Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/1124
Title: Physical-Biological variability and covariability in the Algero-Provençal Basin by means of multisensor satellite and in situ data
Authors: Olita, Antonio
Keywords: Satellite;Primary production;Mediterranean Sea;CTD;Chlorophyll;BIO/07
Issue Date: 12-Feb-2009
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 21. ciclo
Abstract: 
The climate change has been proved to influence marine ecosystems either in their physics and biology. The Mediterranean sea, because of its characteristics, is particularly sensitive to c1imatic changes and more in general to the variability of the physical forcings, as shown by several authors. In this scenario, the study of the relationships between hydrodynamics, phytoplankton distribution and primary production, becomes particularly important in order to better understand the ecological effects of eventual hydrodynamic shifts induced by climate change. The aim of the present thesis is the study of the spatial and temporal variability of the algal biomass and primary production in the Algero-Provençal Basin (Western mediterranean), as well as the study of their relationships with hydrodynamical processes. We approached the problem by analysing several remotely sensed and in situ datasets covering multiple temporal and spatial scales, from meso-scale to basin-scale. The seasonal and interannual variability of the chlorophyll fields has been studied by analyzing the Seawifs monthly dataset, while the AVISO/CLS and the Pathfinder AVHRR datasets have been used to analyze respectively Sea Level Anomalies (SLA) and Sea Surface Temperature (SST) over the decade 1997-2007. The main sesonal and interannual patterns of physical and biological fields have been identified through EOF decomposition and wavelet analysis, while the covariability has been studied trough Singular Value Decomposition (SVD). The seasonal variability of the algal biomass is composed by two annual cycles, timewise and spacewise shifted. The analysis also showed a significant interannual variability, and the footprint of an anomalous event, the summer 2003 heatwave, has been identified either in physical and biological fields. Significant correlations have been found between physical and biological fields permitting to perform a simple zonation of the domain, as function of the different bio-physical coupling. Three main zones have been therefore identified, north central and south. The central zone shows the lower trophic level and, at the same time, the strongest coupling between SLA and the algal biomass. The primary production (PP) has been estimated, for the same decade, by using a satellite based model. The model makes use of remotely sensed Photosyntetically Available Radiation (PAR), SST and chlorophyll, in order to estimate the PP integrated over the euphotic layer. The basin averaged annual primary production, for the period 1998-2006, is 142 gCrn-2year-1, in good agreement with previous findings, with a pronounced interannual variability and no evident trends. We identified the signature of the 2003 European heatwave, which determined a marked decrease of PP in summer 2003. To better understand the relationships we hypothesized between mesoscale eddies and chlorophyll, a set of hydrological and fluorometric data, collected during two oceanographic cruises, conducted in 2001 and 2002 in the Sardinian Sea (in front of the western Sardinia coast) , has been analysed. The analysis proved that the mesoscale eddies have a dominant role in modulating and redistributing the algal biomass, confirming the assumptions and the hypothesis performed in the basin scale study. The analysis of in situ data shows that the anticyclonic eddies infer in the concentration and distribution of the chlorophyll through several mechanisms, as function of their position (coastal or open-sea), size, relation with the continental shelf and depending on their reciprocal interaction.

Vari autori hanno dimostrato come i cambiamenti climatici possano influenzare gli ecosistemi marini sia nella loro parte fisica che biologica. Il Mediterraneo, considerate le sue caratteristiche, è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici e più in generale alla variabilità dei forzanti fisici. In questo scenario, lo studio delle relazioni tra idrodinamica, distribuzione fitoplanctonica e produzione primaria, diventa di particolare importanza per poter meglio comprendere gli effetti ecologici di eventuali mutamenti nei regimi idrodinamici indotti dai cambiamenti climatici. Lo scopo della presente tesi è lo studio della variabilità spaziale e temporale della concentrazione della clorofilla e della produzione primaria nel bacino Algero-Provenzale (Mediterraneo Occidentale) l nonchè lo studio delle loro relazioni con i processi idrodinamici. Il nostro approccio è stato quello di analizzare diversi dataset di misurazioni satellitari (multisensore) ed in situ, che ci hanno permesso di coprire differenti scale spaziali e temporali, dalla scala di bacino alla mesoscala. La variabilità stagionale e interannuale della clorofilla è stata studiata, per il decennio 1997-2007, analizzando il dataset di Clorofilla-a SeaWiFS, mentre per lo studio delle Sea Level Anomalies (SLA) e della Sea Surface Temperature (SST) sono stati utilizzati i dataset AVISO/CLS e Pathfinder AVHRR. I principali cicli stagionali e gli eventi anomali sono stati identificati tramite i metodi EOF e wavelet, mentre la covariabilità è stata studiata tramite Singular Value Decomposition (SVD). La variabilità stagionale della biomassa algale è risultata composta da due cicli annuali separati temporalmente e spazialmente. L'analisi ha anche permesso di indentificare il segnale dell'ondata di calore dell'estate del 2003 sia nei campi fisici che biologici. Sono state trovate significative correlazioni tra i campi fisici e biologici, permettendo di effettuare una semplice zonazione in funzione del differente accoppiamento bio-fisico osservato. Sono state quindi identificate tre zone, settentrionale meridionale e centrale. Quest'ultima si è dimostrata la più oligotrofica ma anche quella dove la covariabilità tra le SLA e la biomassa algale è più forte. La produzione primaria (PP) è stata stimata tramite l'uso di un modello diagnostico basato su dati satellitari. Il modello utilizza dati satellitari di PAR, SST e clorofilla, al fine di stimare la PP integrata sullo strato eufotico. La produzione primaria annuale mediata sul dominio per il periodo 1996-2006 è di 142 gCm-2yeaT-l, in buon accordo con la letteratua, con una pronunciata variabilità interannuale ma senza mostrare trend evidenti. E' stata identificata l'anomalia dovuta all'ondata di calore del 2003, che ha determinato un marcato decremento della PP nell 'estate dello stesso anno. Per meglio comprendere le relazioni ippotizzate tra i vortici a mesoscala e la distribuzione della clorofilla abbiamo analizzato un set di dati idrologici e fluorimetrici, raccolti nel corso di una due campagne oceanografiche condotte tra il 2001 e il 2002 nel Mare di Sardegna. Dall'analisi condotta
risultato che i vortici a mesoscala hanno un ruolo predominante nel modulare e redistribuire la biomassa algale, confermando le ipotesi fatte nello studio a larga scala. L'analisi dei dati in situ mostra che i vortici anticiclonici, in questo tratto di mare, influenzano la distribuzione e la concentrazione della biomassa algale tramite differenti meccanismi, in funzione della loro posizione (costieri
o di mare aperto), della loro estensione, della interazione con la piattaforma continentale nonchè a seconda della loro reciproca interazione.
Description: 
Dottorato di ricerca in Ecologia e gestione delle risorse biologiche
URI: http://hdl.handle.net/2067/1124
Rights: If not otherwise stated, this document is distributed by the Tuscia University Open Archive under a Creative Commons 2.0 Attribution - Noncommercial - Noderivs License (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/)
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