Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2463
Title: Biodiversità e diversità culturale: relazioni, problematiche e integrazione tra i due concetti con particolare riferimento alle Aree Naturali Protette dell’Alta Tuscia
Other Titles: Biodiversity and cultural diversity: relationship, questions and integration between two topics with particular regards to Natural Protected Areas in Alta Tuscia (Italy)
Authors: Egidi, Maria Pina
Keywords: Diversità bioculturale;TEK (Traditional Environmental Knowledge);VITEK (Vitality Index of Traditional Environmental Knowledge);Sistema Regionale delle Aree Naturali Protette;Alta Tuscia;Governance;Biocultural diversity;Regional Natural Protected Areas network;BIO/07
Issue Date: 20-Mar-2012
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 24. ciclo
Abstract: 
A partire dagli inizi degli anni Novanta dello scorso secolo, parallelamente agli sviluppi della biologia della conservazione in materia di biodiversità (Primack, 2003), si è definita una disciplina di interfaccia tra la “Lanscape Ecology” e l’”Human Ecology”, che indaga e misura la relazione tra biodiversità e diversità culturale in relazione ai contesti territoriali.
Tale disciplina, che ha carattere integrato e multisettoriale, ha definito il concetto di diversità bioculturale come “diversità della vita in tutte le sue manifestazioni – biologiche, culturali e linguistiche – che sono intercorrelate (e probabilmente co-evolute) all'interno di un complesso socio-ecologico adattativo” (Maffi, 2007; Cavalli Sforza, 2010; Cavalli Sforza & Pievani, 2011).
Da letteratura scientifica, lo studio e la misura della diversità bioculturale, attraverso indici quali il TEK e il VITEK (Zent & Maffi, 2009), trovano applicazione nelle attività di pianificazione e di programmazione su territori ricchi di valori naturalistici in quanto possono fornire ulteriori strumenti di governance attraverso la tutela dei saperi tradizionali su habitat e specie locali e sul loro utilizzo nella vita quotidiana locale.
Ulteriori campi di applicazione degli studi in materia di biodiversità culturale sono la linguistica e i diritti umani, in particolare per la tutela della proprietà intellettuale (Vandana Shiva, 1997).
Nonostante l’esistenza di un quadro di ricerca consolidato a livello internazionale e nonostante la presenza di documenti di indirizzo e di riferimento, alcuni anche con valore cogente, non risultavano, in letteratura, applicazioni della metodologia e degli strumenti/misura della diversità bioculturale in Italia.
La presenta ricerca nasce con l’obiettivo di indagare la diversità bioculturale tra le generazioni di residenti in aree marginali caratterizzate dalla presenza di Aree Naturali Protette, partendo dalla constatazione che la normativa nazionale e regionale di riferimento (rispettivamente L. 394/91 e L.R.L. 29/97) definiscono, tra la mission di una area protetta, anche quella di tutela del patrimonio culturale. Obiettivo della ricerca è stato quello di valutare e misurare il come la percezione del grado di naturalità in aree marginali è andata modificandosi nell’arco degli ultimi cinquant’anni, comparando due generazioni di residenti.
Dalla disamina della bibliografia di riferimento (Zent &Maffi, 2009) , si è scelto di testare e riadattare l’applicazione del Vitality Index of Traditional Environmental Knowledge (VITEK) – Indice di Vitalità della Conoscenza Ambientale Tradizionale a livello locale, su una scala geografica di dimensioni medie, presso tre centri marginali della Provincia di Viterbo (Alta Tuscia), con l’ausilio di un Focus Group formato da rappresentanti delle istituzioni culturali locali.
I centri prescelti sono stati Acquapendente, Farnese e Latera; nei primi due sono presenti due riserve Naturali Regionali (rispettivamente Monte Rufeno e Selva del Lamone), assenti invece nella terza località.
Sono stati presi in considerazione, in ciascuno dei tre centri, due campioni rappresentativi e significativi dal punto di vista metodologico di popolazione, diversificati per età (ultrasessantenni e minori dell’ultimo ciclo delle elementari) per verificare se e in quale misura la conoscenza dei valori ambientali e culturali del territorio fosse influenzata dalla presenza di un’Area Protetta e dal ruolo da questa svolta, come elemento connotativo, come “centro propulsivo” di educazione ambientale e come “stabilizzatore” del grado di conoscenze bioculturali. Particolare attenzione è stata rivolta all’analisi diacronica del cambiamento di utilizzo del suolo nell’area dell’Alta Tuscia e i relativi effetti sul grado di conoscenze/percezione della naturalità presente.
