale del pascolo arborato implica una serie di accorgimenti peculiari (es. potature, capitozzature, decespugliamenti) che garantiscono allo stesso tempo la rinnovazione della componente arborea ed erbacea, la produzione alimentare per il bestiame e alti livelli di biodiversità sia di habitat che di specie. Le modalità gestionali necessarie al recupero e alla gestione di questi boschi si possono rintracciare dalle notizie storiche della passata bibliografia forestale. La moderna selvicoltura italiana ed europea, a partire dal XVIII secolo, ha enfatizzato la sola produzione legnosa a scapito della multifunzionalità che, invece, è sempre stata attribuita ai boschi dalle popolazioni locali fino a quel momento. Solo in Spagna è stata codificata una forma di trattamento basata sui parametri della moderna selvicoltura. Il pascolo arborato implica, infatti, tutta una serie di accorgimenti colturali tali che lo rendono capace di assolvere molteplici scopi. Il bosco nei pascoli di ambienti montani ha una funzione importante di protezione nei confronti del pascolo. Le specie che vanno a comporre questi boschi sono eminentemente tolleranti l’ombra e con una chioma molto aduggiante (es. abete rosso). Per questi motivi gli alberi sui pascoli sono mantenuti a boschetti di piccole dimensioni (2500-3000 m2) e distanziati tra loro in modo che la superficie del pascolo riceva luce solare diretta per qualche ora al giorno. Il trattamento si basa su tagli su piccole superfici, che crea disetaneità tra i boschetti. La superficie del pascolo si suddivide in sezioni stabilite in base alla produzione foraggera e al carico animale che si vuole introdurre. Ciascun boschetto può essere recintato permanentemente con siepi o muri a secco; altrimenti si possono usare recinzioni temporanee fino a quando la rinnovazione naturale non risulta indenne dal morso del bestiame. La fustaia rada da pascolo ad alberi sparsi è costituita da specie eliofile come le querce, con chioma leggera, che non aduggia il cotico erbaceo e che mantenute allo stato isolato danno abbondanti produzioni di frutto. La distanza tra gli alberi viene stabilita in base al grado di copertura delle chiome al suolo. La gestione selvicolturale si traduce in un taglio saltuario che consente più facilmente l’adozione di turni fisici e la rinnovazione continua sotto copertura. Regolare il grado di copertura serve per equilibrare i rapporti di concorrenza tra pascolo e alberi e allo stesso tempo garantire la funzione protettiva e produttiva del pascolo arborato. Le cure colturali del soprassuolo consistono in potature agli alberi, decespugliamenti selettivi a carico del sottobosco per reclutare i semenzali e miglioramenti del pascolo. Il pascolo arborato governato a fustaia disetanea, come avviene usualmente per i pascoli arborati spagnoli, è la modalità di uso del suolo che sembra assolvere contemporaneamente le finalità protettive, produttive (in termini di produzione foraggera, erba e frutto) ed estetico-paesaggistiche. Le conoscenze selvicolturali ed ecologiche basate sui saperi delle popolazioni locali risultano così necessari per ripristinare sistemi forestali, come quello dei pascoli arborati, a cui il classico modello della fustaia o del ceduo non possono essere applicati. Si troverebbe così un compromesso tra i tradizionali obiettivi di produzione, con la conservazione della biodiversità e del valore culturale di questi sistemi tradizionali di gestione, che oggi aiutano a caratterizzare il paesaggio rurale storico e la bellezza di molti territori europei. Il ceduo a capitozza era una forma di governo regolarmente impiegata nei pascoli arborati italiani e inglesi. La sua produzione era triplice: legna, frasca e, quando la densità delle ceppaie era ridotta, il pascolo erbaceo sottostante. Il bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo, uno dei più importanti pascoli alberati, che in Abruzzo vanno sotto il nome di Difesa, è noto per la presenza di individui monumentali di faggio, aceri, peri, caratterizzati in gran parte da forme dovute alla pratica della capitozzatura, tipo di potatura, finalizzata alla produzione di frasca, alla raccolta di legna e
al contenimento della chioma per permettere la produzione erbacea sottostante. Il venir meno dell’uso tradizionale del pascolo alberato, e la sospensione della gestione della capitozzatura, stanno provocando la lenta ma inesorabile alterazione della struttura arborea: piante sempre più alte e con chioma sempre più ampia, chiusura delle radure, progressiva riduzione e in alcune zone scomparsa del cotico erbaceo. Altre insidie sono legate al grande numero di frequentatori a scopo di ristoro nel periodo primavera-estate. L’essere il bosco compreso all’interno di un parco nazionale e classificato in gran parte come riserva integrale, da un lato ostacola gli interventi necessari a recuperare la funzionalità e con essa il paesaggio tradizionale del pascolo alberato, e per un altro non è sufficiente a tutelare dai danni dovuti all’eccessiva frequentazione. Viene in questo lavoro presentata un’analisi sull’evoluzione del bosco da quando furono prese le prime misure di salvaguardia (1953). Analisi, che è preliminare alla definizione di linee guida per una piano di gestione mirato alla riqualificazione del pascolo alberato, e che si basa sul raffronto cronologico tramite fotografie aeree dell’espansione del bosco (1954-2010) e della chiusura delle aree aperte, e su rilievi a terra con i quali si è registrata l’evoluzione dimensionale di singoli alberi dal 1987.

