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  5. Alchimie artigiane. Pellicole e laboratori d’artista in Italia

Alchimie artigiane. Pellicole e laboratori d’artista in Italia

Author(s)
Catanese, Rossella  
Date Issued
2024
Type
article
Volume
10
Issue
2
Start Page
199
End Page
216
DOI
10.17397/115261
Journal
L'AVVENTURA  
Abstract
ITA Il presente saggio intende offrire una panoramica dei laboratori cinematografici gestiti da artisti attualmente impegnati in una rinascita della materialità nell’ambito del cinema sperimentale. Queste pratiche adottano una posizione controculturale nei confronti dell’apparato cinematografico, in netto contrasto con le tendenze globali prevalenti nel settore dei media, la cui tecnologia è sempre più connessa ai sistemi digitali. Vari progetti, artisti e collettivi sono stati motivati da questo ethos, alle prese con la sopravvivenza dei formati analogici. Mentre pixel e algoritmi dominano le discussioni sui media contemporanei, i processi artigianali coinvolti nel lavoro sulla pellicola emergono non come tracce nostalgiche, ma come scelte deliberate e significative all’interno del processo creativo. In linea con il contesto teorico-metodologico dell'archeologia dei media sperimentale, questi laboratori, diffusi in tutto il mondo, reinterpretano le prime tecniche cinematografiche e le caratteristiche fotochimiche, come le emulsioni e la stampa, come parte vitale e in evoluzione dell’eredità cinematografica. Il saggio si concentrerà quindi in particolare sui laboratori indipendenti italiani UnzaLab, Làbbash, ArkFilmLab, dedicati alla valorizzazione del cinema analogico. ENG The essay aims to offer an overview of artist-run film labs presently engaged in a resurgence of materiality within experimental cinema. These practices adopt a countercultural stance toward the cinematic apparatus, serving as a stark contrast to prevailing global trends in contemporary media, whose technology is more and more linked to digital systems. Various projects, artists, and collectives have been motivated by this ethos, grappling with the survival of analog formats. While pixels and algorithms dominate discussions of contemporary media, the craft processes involved in photochemical film emerge not as nostalgic traces, but as deliberate and meaningful choices within the creative process. Aligned with the theoretical and methodological framework of experimental media archaeology, these labs, widespread throughout the world, reinterpret early cinema techniques, and photochemical features like emulsions and printing, as a vital and evolving part of their cinematic legacy. Thus, the essay will focus on the Italian independent labs UnzaLab, Làbbash, ArkFilmLab, devoted to the valorization of analog cinema.
Subjects

Artist-run Film Labs,...

Handle
http://hdl.handle.net/2067/52462
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