Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2414
Title: Luigi Calamatta (1801-1869). L'uomo, l'artista, le opere. Temi per una analisi critica
Other Titles: Luigi Calamatta (1801-1869). The printmaker. A first critical study
Authors: Dinoia, Rosalba
Keywords: Luigi Calamatta;Incisione 19. secolo;Bulino;Ospizio apostolico San Michele a Ripa, Roma;Jean Auguste Dominique Ingres;George Sand;Giuseppe Mazzini;Ecole de gravure;Académie des Beaux-Arts, Bruxelles;L-ART/04
Issue Date: 6-Apr-2011
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 23. ciclo
Abstract: 
Luigi Calamatta (Civitavecchia, 21 giugno 1801 - Milano, 8 marzo 1869) fu un incisore di traduzione appartenne, cioè, a quel genere di artisti che si dedicarono ad interpretare l’opera altrui. La sua attività si colloca a chiusura della secolare tradizione della stampa d’après mezzo attraverso il quale le opere dei grandi maestri antichi e contemporanei sono state divulgate in tutto il mondo.
La stampa di traduzione ha avuto un ruolo di vasta portata nella diffusione dell’estetica, nei cambiamenti del gusto, nella fortuna visiva di alcune opere d’arte e in molti casi a questa valenza si è affiancata quella di essere considerata essa stessa un’opera d’arte. Tuttavia, nella più recente letteratura storico-artistica che riguarda il panorama italiano, se non mancano contributi che hanno preso in esame il concetto interpretativo di incisione di traduzione e diversi studi monografici sui più valenti incisori di traduzione dal XV al XVIII secolo, restano scarsi gli apporti sull’Ottocento, dove si ravvisa un certo ritardo nel recupero storico e critico delle personalità più rappresentative.
L’interesse della critica si è infatti prevalentemente soffermato sulla più seducente incisione ‘originale’ dei peintres-graveurs della seconda metà del XIX secolo, considerata opera d’arte vera e propria per la presenza della componente creativa che, in alcuni casi, coinvolge l’artista in prima persona durante tutto il processo di esecuzione, dall’ideazione del disegno alla stampa della matrice.
Di converso, l’attenzione per l’opera dei maestri traduttori è andata via via affievolendosi, poiché le stampe che hanno tramandato per secoli i capolavori dell’arte si presentano oggi di difficile lettura, venendo meno nel tempo quegli strumenti di conoscenza tecnici e storici che hanno permesso di farle apprezzare in passato e di cogliere il significato intrinseco della personalità artistica dell’incisore nella complessità del tessuto segnico.
Partendo da questi presupposti, la presente ricerca vuole offrire un contributo per far emergere una delle personalità più rappresentative dall’“immenso magma fluttuante” (come lo definisce Evelina Borea nel suo ultimo lavoro, Lo specchio dell’arte italiana nelle stampe di cinque secoli, Pisa 2009) che caratterizza l’incisione di traduzione dell’Ottocento riguardante i fatti italiani e non solo, e tentare di colmare qualche lacuna di conoscenza della nostra tradizione incisoria che ancora oggi grava e alimenta pregiudizi sul ruolo e la rilevanza dell’incisore in un’epoca segnata da grandi sconvolgimenti politici e sociali, ma anche da enormi progressi tecnologici che si riverberarono sulla produzione figurativa a stampa fino a stravolgerla del tutto con l’avvento della fotografia.
In questo contesto, l’approfondimento critico su Luigi Calamatta – poliedrica figura di uomo, artista e patriota risorgimentale di statura internazionale, vissuto tra l’Italia, la Francia e il Belgio, a contatto con i maggiori rappresentanti dell’élite progressista e repubblicana che segnarono la storia culturale e politica europea dell’epoca – offre spunti di ricerca e di riflessione che hanno permesso una rilettura per molti aspetti aggiornata basata su una considerevole quantità di documenti inediti, oltre a fornire la possibilità di aggiungere nuove considerazioni sul concetto di mutamento di percezione del ruolo specifico dell’incisore di traduzione e d’interpretazione che lo stesso Calamatta contribuì a modificare, grazie soprattutto all’influente amicizia con una delle protagoniste più attive della cultura romantica francese, George Sand, e alla lunga collaborazione con il maggiore rappresentante del panorama artistico dell’epoca, Jean Auguste Dominique Ingres.

Il presente studio mira dunque ad affrontare e risolvere alcune problematiche inerenti i precedenti studi sull’incisore, in particolare la verifica delle fonti d’archivio, della bibliografia ottocentesca unita all’analisi diretta e al confronto sistematico degli esemplari delle opere, per ricostruire la genesi e la cronologia di queste ultime, la rete di relazioni artistiche e culturali di Calamatta e il dibattito intorno a temi specifici come la formazione accademica nel settore della calcografia nel primo Ottocento, il mutamento di prospettiva dell’incisore tra la traduzione e l’interpretazione dell’opera d’arte, il ruolo del ritratto nella propaganda politica.

Luigi Calamatta (Civitavecchia, 21 June 1801 - Milano, 8 March 1869) was an ‘incisore di traduzione’, an ‘engraver translator’: he was in fact the kind of artist who devoted his  life to interpret the work of others. His activity can be placed at the end of the centuries-old tradition of print d’après, a means through which the work of ancient and contemporary masters spread throughout the world.
The present research aims to outline one of the most representative Italian figures among the incisori di traduzione in the context of early 19th century Europe. It also aims to fill some gaps in our knowledge of the tradition of engraving, being this issue still little studied.
Even today there are too many prejudices about the role and relevance of the engraver in this period, marked by great political and social upheavals, but also by enormous technological advances that had a deep impact on prints production, until when it was disrupted with the advent of photography.
Luigi Calamatta was a multifaceted figure: artist and internationally renowned patriot of the Risorgimento, he lived in Italy, France and Belgium and he was in contact with the leading representatives of the liberal and republican élite. The critic deepening of Calamatta’s figure offers many opportunities of research and reflexion. An updated interpretation was also possible thanks to the thorough analysis of the huge quantity of newly discovered, unpublished documents. Moreover, it allowed to add fresh considerations to the issue concerning the changing of perception of the incisore di traduzione’s specific role. A role that Calamatta himself contributed to modify, both because of his influent friendship with one of the main players of the romantic French culture, George Sand, and his long cooperation with the most important artist of that time, Jean Auguste Dominique Ingres.
Description: 
Dottorato di ricerca in Memoria e materia delle opere d'arte attraverso i processi di produzione, storicizzazione, conservazione e musealizzazione
URI: http://hdl.handle.net/2067/2414
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