Woodpastures are forestry-pastoral systems of high cultural and biological value, whose importance is internationally known. Nowadays the interest in woodpastures is various, for their landscape, environmental and economic role. Currently, only few regions in north-eastern Italy are promoting the mainteinance of these types of land uses, through incentives and premiums paid with EU founds. In the rest of Italy there is a certain opposition to the practice of grazing in the woods, so that it is usually restricted. This thesis aims to provide an overview of the traditional ways to manage woodpastures in Italy and in Europe, highlighting their environmental sustainability. The traditional management of woodpastures implies a series of specific arrangements (i.e. pruning, pollarding, trimming) that can ensure the renewal of the trees and of the grass, the fodder production for the livestock and high levels of habitat and species biodiversity. The management techniques required for recovering and managing these forests can be founded in the historical forest bibliography. Beginning from the XVIII century, the Italian and European silviculture, has emphasised mainly the timber production instead of the multifunctionality, that however, has always been recognised to the forest by the local people. Only in Spain was established a form of treatment based on the parameters of modern forestry. The trees in the mountain pastures also protect the grass. The species that compose these woods are mainly shade-tolerant species, with a very covering crown (i.e. the Spruce Fir). For these reasons the trees are kept on pastures in small woods (2500-3000 m2) and apart from each other, so that the surface of the pasture can get direct sunlight for a few hours a day. The treatment of these trees requires cuts on small surfaces, to maintain the woods all-aged. The surface of the pasture is divided into sections according to the forage production and to the livestock rate that has to be introduced. Each wood can be permanently enclosed with hedgerows or dry stone walls. Otherwise temporary fences can be used until the natural regeneration is not damaged by the bite of cattle. The high forest with scattered trees used for grazing, is made up of heliophilous species, like oaks, with light crown, so that the grass is not overshadows. If these trees are kept apart from each other they can provide abundant fruit production. The distance between the trees is determined by degree of the ground cover of the crowns. Silvicultural management results in a selection cutting that promote continuous regeneration under coverage. Monitoring the coverage degree is important to balance the competitive relation between pasture and trees, and, at the same time, ensure the protective and production role of woodpasture. The tendings of the stands consists of pruning, selective trimming of undergrowth to encourage the seedlings and improvement of the pasture. The silvicultural and ecological knowledge of the past are so necessary to restore forestry systems, such as woodpastures, to which the classical silvicultural model cannot be applied. This means to find a compromise between the productive goals, the conservation of biodiversity, and the preservation of the traditional value of these traditional management systems, which nowadays typify the historical rural landscape and the beauty of many European territories. The coppice with pollards was a form of management frequently applied in Italian and English woodpastures. The wood of Sant’Antonio in Pescocostanzo (Aquila), one of the most important wooded pastures, which in Abruzzo go under the name of Difesa (defense), is known for the presence of individuals monumental beech, maple, pear, characterized largely by forms due to the practice of pollarding, the type of pruning, aimed at the production of branches, the collection of firewood and the containment of the canopy to allow the grass production below. The disappearance of the traditional use of the wooded pasture, and the suspension of the management of pollarding, are causing the slow but inexorable deterioration of the tree structure: plants ever higher and wider canopy, closure of the clearings, and progressive reduction in some disappearance of the grassy turf areas. Other pitfalls are related to the large number of visitors for the purpose of recreation in the spring-summer period. The forest be included in a national park and classified largely as a reserve, on the one hand hinders the action necessary to recover the functionality and with it the traditional landscape of wooded pasture , and for another it is not enough to protect it from damage due to excessive attendance. It is in this paper presented an analysis of the evolution of the forest since the first steps were taken to safeguard (1953). Analysis , which is preliminary to the definition of guidelines for a management plan aimed at upgrading the wooded pasture , and that is based on the chronological comparison with aerial photographs of the expansion of the forest (1954-2010) and the closure of the open areas, and on ground surveys with which it is registered dimensional evolution of individual trees since 1987.
Description: 
Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie per la gestione forestale e ambientale
URI: http://hdl.handle.net/2067/2855
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