Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/2368
Title: Il lupo (Canis lupus) in un'area dell'Appennino centrale e le interazioni con le attività antropiche
Other Titles: The wolf (Canis lupus) in an area of the Italian central Apennines and the interactions with human activities
Authors: Adriani, Settimio
Keywords: Lupo;Caccia;Paesaggio;Regressione logistica;GIS;Wolf;Hunting;Landscape;Logistic regression;AGR/19
Issue Date: 10-May-2012
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 23. ciclo
Abstract: 
lo studio analizza le interazioni del Lupo con le attività antropiche in un'area dell'Appennino centrale. L'analisi di larga parte della vasta bibliografia disponibile ha evidenziato che gli studi sono spesso riferiti ad aspetti singolari, che gli studiosi hanno affrontato nei diversi ambiti (spaziali, temporali) dotandoli di limitate connessioni con l'insieme delle problematiche contestuali.
La forte connotazione "gestionale" di questo corso di Dottorato ha indotto ad eseguire, in una area di studio determinata, l'esame del più ampio e variegato ventaglio di problematiche correlate alle possibili interazioni Uomo/Lupo. I numerosi studi sul Lupo condotti nei più disparati ambienti hanno mostrato che molteplici e diversificati fattori influenzano la presenza della specie.
In passato si ritenevano maggiormente importanti il bracconaggio; il disturbo dovuto alla presenza umana ed alle infrastrutture antropiche; la presenza di cani vaganti; la presenza e accessibilità delle discariche di rifiuti; il conflitto con la zootecnia . Sono poi emersi anche altri fattori, tra i quali l'impatto della viabilità; il ruolo delle aree boscate; i conflitti con l'attività venatoria. Nel presente lavoro vengono esposti i dati relativi a 559 sessioni di emissione di ululati simulati eseguiti nell’area del Cicolano, Provincia di Rieti Appennino centrale italiano. I Dati sono stati implementati in un sistema GIS ed elaborati attraverso una regressione logistica.
I risultati ottenuti mostrano un ruolo importante del bosco ma contrariamente ad altri studi rilevante è la dimensione media della patch ed il più alto numero delle patch di bosco. La presenza di terreni agricoli assume un ruolo significativo nella regressione anche se dal punto di vista numerico le differenze sono poco rilevanti. La presenza del Lupo è maggiore in prossimità delle aree protette, che rappresentano rispettivamente il 27,7 vs 10,8 % per le aree con presenza di Lupo rispetto a quelle di assenza. Il Lupo mostra anche di preferire determinati paesaggi infatti sia lo Shannon Eveness Index (SHEI) sia il Simpson's Evenness Index (SIEI) indicano che il Lupo preferisce la sproporzione tra le diverse patch. Nell’area di studio l’altitudine ha avuto un ruolo rilevante e statisticamente significativa sia per l’altitudine media, che è risultata 1200 e 1019 m s.l.m. per i poligoni con presenza o assenza di risposta da Lupo rispettivamente, sia per la deviazione standard della quota rilevata nel poligono. Il modello di regressione non ha inserito la variabile presenza di aziende faunistico venatorie è infatti probabile che le differenze siano poco rilevanti. Anche la presenza di aree di caccia al Cinghiale non viene inserita nel modello. È tuttavia da sottolineare che la presenza della specie in aree di caccia al Cinghiale è stata da noi riscontrata sia dopo battuta sia nelle sere successive, e non si rilevano differenze di risposta nelle aree di caccia al Cinghiale rispetto alle aree non di caccia.

This study analyses the interaction of the Wolf with human activities in an area of the Italian central Apennines. The available literature often reports studies related to peculiar aspects, which Authors have dealt with in different aspects (spatial, temporal) with limited connections to the contextual issues. The strong "management" orientation of this PhD program has led to run the analysis on a wide range of issues related to the interactions Man/Wolf in a peculiar area. The numerous studies conducted on the Wolf in several areas have shown that different factors influence the presence of the species. In the past the most important were considered the poaching, disturbances due to human presence and to human infrastructure, the presence of stray dogs, the accessibility to waste landfill and conflicts with livestock. Other factors have also emerged, including the impact of road networks, the role of wooded areas, conflicts with hunting activities. In this study are exposed data on 559 Wolf Howling sessions performed in Cicolano, Province of Rieti, in the Italian central Apennines. The data have been implemented in a GIS system and processed through a logistic regression (in order to identify the more relevant changes, including hunting management and landscape indices, to explain the presence of the wolf).
The results show an important role of the forest, but in contrast to other studies particularly relevant is the average size of the patch and the highest number of forest patches. The presence of agricultural land plays a significant role in the regression even if irrelevant from a numerical point of view. The presence of the Wolf is higher near protected areas, which account for 27.7 vs. 10.8% for areas where the Wolf is present rather than absent. The Wolf also shows a preference for certain landscapes as suggested by the Shannon Evenness Index (SHEI) and the Simpson's Evenness Index (SIEI) which indicate that this species prefers the disproportion between the different patches. In this study the medium altitude, considered to be between 1200 and 1019 m. above sea level, and the standard deviation of the altitude of the area have played an important and statistically significant role. The regression model did not include the variable presence of Private Hunting Farms (AFV) but the numerical differences are irrelevant. The presence of Wild boar in drive hunting areas was also not included in the model. In addition it should be remarked that the species was present in drive hunting areas both the same day and in the following evenings, and that there are no differences between Wild boar drive hunting areas in comparison to no hunting areas.
Description: 
Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie per la gestione forestale e ambientale
URI: http://hdl.handle.net/2067/2368
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