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  5. Cibele: il suo culto nell’area romana e pontina

Cibele: il suo culto nell’area romana e pontina

Author(s)
Nisio Stefania
Madonna, Sergio  
Date Issued
2023
Type
article
Volume
110
Start Page
401
End Page
416
Journal
MEMORIE DESCRITTIVE DELLA CARTA GEOLOGICA D'ITALIA  
Abstract
Cibele fu un’antica divinità il cui culto ebbe inizio in Asia Minore, venerata come Grande Madre, dea della natura e della terra, degli animali (potnia theron) e dei luoghi selvatici. Cibele per sua natura era una divinità ctonia, che ha personificato i poteri della fertilità, del mondo sotterraneo e quindi del mistero della morte. Il suo antichissimo culto ha assunto connotazioni diverse a seconda dei luoghi e delle epoche. In epoca romana è stata identificata con la Magna Mater, con Cerere, con Bona Dea e ha assunto in Asia minore e in molte altre località nomi differenti, fu legata al colore nero e al culto di una pietra nera, probabilmente un meteorite, venerata in Frigia. Il culto di Cibele rappresenta un ottimo esempio di sincretismo culturale in quanto si è sovrapposto ed in parte fuso con altre religioni, probabilmente anche con quella cristiana, ma conservando sempre in parte alcune delle sue caratteristiche originali. Questo culto fu introdotto a Roma il 4 aprile 204 a.C., in base ad una profezia fatta attraverso i Libri Sibillini, per scongiurare la sconfitta durante le guerre puniche. La dea veniva adorata attraverso una pietra nera, che fu trasferita dal suo tempio di Pessinunte a Roma collocata, dapprima nella Curia del Foro e successivamente in un tempio sul Palatino realizzato nel 191 a.C. La pietra nera, detta anche “ago di Cibele”, costituiva uno dei sette pignora imperii, cioè uno degli oggetti che secondo le credenze dei romani garantiva il potere dell’impero. Il tempio, che seguiva un orientamento ben determinato da motivi di culto, bruciò per due volte, nel 111 a.C. quando secondo la legenda andò perduta anche la pietra nera, e nel 3 d.C. quando fu ricostruito per l’ultima volta da Augusto. Inoltre, il trasferimento della statua nera Cibele è legato ad un altro mito: la chiatta (navis caudicaria) su cui veniva trasportata, si arenò all’imboccatura del Tevere ma una vergine vestale Claudia riuscì con le sue preghiere a disincagliarla e farla trasportare sul Palatino. Nel luogo dove la caudicaria si incagliò, presso Ostia antica, fu realizzato il campo sacro alla Mater Magna, di forma triangolare così come la sua pietra, ai cui vertici, probabilmente orientati secondo particolari punti astrali, sono ubicati un tempio dedicato a lei e un santuario dedicato ad Attis
Subjects

Cibele, pietra nera, ...

Handle
http://hdl.handle.net/2067/50949
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