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Title: Le pratiche commerciali scorrette e l’incidenza sul contratto
Other Titles: Unfair Commercial Practices and private law of contract
Authors: Gallo Carrabba, Alfonso
Keywords: Pratiche commerciali scorrette;Responsabilità;Contratto;Unfair Commercial Practices;Consumer;Contract;IUS/01
Issue Date: 16-May-2012
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 24. ciclo
Abstract: 
In data 11 maggio 2005, il Parlamento europeo e la Commissione hanno adottato la
direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali poste in essere tra imprese
e consumatori nel mercato interno. La presente direttiva intende contribuire al corretto
funzionamento del mercato interno e al conseguimento di un livello elevato di tutela dei
consumatori mediante l’armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri in materia di pratiche commerciali sleali.
Scopo del presente lavoro vuole essere quello di indagare la fattispecie in commento,
avendo particolare riguardo alle disposizioni nazionali di recepimento della suddetta
direttiva comunitaria (D.Lgs., n. 146 del 2 agosto 2007).
Ove si volesse sinteticamente rievocare la recente evoluzione normativa che ha condotto
all’affermazione di un diritto dei consumatori anche nel nostro Paese, sarebbe possibile
configurarla come un tentativo di superamento dell’inadeguatezza della disciplina
codicistica e delle tecniche di tutela dei diritti basate sull’azione in giudizio del singolo
interessato.
Il fine è quello di attribuire al consumatore e, oggi, anche alle microimprese, una
posizione giuridicamente più forte per compensare la loro intrinseca debolezza sul piano
sostanziale.
La disciplina relativa alle pratiche commerciali scorrette estende la tutela del
consumatore - oltre la soglia stessa del contratto - all’intero rapporto di consumo.
Il complesso di questa normativa, elaborata proprio per superare la constatata
inadeguatezza della tutela “formale” garantita dal codice civile, determina una
necessaria esigenza di adeguamento del sistema e degli stessi abiti mentali degli
operatori del diritto, aprendo una serie di questioni su cui è utile soffermarsi.
Si tratta di individuare il nuovo punto di equilibrio nei rapporti tra autonomia dei privati
e ordinamento.
In tale contesto, occorre ricostituire un bilanciamento degli interessi e degli adeguati
criteri di giudizio volti a chiarire se la normativa a tutela dei consumatori esprima
un’istanza di tipo dirigista oppure si configuri come una nuova frontiera
dell’affermazione della libertà dell’individuo.
Si può proporre un primo tentativo di risposta che ruota intorno alla consapevolezza e
all’autonomia della scelta di consumo. Queste devono essere garantite nella loro
effettività in quanto divengono, nel quadro del mercato concorrenziale, un momento
altrettanto essenziale come quello della competizione tra le imprese.
Il consumatore, infatti, potendo scegliere tra le varie offerte induce una pressione nei
confronti delle imprese che devono sforzarsi di offrire beni e servizi sempre migliori.
La volontà e la capacità di giudizio del consumatore devono essere protette da abusive
pressioni esterne, senza però essere annullate o sostituite integralmente da
determinazioni eteronome di natura amministrativa o giudiziale.
In questo contesto assume un ruolo rilevante l’Autorità Garante della Concorrenza e del
Mercato la quale, chiamata a vigilare anche in materia di pratiche commerciali scorrette,
ha il delicato compito di rendere operativo l’insieme delle tutele previste in astratto
dalla legge senza pregiudicare la libera e consapevole scelta del consumatore nonché la
libertà di impresa.
Seguendo tali linee programmatiche sarà possibile individuare i punti di forza e nello
stesso tempo di debolezza che potrebbero rilevare in sede di tutela civilistica delle
ragioni del consumatore non trascurando il fatto che, da un lato, la disciplina delle
pratiche commerciali scorrette non è stata disegnata dalla direttiva 2005/29/CE in
funzione della produzione di effetti inerenti ai rapporti contrattuali tra il professionista e
il consumatore, dall’altro, è la prassi che impone di approfondire tale interessante
profilo di indagine. Tra gli obiettivi del presente lavoro si inseriscono, altresì, talune
necessarie considerazioni in merito alla disciplina statunitense delle unfair commercial
practices – frutto di un periodo di ricerca che, colui che scrive, ha avuto l’onore e il
piacere di svolgere negli Stati Uniti d’America presso la Fordham University School of
Law (New York City).

The Directive on Unfair Commercial Practices was adopted on May 2005. Commercial
practice refers to activities linked to the promotion, sale or supply of a product to
consumers. It covers any act, omission, course of conduct, representation or commercial
communication – including advertising and marketing – which is carried out by a trader.
If it is unfair, this means it is deemed to be unacceptable with regards to the consumer,
according to specified criteria.
The Directive has been passed to strengthen the confidence of European consumers in
cross-border transactions. Evidence showed that citizens were unsure if their rights
would be adequately protected in international purchases and were therefore not taking
advantage of the European Internal Market. The Directive aims to clarify consumers’
rights and to simplify cross-border trade. Common rules and principles will give
consumers the same protection against unfair practices and rogue traders whether they
are buying from their corner shop or purchasing from a website based abroad.
The Directive brings harmonization and mutual recognition between states, bringing
down internal market barriers.
On September 21, 2007, Legislative Decrees n. 145/2007
and 146/2007 entered into force, transposing Community Directive 2005/29/EC into the
Italian law. These decrees modify the rules on misleading and unlawful comparative
advertising (by modifying the Legislative Decree no. 206/2005 - Consumer Code) and
introduce a new set of rules on improper or unfair commercial practices, entrusting its
implementation to the Antitrust Authority.
Commercial practices are considered unfair if they run "contrary to the requirements of
professional diligence and materially distorts or is likely to materially distort the
economic behaviour with regard to the product of the average consumer whom it
reaches or to whom it is addressed, or of the average member of the group when a
commercial practice is directed to a particular group of consumers. " (Section 20(2) of
the Consumer Code).
Two different types of unfair commercial practices have been distinguished. One
concerns "misleading practices," which may involve " misleading actions" or "
misleading omissions." Actions or omissions are considered misleading to the extent
that they induce average consumers to make decisions they would not have made
otherwise. Another type of unfair commercial practices concerns “Aggressive practices”
wich are practices that employ harassment, coercion or other undue forms of influence
to pressure the average consumer into making commercial decisions they would not
have made otherwise.
The new set of rules also identifies commercial practices which are in all circumstances
considered misleading or aggressive and no additional burden of proof is necessary to
demonstrate their capacity to misguide consumer choices.
About unfair commercial practices, misleading and unlawful comparative advertising,
the new rules empower the Antitrust Authority to launch proceedings also ex-officio
(i.e. even when no complaints have been received from external sources). It is endowed
with investigatory powers, including the ability to gain access to any pertinent
document and to request pertinent documents or information from anyone, the capacity
to sanction refusals to cooperate or the transmission of untruthful documentation or
information, to conduct inspections, to receive assistance from the Italian Tax Police
and to conduct surveys and economic analyses.
From the studies relating to the Italian law discipline it has emerged that the discussion
about unfair commercial practices finds a significant example in unfair practices
regulated from Federal Trade Commission Act wich is even worth analyzing.
The Phd thesis also investigates the likely impact of the consumer regulation on the
private law of contract and the consumer's right of redress.
Description: 
Dottorato di ricerca in Diritto dei contratti pubblici e privati
URI: http://hdl.handle.net/2067/2427
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