Lo Stato digitale nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Author(s)
Date Issued
2022
Type
review
Abstract
La stretta correlazione tra il difetto di produttività di un sistema-paese e
il basso livello di digitalizzazione e innovazione dello stesso è noto. Così
come è noto che in questo campo l’Italia abbia accumulato nel tempo un
ritardo significativo. Non è un caso, del resto, che la Commissione europea
collochi da anni l’Italia tra gli «innovatori moderati». I nostri livelli di
spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S) sono troppo bassi rispetto alla media
europea e questo è vero sia per gli investimenti pubblici, sia per quelli
privati. Proprio al fine di recuperare questo deficit italiano e di promuovere
gli investimenti in tecnologie, infrastrutture e processi digitali, lo sforzo
di digitalizzazione e innovazione permea di sé tutto il Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR). Nei diversi saggi che compongono il volume
(suddivisi in tre sezioni: «Le competenze digitali, l’istruzione e la ricerca
scientifica», «Le infrastrutture digitali» e «La digitalizzazione dell’attività
amministrativa»), le Autrici e gli Autori tratteggiano le linee generali
di tendenza del processo in atto di c.d. transizione digitale. A tal fine,
appare imprescindibile l’operazione di ricostruzione dello ‘Stato digitale’
anche a partire dagli interventi previsti nel PNRR e dalla prima attuazione
di questi. ‘Stato digitale’ che – è bene ricordare – deve essere inteso in
una duplice accezione, ovvero sia come Stato che regola i processi di
digitalizzazione in atto all’interno del sistema produttivo, sia come Stato
che digitalizza se stesso.
