Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/1144
Title: Il Global Warming e l’attuazione del Protocollo di Kyoto in Italia
Other Titles: The Global Warming and the implementation of the Kyoto Protocol in Italy
Authors: Mechelli, Barbara
Keywords: Surriscaldamento del pianeta;Modificazioni climatiche antropogeniche;Valore ecologico degli ecosistemi vegetali;Protocollo di Kyoto;Attuazione del Protocollo di Kyoto in Italia;Protocollo di Kyoto e le politiche regionali in Italia;M-GGR/02;Global Warming;Anthropogenic climate modifications;Ecological value of vegetation ecosystems;Kyoto Protocol;Implementation of the Kyoto Protocol in Italy;Kyoto Protocol and regional policies in Italy
Issue Date: 28-Jan-2009
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca 20. ciclo
Abstract: 
Il Protocollo di Kyoto rappresenta il provvedimento più significativo del processo, iniziato nel 1979 con la Prima Conferenza Mondiale sul clima, che ha portato al riconoscimento della responsabilità delle attività umane nel determinare i cambiamenti climatici in atto. Adottato nel 1997, il Protocollo di Kyoto impegna i Paesi firmatari a ridurre, nel corso del primo periodo di impegno (2008-2012), il livello di emissioni globali di gas serra almeno del 5% rispetto al 1990, assunto come anno di riferimento. A partire dal 1997 è iniziato dunque un lungo e complesso processo di definizione di regole internazionali legalmente vincolanti per attuare e verificare le politiche di riduzione delle emissioni di gas serra. Con la recente ratifica da parte della Russia, nell’ottobre 2004, è stato infine raggiunto il quorum dei Paesi necessario per l’entrata in vigore del Trattato che è appunto diventato operativamente attivo dal 16 febbraio 2005.
Accanto al contenimento e alla riduzione delle emissioni, il Protocollo di Kyoto prevede una serie di misure inerenti i settori agricolo e forestale, importanti per il ruolo che rivestono nella fissazione del carbonio. Le emissioni e gli assorbimenti risultanti da queste attività potranno essere quindi incluse, secondo precise regole di contabilizzazione, nei bilanci nazionali di gas serra, allo scopo di compensare, nel caso in cui tali bilanci siano positivi, una parte delle emissioni prodotte dall’utilizzo dei combustibili fossili e dalle altre attività umane che hanno un impatto negativo sull’ambiente quali la deforestazione, l’uso intensivo dei suoli, nonché l’utilizzo indiscriminato delle risorse naturali.
L’Italia, ratificando il Protocollo di Kyoto con Legge 1 giugno 2002, n. 120, si è assunta l’onere di conseguire, nel corso del primo periodo di impegno, una riduzione del 6,5% delle emissioni rispetto al 1990. Tuttavia, tra il 1990 e il 2006, si è registrato un aumento delle emissioni complessive pari a circa il 10%, pertanto il reale obiettivo che si dovrà affrontare risulterà certamente più impegnativo.
Partendo dalla consapevolezza che la realtà climatica è la migliore dimostrazione che il progresso umano non coincide con la creazione di ricchezza economica, questa ricerca illustra le posizioni e le iniziative a livello internazionale, europeo e nazionale relative al problema del riscaldamento climatico. In particolare, il 23 gennaio 2008 la Commissione Europea ha varato un pacchetto di iniziative per contrastare il Cambiamento Climatico determinato dalle attività umane denominato Climate Action-Energy for a Changing World che ha tre obiettivi principali indicati con la sigla 20-20-20 che devono essere raggiunti entro il 2020: incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili del 20%, ridurre di almeno il 20% le emissioni di CO2 in atmosfera e aumentare l’efficienza energetica del 20%. La politica europea su clima e energia è senz’altro la più ambiziosa iniziativa in materia ambientale intrapresa finora dai governi.
La ricerca procede cercando di definire l’impatto degli eventuali cambiamenti climatici sul territorio e sugli ecosistemi naturali, onde individuare le opportune politiche per fronteggiare tali impatti. E’ ormai noto, infatti, come la questione climatica sia strettamente connessa con il sistema produttivo ed energetico mondiale basato su modelli di consumo e di produzione insostenibili. La consapevolezza che tali modelli di sviluppo, incentrati sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, hanno dei costi insostenibili per gli ecosistemi e le specie che li abitano è diventata negli ultimi decenni un importante fattore di orientamento e sviluppo dell’innovazione. Si è analizzato pertanto il concetto di sostenibilità che deve necessariamente diventare trasversale a tutte le attività di governo, promuovendo una politica economica che privilegi scelte energetiche all’insegna dell’efficienza e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili, nonché tecnologie e modelli organizzativi e di consumo improntati alla tutela ambientale.
Questa ricerca analizza inoltre il ruolo degli ecosistemi forestali e dei suoli agricoli nelle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici, ruolo che è stato valorizzato dal Protocollo di Kyoto ed è entrato nel sistema di crediti di emissione previsti dal Protocollo stesso. Naturalmente il potenziale contributo delle foreste nello stoccaggio del carbonio richiede una nuova gestione del sistema agro-forestale per massimizzare l’immagazzinamento del carbonio nel suolo e nelle foreste. Secondo quanto previsto dal Protocollo, le strategie di gestione forestale che possono essere usate per raggiungere questo obiettivo si basano su due tipi di approccio. Il primo è di prevenire o ridurre il rilascio di carbonio dagli stock forestali esistenti, attraverso la promozione di una gestione forestale sostenibile che riduce i prelievi di legname e la prevenzione degli incendi boschivi. Il secondo approccio prevede interventi attivi come nuove piantagioni forestali su terreni agricoli o su suoli degradati e il ripopolamento del manto vegetale in foreste danneggiate da incendi e malattie.
