Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2067/1079
Title: La storia dell'amministrazione della giustizia in età liberale (1876-1914)
Other Titles: The history of the administration of justice in the liberal age (1876-1914)
Authors: Melloni, Claudia
Keywords: Riforma magistratura;Riforma ordinamento giudiziario;Ministero della giustizia;Corte di cassazione;Reform of judiciary;Minister of Justice;Court of Cassation;SPS/03
Issue Date: 19-Mar-2010
Publisher: Università degli studi della Tuscia - Viterbo
Series/Report no.: Tesi di dottorato di ricerca. 22. ciclo
Abstract: 
L’unificazione politica e legislativa del Regno d’Italia coinvolse anche l’ordinamento
giudiziario. La magistratura che dipendeva per le nomine e la carriera dal Governo
centrale e in modo specifico dal Ministro della giustizia, venne inquadrata da subito
come un ramo della pubblica amministrazione direttamente dipendente dal Re. La
questione dell’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo e quella
dell’autonomia, intesa come sistema di autogoverno, furono i temi centrali del
dibattito parlamentare. L’ordinamento giudiziario del 1865, infatti, concedeva ai
giudici l’inamovibilità di grado ma non di sede e ai pretori soltanto dopo i tre anni di
attività. Per limitare il potere dell’esecutivo fu costituita dal ministro Villa nel 1880 la Commissione consultiva per le nomine, promozioni e tramutamenti dei magistrati che però esprimeva dei meri pareri consultivi di cui il guardasigilli poteva anche non tener conto. Soltanto più tardi, nel 1907, con la legge n. 511 del ministro Orlando fu istituito il Consiglio Superiore della magistratura, un corpo consultivo permanente e parzialmente elettivo a cui vennero attribuite una serie di competenze relative alla
nomina e alla carriera dei giudici. Anche il concorso pubblico, come unico mezzo per
l’ingresso in magistratura, istituito da Zanardelli nel 1890 e negli anni rivisitato e
modificato, venne considerato un mezzo per sottrarre il potere giudiziario al controllo
governativo eliminando la nomina politica dei giudici. Zanardelli tentò anche di
ridisegnare con la legge 30 marzo 1890, n. 6702 le circoscrizioni giudiziarie ereditate
dal passato riducendo il numero delle preture per aumentare, con le risorse
economiche ricavate, lo stipendio dei giudici ritenuto esiguo soprattutto nei primi anni della carriera. La sistemazione delle preture, di cui si occuparono anche Ronchetti e Orlando, incontrò sempre una forte opposizione locale più per ragioni di prestigio che di giustizia; il Governo affrontò la medesima resistenza anche per la costituzione della Corte di cassazione di Roma che si concluse soltanto nel 1923. Nel 1875 vennero istituite a Roma due sezioni penali con lo scopo di agevolare il lavoro delle altre quattro Corti regionali con sede a Torino, Milano, Napoli e Palermo. La Corte di Roma assunse la cognizione di tutti i giudizi penali e ridusse le Corti regionali a corti supreme di nome e non di fatto lasciando loro le sole competenze civili. Negli anni successivi si continuò ancora discutere circa l’unicità della Corte ed il ruolo che avrebbe dovuto assumere, se tribunale di terza istanza o tribunale garante della uniforme interpretazione della legge.
Intanto si andò consolidando anche la struttura del Ministero della giustizia, al cui interno il guardasigilli, coadiuvato dal segretario, dal direttore generale e dal gabinetto trovavano spazio una serie di uffici ripartiti in divisioni, ai quali tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento se ne aggiunsero dei nuovi tra cui la Commissione consultiva, l’ufficio legislativo, il casellario centrale. A questi venivano frequentemente destinati magistrati in qualità di applicati o in missione a svantaggio del personale di ruolo che costantemente veniva ridotto.

The political and legislative unification of the Kingdom of Italy also involved the
judiciary. The judiciary that depended on appointments and career from the central
government and specifically by the Minister of Justice, was framed from the start as a
branch of government directly employed by the King. The question of independence
of the judiciary from the executive and that of autonomy, understood as a system of
self-government, were the central themes of parliamentary debate. The judicial system
in 1865, in fact, granted the tenure of judges but not able to seat and lower court
judges only after three years of operation. To limit the power of government was
established by the Minister Villa in 1880, the Advisory Commission on appointments,
promotions and transmutation of judges. It expressed mere advisory opinions which
the Keeper could not even take into account. Only later, in 1907, with Law No 511,
the Minister Orlando instituted the Superior Council of Magistracy, a permanent and
partially elected consultative body which was attributed a range of skills relating to
the appointment and careers of judges. Even the competitive examination, as the only
means for entry into the judiciary, established by Zanardelli in 1890 and revisited and
amended over the years, was seen as a way to subtract the judiciary to government
control by eliminating the political appointment of judges. Zanardelli also tried to
reform with the Law of 30 March 1890, No 6702 the judicial districts by reducing the
number of the Courts to increase, with the economic resources derived, the salaries of
judges considered modest especially in the early years of his career. The Ministers
Ronchetti and Orlando have addressed the issue of the Courts and this problem
always met strong local opposition for reasons of prestige than of justice. The
government has addressed the same resistance also for the establishment of the Court
of Cassation in Rome that ended only in 1923. The two penal sections were
established in Rome in 1875 with the aim of facilitating the work of four other
regional courts in Turin, Milan, Naples and Palermo. The Court of Rome, assumed
the full knowledge of all criminal trials, and reduced regional supreme courts in civil
courts. In the following years the Parliament continued to discuss its uniqueness and
the role that would take: court of third instance court or the guarantor of a uniform
interpretation of the law.
The Ministry of Justice consolidated its structure: there were the Minister, the
secretary, the director and the cabinet. The offices were divided into departments.
There were also the special offices: the legislative office, the Advisory Commission,
and the criminal records bureau where the judges worked as applied to detriment of
staff which was constantly being reduced.
Description: 
Dottorato di ricerca in Storia d'Europa: società, politica e istituzioni (19.-20. secolo)
URI: http://hdl.handle.net/2067/1079
Appears in Collections:Archivio delle tesi di dottorato di ricerca

Files in This Item:
File Description SizeFormat
cmelloni_tesid.pdf1.29 MBAdobe PDFView/Open
Show full item record

Page view(s)

5
Last Week
2
Last month
2
checked on Mar 3, 2021

Download(s)

9
checked on Mar 3, 2021

Google ScholarTM

Check


This item is licensed under a Creative Commons License Creative Commons