Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/1104
Title: Drivers of soil respiration of root and microbial origin in grasslands
Other Titles: Fattori di controllo della respirazione del suolo di origine radicale e microbica in ecosistemi prativi
Authors: Gavrichkova, Olga
Keywords: Root respiration;Microbial respiration;Partitioning;Grasslands;13C/13C labeling;AGR/05
Issue Date: 10-Feb-2009
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 21. ciclo
Abstract: 
Soil historically has been a major source of atmospheric enrichment of CO2 and in the same
time is one of the biggest storing reservoirs of carbon on the global scale. In fact, soils hold three times as much carbon as the terrestrial biosphere and about twice as much as the atmosphere and exert a large influence on the cycling of carbon between different pools. Soil respiration, which is
the flux of CO2 from soils to the atmosphere, is thus an important component of the ecosystem C budgets and is a major source of CO2 released by terrestrial ecosystems. Soil respiration is the result
of the production of CO2 from the biological activity of roots and associated microorganisms and the activity of heterotrophic bacteria and fungi living on litter and in the root-free soil. Different
sources of soil CO2 efflux are known to experience high spatial and temporal variation with different controlling factors involved on different time-scales. However, up to now not so many studies have deal with the interannual variability of soil respiration and its components and only
few of them were performed in grassland ecosystems despite the fact that it is one of the world’s most widespread vegetation types which comprises 32% of the earth’s area of natural vegetation.
This study aimed to advance the understanding of the processes and factors controlling the behaviour of different soil respiration sources in grassland ecosystems. It provides the analysis of the response of soil CO2 efflux and its components: root- and microbial-derived respiration to
different biotic and abiotic factors as well as to widely diffused management activities over a period of three years in a mediterranean grassland site and integrates also different laboratory and in situ
methodological approaches for deeper studying of the contribution of various respiration sources to total CO2 efflux from soil and the speed of C cycling within the plant community.
Soil respiration was partitioned in the field using micro (1mm) and macro (1 cm) pore
meshes. Soil respiration obtained from the cores with different pore-sized meshes and from the control undisturbed soil were used to calculate values of root-derived and microbial-derived respiration sources. These fluxes were then related to canopy photosynthetic activity, soil temperature, soil moisture and some soil biochemical parameters.
Methodological approach based on pulse labeling of plants in artificial 13CO2 or 14CO2 atmosphere was used to found out the speed of the cycling of C in grassland ecosystem (in situ) as well as to study the effect of different plant species, plant growing stages, and different nutrient
supply on the magnitude of root respiration and on the speed of translocation and respiration of recently assimilated C through roots (on a single species, in laboratory).
The obtained results showed an importance of C assimilate supply in the determination of
the variability of root component of soil respiration. It was closely related to gross primary production with a time lag of circa 20h for time scales from daily to annual. Soil temperature which often masks the direct relationship between root respiration and photosynthetic C supply failed to
explain diurnal and seasonal changes in root-derived respiration. Laboratory experiments with a single plant species have shown however that the observed time lag is not stable during the plant ontogenesis, and vary depending on the plant growing stage. The same photosynthetic activity could also result in different magnitude of root respiration, depending on the type of nutrient supply (ex: N in form of NH+
4 or NO-3). All these finings suggest that root respiration is a complex process, tightly coupled to plant canopy activity and could not be explained simply by changes in
soil temperature and moisture. Further studies are needed to verify the bonds between aboveground and belowground processes for different species and vegetation types, as well as for various plant growing stages.
Soil temperature and soil water content exerted a significant effect on microbial component of soil respiration. Being a larger part of total CO2 efflux from soil at Amplero (» 70%), these factors influenced also total soil respiration dynamic on different time scales. Introduction of a
management regime have modified however the activity of microbial community by an increase of the quantity of easily available C substrates from the rhizodeposition process, resulting in a general suppression of microbial enzymatic activity and further decrease C mineralization rates.
Combination of laboratory studies and in situ measurements is necessary for understanding of the effect of changing substrate quality, nutrient and moisture conditions on microbial activity and its C
use efficiency.

Il suolo è stato storicamente la fonte principale di emissioni di CO2 nell’atmosfera e al
contempo la maggiore riserva di carbonio a scala globale. Infatti i suoli stoccano tre volte la
quantità di carbonio presente nella biosfera terrestre e circa il doppio dell’atmosfera esercitando
un’importante influenza sul ciclo del carbonio globale. La respirazione del suolo che rappresenta il
flusso di CO2 dal suolo verso l’atmosfera è dunque una componente rilevante del bilancio del
carbonio a scala eco sistemica ed è la principale fonte di anidride carbonica emessa dagli ecosistemi
terrestri.
