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Title: Relazioni tra struttura, selvicoltura, stato biologico e funzioni attese del bosco in uno scenario di cambiamento gestionale e ambientale. Analisi del monitoraggio bio-ecologico di lungo periodo
Other Titles: Relationships between stand structure, silviculture and awaited forest functions into a changing operational and environmental scenario. An analysis from the long-term monitoring
Authors: Bertini, Giada
Keywords: Cambiamento fisico-chimico;Ambiente di crescita;Gestione;Accrescimento;Struttura;Produttività;Stato biologico;Indicatori di stato e di risposta;Vulnerabilità;Adattamento;Mitigazione;Selvicoltura;Monitoraggio;Gestione adattativa;Physical/chemical change;Forest growth environment;Forest management;Stand growth;Structural attributes;Productivity;Biological condition;State and response indicators;Vulnerability;Adaptive ability;Mitigation;Silviculture;Monitoring;Adaptive management;AGR/05
Issue Date: 26-Apr-2012
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca in Ecologia forestale 24. ciclo
Abstract: 
Il lavoro si propone di verificare lo stato biologico corrente del bosco e la sua dinamica recente in un contesto di cambiamento della gestione e dell’ambiente di crescita. L’analisi utilizza casi di studio di fustaia (faggio e abete rosso) e di origine cedua (faggio e querce caducifoglie) dalla rete nazionale del programma di monitoraggio ICP-Forests. Espressioni diverse dell’accrescimento sono impiegate come descrittori dello stato biologico (“salute e vitalità”) del sistema e della sua capacità di risposta ai cambiamenti nei comparti fisico/chimico dell’ambiente di crescita. Lo stato corrente evidenzia produttività elevate e una dinamica di accrescimento in cui l’incremento corrente di volume prevale nettamente sul medio ad età adulto-mature. I valori dei casi di studio si collocano intorno alla media europea rilevata sulle medesime tipologie. Il confronto con i modelli alsometrici costruiti 50 anni fa, indica una produttività superiore all’attualità, nonostante la prassi gestionale meno intensiva. Si registra anche una evidenza di sensitività ai disturbi di tipo climatico occorsi, a scala diversa, negli ultimi 10 anni. Il maggiore accrescimento corrente rappresenta la prima verifica di uno stato di “adattamento reattivo” (autonomo) dei casi di studio alle mutate condizioni ambientali e gestionali. La stessa reattività della componente arborea a un ambiente di crescita più favorevole (>CO2, >N, >T°), rende gli alberi sensibili ai disturbi di tipo climatico che si sovrappongono al trend di fondo. L’esposizione può diventare critica per una duratura “infedeltà” stagionale e per la maggiore frequenza di eventi estremi. Si formulano ipotesi di gestione adattativa mirate a: ridurre la vulnerabilità dei sistemi e conservare i processi funzionali, favorire la capacità di adattamento e di mitigazione degli effetti del cambiamento.

Aim of the work is the assessment of current stand condition and of its dynamics over a time of change both in forest management and growth environment. The analysis is based on 18 case-studies from the Italian level II ICP-Forests network. The sampled plots include beech and spruce high forests and aged beech and deciduous oaks coppice forests. Different variables of stand growth have been used both as descriptive statistics of ecosystem’s “health & vitality” and of its ability to answer changes in the physical/chemical compartments of growth environment. The case-studies point out a high productivity and a position of current volume increment much higher than mean volume increment, in spite of the generally grown-up stand ages. The current volume increment of Italian case-studies is on average similar to the value found for the same types in Europe. The comparison with yield tables modeled 50 yrs ago draws attention to the higher productivity in progress, even into not-managed stands. There is also the clear evidence that stands are sensitive to climate disturbances occurred at different spatial scales over the last 10 yrs. The higher growth rates recorded at the case-studies means the progress of a reactive (autonomous) adaptation. But, the same responsive ability to a more suitable growth environment (>CO2, >N, >T°), makes trees more sensitive to climate disturbances overlapping the background trend. Exposure to disturbances may be critical for long-lasting seasonal climate deviations or their increased occurrence. Hypotheses of adaptive management to reduce forest ecosystems’ vulnerability, maintain or enhance functional processes, support the inherent adaptive capacity and impacts’ mitigation, are finally addressed.
Description: 
Dottorato di ricerca in Ecologia forestale
URI: http://hdl.handle.net/2067/2488
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