La “resa” del Tatbestand nella genesi del procedimento e del processo rilasciati dalla Riforma Cartabia
Author(s)
Madeo, Antonello
Date Issued
May 21, 2024
Type
Doctoral Thesis
Abstract
Sempre più spesso la funzione di garanzia del Tatbestand viene insidiata da una realtà prasseologica che denota – nonostante gli sforzi del legislatore di licenziare fattispecie altamente selettive – un inaccettabile scollamento tra il numero esorbitante di fatti iscritti quali notizie di reato (e quindi l’avvio di un procedimento penale), il numero esiguo di fatti che superano il vaglio dell’udienza preliminare (e quindi l’avvio di un processo), l’ancor più ridotto numero di fatti che giungono alla fase dibattimentale, ed il trascurabile numero di fatti che epiloga in una sentenza di condanna. È quanto si osserva nell’abuso d’ufficio e nella colpa degli esercenti le professioni sanitarie, la cui (presunta) ineffettività della fattispecie avrebbe dato luogo ai fenomeni della burocrazia difensiva e della medicina difensiva, tanto da avere spinto il legislatore a modificarne di continuo la struttura, fino a proporne l’abrogazione (per l’art. 323 c.p.) o la non punibilità se non in casi gravi (per l’art. 590 sexies c.p.). Il trend più recente non segna inversioni di tendenza, come dimostra l’indagine statistica condotta su due uffici giudiziari distrettuali ma assai diversi per dimensioni (Roma e l’Aquila). Siamo però sicuri che il problema derivi dalla incapacità della fattispecie di filtrare i fatti meritevoli di entrare nel processo? O piuttosto è un problema che riguarda il corretto utilizzo dei meccanismi di selezione dei fatti da parte dei magistrati? La soluzione all’interrogativo – se esiste – passa necessariamente attraverso la disamina delle rilevanti modifiche introdotte dal D. Lgs. 150/2022 in chiave efficientista negli snodi nevralgici della genesi del procedimento e del processo, che dimostrano ancora una volta come non si possa più continuare a considerare paralleli, ma tangenti, il diritto penale sostanziale e processuale, e sembrano volgere verso un nuovo principio: la “meritevolezza del procedimento”.
All’esito di questo percorso proveremo a comprendere se e quanto “rende” ancora il Tatbestand quale filtro, o se per caso all’orizzonte non emerga un rito simil inquisitorio, fondato sul constare de corpore delicti.
The guarantee function of the Tatbetstand is more and more undermined by a praxeological reality which denotes - despite the legislator’s efforts to dismiss highly sensitive cases – an unacceptable disconnection between the number of facts recorded as crime news (therefore the start of a criminal proceeding), the small number of facts that pass the scrutiny of the preliminary hearing (therefore the start of a trial), the even smaller number of facts that reach the trial phase, and the negligible number of facts that culminate in a conviction. This is what can be observed in bribery and in the guilt of health professions’ operators, whose (alleged) ineffectiveness of the case would have given rise to the phenomena of defensive bureaucracy and defensive medicine, so much so that it has pushed the legislator to continuously modify its structure to the point of proposing its repeal (for art. 323 c.p.) or non-punishment except for serious cases (for art. 590 sexies criminal code). The most recent inclination does not mark trend reversals, as demonstrated by the statistical conduct survey on two distinct judicial offices but very different in size (Rome and L’Aquila). Yet are we sure that the problem stems from the inability of the case to filter the facts worthy of entering the process? Or is it a problem concerning the correct usage of the selecting mechanisms of facts by magistrates? The solution to the question – provided that it exists – necessarily passes through the dissemination of the relevant information changes introduced by Legislative Decree 150/2022 from an efficient perspective in the crucial points of the genesis of the procedure and of the trial, which demonstrate once again that substantive law and procedural law can no longer be considered as running parallel; they are rather tangential and seem to move towards a new principle: the “worthiness of the procedure”. At the end of this journey, we will aim at understanding if and to what extend the Tatbestand perceived as a “filter” still provides results or if by chance a similar inquisitorial ritual, founded on the constare de corpore delicti, does emerge on the horizon.
Additional information
Dottorato in Diritto dei mercati europei e globali. Crisi, diritti, regolazione
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