Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2550
Title: Modelli colturali per lo sviluppo di sistemi agroforestali nell'ambito della Politica Agricola Comunitaria
Other Titles: Crop models for the development of agroforestry systems in the EU Agricultural Policy
Authors: Perali, Anna
Keywords: Sistemi silvoarabili;Sistemi lineari;Politica Agricola Comunitaria;PUA;Sviluppo rurale;Modelli colturali;Approccio partecipativo;Silvoarable systems;Linear systems;Common agricoltural Policy;SFP;Rural development;Crop models;Partecipative approach;AGR/02
Issue Date: 26-Apr-2012
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato in Ecologia forestale 23. ciclo;
Abstract: 
Le criticità di carattere ambientale e produttivo, che attualmente affliggono il settore agricolo, spingono l'attenzione della ricerca e l'interesse delle Istituzioni verso lo sviluppo dei sistemi agroforestali, in modo da abbinare produzioni erbacee e legnose, contribuendo alla salvaguardia ambientale.
Il predominio della monocoltura e l’impatto di pratiche agricole intensive hanno contribuito ad una progressiva e pericolosa semplificazione degli agroecosistemi, con serie ripercussioni ambientali e produttive e con un notevole impoverimento di numerosi scenari rurali tradizionali.
In tale contesto, il presente lavoro di dottorato si pone l’obiettivo di analizzare il ruolo dei sistemi agroforestali, moderni (sistemi silvoarabili) e tradizionali, nell’ambito della moderna agricoltura, verificandone l’applicabilità in termini di sostenibilità economica.
Lo studio è stato condotto alla luce delle nuove direttive a sostegno dell’Agroselvicoltura (Misura 2.2.2 dei Piani di Sviluppo Rurale 2007/13: Primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli) e delle modalità di applicazione del Premio Unico Aziendale (PUA) sulle superfici agricole interessate dalla presenza di piante arboree forestali.
La tesi ha interessato tre diversi campi d’indagine, strettamente connessi tra di loro e legati alle strategie incentivanti della Politica Agricola Comunitaria (PAC).
La prima parte della ricerca ha riguardato l’analisi del modello silvoarabile del noce da legno. Tali sistemi, in base a precedenti ricerche europee di carattere modellistico, sono stati individuati tra i più remunerativi, abbinando la pregiata produzione del legno di noce alla consociazione con diverse colture agrarie.
L’obbiettivo della ricerca è stato quello di completare gli studi sull’uso dell’area basimetrica (G) del noce, indice di modellizzazione e di previsione delle performance produttive delle due componenti, erbacea ed arborea, del sistema.
Sono state condotte ricerche in una piantagione sperimentale di noce comune ed ibrido del CNR IBAF di Porano, che dal 1992 studia le interazioni tra noce da legno e diverse colture erbacee (grano, trifoglio e prato naturale).
Lo studio ha confermato i benefici produttivi di tale sistema colturale, in grado cioè, di assicurare alti ritmi di accrescimento del noce e garantire una buona resa della coltura erbacea consociata.
Riassunto
Sulla base dei dati raccolti, sono stati elaborati dei modelli colturali di consociazione, per i quali, attraverso l’uso di G del noce, è possibile stimare, sino alla fine del ciclo di produzione legnosa, le interazioni competitive per la luce tra gli alberi e le colture erbacee consociate.
La seconda parte della ricerca, realizzata mediante indagini territoriali GIS e rilievi aerofotogrammetrici, analizza la relazione tra sistemi agroforestali e PAC incentivante, con l’obiettivo di quantificare il decremento del PUA per le piante arboree presenti nei sistemi agroforestali tradizionali.
Lo studio, condotto in Veneto, Umbria e Lazio, si è concretizzato nell’analisi sia di seminativi arborati tradizionali sia di sistemi lineari arborei lungo i perimetri parcellari.
Nei casi esaminati è stata individuata una consistente riduzione del contributo percepito dall’agricoltore per particella catastale, in relazione alla tara generata dalle piante arboree presenti. Inoltre, la ricerca ha anche rivelato una errata fotointerpretazione degli spazi non eleggibili e occupati dalle piante sparse, in contrasto con quanto indicato dalle direttive AGEA per il calcolo del premio.
Gli attuali meccanismi di calcolo del PUA per i sistemi agroforestali possono dunque disincentivare gli agricoltori al mantenimento degli alberi fuori foresta.
