Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2715
Title: I gialli di piombo, stagno, antimonio: colore e materia dell'opera d'arte
Other Titles: Lead, tine and antimony based yellow pigments:color and matter of cultural heritage
Authors: Agresti, Giorgia
Keywords: Pigmenti gialli;L-ART/04;Ricette;Fonti;XRF;XRD;MICRO-RAMAN Reflectance;Yellows pigments;Colorimetria;Colorimetry;Recipes;Documents
Issue Date: 19-Jun-2013
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca 24. ciclo
Abstract: 
I pigmenti gialli a base di piombo stagno e antimonio, passati alla storia come giallolino, giallolino fino, giallolino di Fiandra, giallolino di fornace, giallolino di vetro ecc., sono attualmente risolti nella denominazione: giallo di piombo e stagno tipo I e tipo II, antimoniato di piombo o giallo di Napoli, giallo di piombo, stagno e antimonio. Il passaggio dall’antica alla più recedente suddivisione in quattro tipologie di pigmenti gialli, si è resa possibile grazie al contributo fornito da studi di carattere storico, letterario, artistico e scientifico che si sono dipanati a partire dal 1868. Nonostante sia passato più di un secolo da quando è maturato l’interesse per questi pigmenti artificiali, allo stato attuale rimangono irrisolti numerosi quesiti legati principalmente alle ragioni che hanno condotto ad avere composti chimici differenti partendo dagli stessi reagenti, ma anche problematiche scaturite da un loro impiego alternato nei manufatti policromi a partire dal XIV secolo.
Il presente lavoro si configura con l’obiettivo di contribuire allo studio dei gialli a base di piombo, stagno e antimonio nelle opere d’arte attraverso la disamina delle fonti, la riproduzione delle ricette e dei precetti in esse individuati e la loro identificazione sulle opere d’arte.

Lead, tin and antimony based yellow pigments: color and matter of cultural heritage:
Yellow pigments based on lead, tin and antimony, gone down in history as giallolino, giallolino fino, giallolino di Fiandra, giallolino di fornace, giallolino di vetro ecc., are currently resolved in the name of: lead and tin yellow type I and type II, lead antimonate or Naples yellow, lead tin and antimony yellow. The transition from the ancient to the most withdrawing division into four types of yellow pigments, has been made possible thanks to the contribution made by studies of historical, literary, artistic and scientific fields that have unravelled since 1868.
Although it's been over a century since the interest is accrued for these artificial pigments, at present many questions remain unresolved mainly related to the reasons which have led to different chemical compounds starting from the same reagents, but also problems arising from their use in alternating polychrome artifacts from the fourteenth century.
The present work is configured with the aim of contributing to the study of yellow based on lead, tin and antimony in works of art through the examination of the sources, the reproduction of recipes and precepts identified in them and their identification on the works art.
Description: 
Dottorato di ricerca in Memoria e materia delle opere d'arte attraverso i processi di produzione, storicizzazione, conservazione, musealizzazione
URI: http://hdl.handle.net/2067/2715
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