I risultati ottenuti hanno messo in luce:
1. declino delle conoscenze bioculturali, nella popolazione residente, che si ha anche nelle aree marginali (a parità di pressione antropica, ridotta densità abitativa, identica predisposizione nell’uso del suolo), caratterizzate dalla presenza di aree protette;
2. le ricadute sul mantenimento dei saperi bioculturali, determinate dalla presenza di aree protette, non si evidenziano nel breve periodo tanto che tra i residenti del Comune di Farnese (sede della Riserva Naturale Selva del Lamone) è stata messa in luce la maggiore
differenza in termini di conoscenza dei valori naturalistici del territorio, evidenziando la plausibile ricaduta sul territorio su tempi medio-lunghi (da cui l’ipotesi di indagini di tipo long-term research).
I risultati ottenuti evidenziano che: (i) la taratura della metodologia utilizzata (partendo dal VITEK) è valida anche a livello locale (scala molto fine; 100 Kmq); (ii) la metodologia ha come punto di forza l’economicità d’indagine (semplicità del design del test); (iii) la metodologia ha come punto di relativa debolezza la necessaria attività in situ; (iv) i risultati sono facilmente utilizzabili anche in contesti amministrativi.
Inoltre, si ritiene che la metodologia messa a punto con il lavoro di tesi, e i risultati conseguiti permettono di supportare la definizione di regole e strumenti di indirizzo e di contribuire all’efficacia della governance del territorio.

Since early 90s of last century, in a parallel way to developments of biology of conservation about biodiversity (Primack, 2003), a new discipline has been developed as an interface between “Landscape Ecology” and “Human Ecology”, investigating and measuring the relationship between biodiversity and cultural diversity referred to the land contest.
Such field of study, that shows a multidisciplinary approach, defines “biocultural diversity” as “..the diversity of life in all of its manifestations: biological, cultural, and linguistic, which are interrelated (and possibly co-evolved) within a complex socio-ecological adaptive system” (Maffi, 2007; Cavalli Sforza 2010; Cavalli Sforza & Pievani, 2011).
Coming from scientific literature, studies and measurements of biocultural diversity, by indexes as TEK and VITEK (Zent, 2008) can be applied in planning and programming activities of land rich in natural values , because they can supply tools for governance with the aim to defense traditional knowledge about local animal and vegetal species and use of these species in everyday life.
Another field of application for studies about biocultural diversity are linguistic and defense of human rights, with particular regard to defense of intellectual propriety (Vandana Shiva, 1997).
Despite of a solid framework of research at international level and a number of reference documents, (some of these also with a binding value), implementation examples of the
methodology and tools/measurement of biocultural diversity weren’t found in Italy, according to literature.
These research was born with the aim to investigate biocultural diversity between several generations of citizens, living in peripheral areas in which there is a Natural Protected Area, coming from the observation that National and regional reference laws (i.e. L. 394/91 and L.R.L. 29/97) define, also as mission of a Natural Protected Area, the protection of cultural heritage. The aim of this investigation was to assess and measure the change and the trend of Traditional Environmental Knowledge in the latest 50 years, comparing two generations of resident citizens.
After an analysis of reference bibliography (Zent, 2008), Vitality Index of Traditional Environmental Knowledge (VITEK) was chosen to be tested (after an adaptation) at local level, according a medium geographical scale, in three (3) small villages in the province of Viterbo (Alta Tuscia – Italy), with the help of a focus group formed by represents of local cultural institutions.
The chosen villages were Acquapendente, Farnese e Latera; in the first ones , there are two Regionale Protected Areas (respectively Natural Reserve Monte Rufeno and Natural Reserve Selva del Lamone).
In each village, two samples of population characterized by different ages (over 60 and pupils of primary school last cycle) were taken under observation, with the aim to asses if and how much the Traditional Environmental Knowledge was influenced by the presence and by the role of a Natural Protected Area, as a focus centre of environmental education and stabilizer of biocultural knowledge .
A diachronic analysis about the sights of investigated species was carried out; data were elaborated with ARCGis Software.
The results showed:
3. Loss of biocultural knowledge , in resident citiziens, also in marginal areas (with similar characteristics as, i.e, human pressure, low population density, soil use) , with a Natural Protected Areas;
4. Relapses on the maintenance of biocultural knowledge, in presence of a Natural Protected Area, seem to have no effects in a short term period; in fact, residents in the village of Farnese show a greater difference between age groups, emphasizing probable relapses on a medium – long term.
The results showed that . i) adaption of VITEK methodology is valid also in a local context; (ii) the methodology has economicity of investigation as point of strength (i.e. simplicity of the
test); (iii) the methodology needs activity in situ, as point of weakness; (iv) results can be easily used also in administrative and managerial contexts.
Moreover, this methodology - as adapted in this thesis – and its results can support definition of rules and documents for line of approach to improve effectiveness of land governance, over all of Natural Protected Areas.
Description: 
Dottorato di ricerca in Ecologia e gestione delle risorse biologiche
URI: http://hdl.handle.net/2067/2463
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