Restringendo la disamina di tali tematiche al caso Italia, si è esaminato l’avvio degli adempimenti al Protocollo di Kyoto e le azioni da adottare onde ottemperare al medesimo e alle istanze dell’Unione Europea per fronteggiare il Global Warming. Al fine di completare il quadro circa l’attuazione del Protocollo di Kyoto in Italia, nell’ultima parte di questo studio si è effettuata una disamina dei comportamenti regionali sui provvedimenti presi al fine di adempiere agli impegni presi nei confronti del Protocollo di Kyoto e dell’Unione Europea.

The Kyoto Protocol represents the most significant act of the process began in 1979 on the occasion of the First World Climate Conference, which brought the acknowledgment of the human accountability the ongoing climate change. The Kyoto Protocol was adopted in 1997 and commits the signatory Members to reducing, in the first commitment period 2008-2012, the overall emissions of greenhouse gases by at least 5% below 1990 levels, which is the historical base year. In 1997 started, therefore, a long and convoluted process with the purpose of defining the international rules, which will be legally binding to put in force and verify the policies and measures to reduce the emissions of greenhouse gases. With Russia’s ratification in October 2004 the quorum was formed and eventually the Treaty which entered into force on 16th February 2005.
The Kyoto Protocol entails not only the reduction and the limitation of greenhouse gas emissions, but also some measures regarding agriculture and forestry, which are important for their role in the carbon capture and storage. The emissions and absorptions coming from these activities could be therefore included, according specific rules of calculation, in greenhouse gases amounts assigned to each Member, to the final intent of balancing, in the case of positive amounts, part of the emissions produced by using fossil fuels and by other human activities with damaging effects on the environment, such as deforestation, intensive use of soils and the indiscriminate use of natural resources.
Italy, which ratified the Kyoto Protocol with Law 1st June 2002, n. 120, committed itself to achieve, for the first commitment period, a reduction by 6.5% below 1990 levels of emissions. Nevertheless, between 1990 and 2006, there was an increase of the overall emissions up to 10% and this will imply a more demanding target to face in the future.
Being of the opinion that the new climate reality is the best demonstration that the human progress is incompatible with the production of economic wealth, this research will show the international, European and national positions and initiatives regarding the Global Warming problem. Above all, on 23rd January 2008 the European Commission launched a package of initiatives in order to face up to the climate change caused by human activities called Climate Action-Energy for a Change World, which has three main targets indicated with the short form 20-20-20 and which must be achieved by 2020: increasing renewable energy use to 20%, reducing greenhouse gases to at least 20% and increasing energy efficiency to 20%. The European policy about climate and energy is, doubtless, the most striving programme regarding the environmental issue set by governments by now.
This research attempts to identify the impact of climate change on the environment and on the natural ecosystems, in order to find the fitting policies. It is a well known fact, that the climate question is strictly related to the world economic and energy production, which is based on unsustainable mass and production models. The acknowledgment that such development models, so closely intertwined with the improper use of natural resources, have unbearable costs for the ecosystem and the living species, has been in the last decades an important tendency and innovation factor. The concept of sustainability is here seen as transversal regarding all governmental activities, which must promote economic policies towards efficient energy options and renewable forms of energy, but also towards an environmental friendly technology and mass models.
This research, as well, analyses the role of forests and agriculture soils on the subject of climate change mitigation, role that was enhanced by the Kyoto Protocol and is now in the emission reduction credits system set by the Protocol itself. Logically, the would-be contribution of forests concerning carbon storage will involve a new agriculture and forest system in order to reach the best result with reference to carbon sequestration in soils and forests. According to the Protocol, there are two different kinds of approach, which can be used to reach the target in the forest management strategy. The first one is to prevent or reduce the carbon release from the existing forest stocks through a sustainable forest management, which should minimize forest cut down and prevent forest fires. The second kind of approach implies active actions such as new forest plantations in place of agriculture or spoiled soils and the repopulation of plants in fire -and disease- damaged forests.
Reducing the study in relation to such themes to Italy, it has been examined the set off of the Kyoto Protocol implementation and which actions are to be assumed to facilitate the Protocol fulfilment and the motions made by the European Community to face the Global Warming. In the last part of this research, with the intention of completing the account of the Kyoto Protocol to be carried out in Italy, there is an analysis of the different local levels about actions made with the object of achieving the commitments towards The Kyoto Protocol and the European Community.
Description: 
Dottorato di ricerca Tutela dell’Ambiente, salvaguardia e valorizzazione del Paesaggio, come patrimonio collettivo e rilevante interesse dell’etica contemporanea
URI: http://hdl.handle.net/2067/1144
Rights: If not otherwise stated, this document is distributed by the Tuscia University Open Archive under a Creative Commons 2.0 Attribution - Noncommercial - Noderivs License (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/)
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