La respirazione del suolo è il risultato della produzione di CO2 dall’attività biologica delle
radici e dei microrganismi ad esse associati da una parte e dall’attività eterotrofa di batteri e funghi
presenti nella lettiera e nel suolo dall’altra. Le differenti fonti di CO2 dal suolo sono caratterizzate
da un’ampia variabilità temporale e spaziale e sono controllate da diversi fattori che intervengono in
relazione alle diverse scale temporali considerate. Tuttavia ad oggi non molti studi si sono occupati
della variabilità interannuale della respirazione del suolo e delle sue componenti, inoltre solo alcuni
di questi si sono occupati di ecosistemi di prateria nonostante questi comprendano il 32% della
superficie coperta da vegetazione sulla Terra.
L’obiettivo del presente studio è il miglioramento della comprensione dei processi e dei
fattori di controllo delle diverse origini della respirazione del suolo in ecosistemi prativi. Si
analizza la risposta del flusso di CO2 dal suolo e delle sue componenti: della respirazione microbica
e radicale rispetto ai principali fattori biotici ed abiotici così come all’effetto della gestione
estensiva del pascolo osservati durante un periodi di 3 anni in una prateria mediterranea.
L’approccio metodologico include l’integrazione di misure in situ con analisi in laboratorio per
un’analisi approfondita del contributo delle diverse fonti della flusso totale di CO2 dal suolo e dei
tempi di turn-over del carboni all’interno della comunità vegetale.
La respirazione del suolo è stata ripartita nelle distinte componenti utilizzando speciali reti
con pori fini dal diametro di 1mm e 1 cm definiti rispettivamente “micro” e macro” che permettono
di escludere selettivamente il contributo radicale alla respirazione del suolo misurata in appositi
plot. I flussi delle componenti radicali e microbiche della respirazione del suolo vengono quindi
ricavati per differenza con le misure effettuate nei plot manipolati ed in quelli di controllo. I flussi
così ricavati vengono messi in relazione all’attività foto sintetica delle piante, alla temperatura ed
umidità del suolo e a diversi parametri biochimici del suolo.
La tecnica del “pulse labeling” delle piante in atmosfera arricchita con 13CO2 or 14CO2 è
stata impiegata per investigare la velocità di turn-over del carbonio assimilato dalla vegetazione (in
situ) e per studiare l’effetto della diversità specifica, della fenologia, della nutrizione minerale
sull’intensità del flusso respiratorio radicale e sulla velocità di translocazione e respirazione
attraverso le radici del carbonio assimilato ( studio di laboratorio, su di una specie).
I risultati ottenuti mostrano l’importanza dell’assimilazione del carbonio come rispetto alla
variabilità della componente di respirazione radicale che è risultata correlata alla produzione lorda
eco sistemica da base giornaliera fino ad annuale e che ha presentato un time lag di circa 20 ore. La
respirazione del suolo che spesso maschera la relazione diretta tra respirazione radicale e d
assimilazione fotosintetica del carbonio non è in grado di spiegare le variazioni giornaliere e
stagionali della respirazione radicale. La sperimentazione in laboratorio su di una sola specie ha
comunque che il time lag non è costante durante l’ontogenesi della pianta, ma varia in funzione
dello stadio fenologico.
La stessa attività fotosintetica è stata osservata anche in associazione a livelli di respirazione
radicale diversi, a seconda del del tipo di nutrizione minerale (es.: N in forma di NH+
4 o NO-
3).
Questi risultati suggeriscono che la respirazione radicale è un processo complesso, strettamente
legato all’attività fotosintetica delle piante e che non può essere spiegato esclusivamente da
cambiamenti della temperatura e dell’umidità del suolo. Ulteriori studi sono necessari per verificare
le relazioni tra processi epigei ed ipogei per diversi tipi di vegetazione, di specie vegetali per diversi
stadi di sviluppo.
La temperatura ed il contenuto idrico del suolo esercitano una significativa influenza sulla
componente microbica della respirazione del suolo, che per il sito di Amplero rappresenta circa il
70% essendo quindi prevalente. Conseguentemente temperatura ed umidità del suolo influenzano le
dinamiche di respirazione del suolo per differenti scale temporali.
L’introduzione delle attività del pascolo ha modificato l’attività microbica aumentando la
quantità di carbonio facilmente disponibile derivante dalle rizodeposizioni, con il risultato di una
ridotta attività enzimatica della comunità microbica ed un conseguente decremento dell’attività di
mineralizzazione del carbonio. La combinazione di studi di laboratorio e di misure in situ è
necessaria per la comprensione dell’effetto del cambiamento della qualità del substrato, dei nutrienti
e delle condizioni di umidità sull’attività microbica e la sua efficienza nell’uso del carbonio.
Description: 
Dottorato di ricerca in Ecologia forestale
URI: http://hdl.handle.net/2067/1104
Rights: If not otherwise stated, this document is distributed by the Tuscia University Open Archive under a Creative Commons 2.0 Attribution - Noncommercial - Noderivs License (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/)
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