Le informazioni ottenute sono state, infine, validate attraverso interviste strutturate a dottori agronomi, forestali e periti agrari, alla luce della recente introduzione, in alcune Regioni d’Italia, della misura 2.2.2, finanziamenti per l’impianto di nuovi sistemi agroforestali.
Il campione studiato ha confrontato due diversi contesti socio-economici ed agronomici del Nord (Veneto) e del Centro (Umbria), per capire il ruolo svolto dalle associazioni di categoria e dai tecnici professionisti nella promozione e propaganda dell’agroselvicoltura e percepire, attraverso il loro rapporto con le aziende agricole, l’effettivo interesse verso tali sistemi.
L’indagine ha messo in evidenza il totale insuccesso della misura 2.2.2, legato ad una sua scarsa divulgazione, alla mancanza di un’adeguata attività di ricerca di supporto e alla bassa attrattività economica dei sistemi agroforestali, fortemente legata ad incertezze e lacune del regolamento sulla modulazione del PUA.
In generale emerge l’impellente necessità di una PAC più in grado di valorizzare le potenzialità dell’agroselvicoltura per un nuovo modello di sviluppo rurale, in cui gli alberi fuori foresta possano esplicare le proprie valenze produttive ed ambientali.

Global environmental and productive emergencies, which are currently affecting the agricultural sector, have focused the research attention and the Institutions interest on the preservation and implementation of Agroforestry systems, for their intrinsic capacity of combing food and wood production with environmental preservation.
Intensive agricultural practices, combined with predominant monocropping farming systems, have contributed to the progressive and dangerous simplification of agroecosystems, with serious environmental and productive consequences and with a dramatic impoverishment of many traditional rural scenarios.
In this context, the PhD work aims to analyze the role of Agroforestry systems in modern agriculture, verifying their economic sustainability.
The study, organized into three research papers, was developed in relation to the two main current regulations of the Common Agricultural Policy (CAP) of the European Union linked with agroforestry: Measure 2.2.2 of the Rural Development Plans 2007/13: first establishment of Agroforestry systems on agricultural land; the Single Farm Payment (SFP), supporting farmers according to their Eligible Agricultural Area (EAA), that might be reduced by scattered trees across farmland.
The first part of the study is related to Silvoarable models of walnut for timber production and intercropped with arable crops. According to recent modeling research, walnut Silvoarable models are amongst the most profitable farming systems under temperate conditions of western Europe. The PhD research was conducted in an experimental plantation of CNR-IBAF of Porano, where since 1992 there has been a continuous monitoring of the interaction between trees of common and hybrid walnut with the following crops: wheat, clover and meadow. The objective was to bring to the conclusion the observations on the use of tree basimetric area (G), as an index for estimation of the relative yield of intercrops according to the trees growth.
This research has confirmed the benefits of walnut Silvoarable systems, combining high tree growth rates and good intercrops yield.
According to the collected data, various Silvoarable models are presented according to the tree growth rates and whose G, up to the harvesting age of the plantation, can be
Abstract
used for minimizing the competitive interactions for the solar radiation towards the intercrops.
The second research part analyzed the relationship between the trees outside forest (TOF) and CAP, quantifying the SFP decrement in traditional agroforestry systems. This study was conducted combing GIS with aerial surveys of rural parcels. It was carried out in the regions of Veneto, Umbria and Lazio, and analyzed traditional agroforestry systems, with TOF in the parcels lined up along the borders, as well scattered across.
In the study cases it was found a considerable reduction of the SFP, because TOF canopy reduces the eligible agricultural area; additionally, incorrect photointerpretation, in contrast with the official rules regulating the payment of farmers’ grants, further reduces the SFP in agroforestry systems. Therefore, the current relationship between SFP and TOF strongly discourage farmers to the maintenance of these trees in their farmland.
In the third part, the above results were validated through structured interviews to agronomists and foresters, the professionals in charge to promote innovative farming systems to agricultural stakeholders. The study sample compared two different socio-economic and agronomic realities of the northern (Veneto) and central (Umbria) Italy.
The survey showed the total failure of 2.2.2 measure (First Establishment of novel agroforestry systems), depending on: i) inappropriate extension and research activities; and ii) lack of economic attractiveness of agroforestry systems, strongly linked to uncertainties and gaps in the regulation on the SFP modulation.
Overall, the research work have showed that the current CAP is not able to promote the high potentialities of agroforestry systems for sustainable rural development, that would be strongly implemented throughout a judicious management of the environmental and productive benefits of trees outside forest.
Description: 
Dottorao di ricerca in Ecologia forestale
URI: http://hdl.handle.net/2067/2550
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