GLI INTRECCI TRA LA DISCIPLINA ITALIANA E QUELLA DELL’UNIONE EUROPEA SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
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Date Issued
2021
Type
bookPart
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119
End Page
122
Abstract
Lo scritto esamina i diversi tipi di intrecci tra la disciplina eurounitaria e quella nazionale in tema di procedimento amministrativo. Un primo tipo riguarda gli intrecci tra le discipline e gli istituti generali (per esempio, da un lato, la disciplina italiana della legge n. 241/1990 e quella eurounitaria dell’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che regola il diritto alla buona amministrazione, definito "diritto stampella").
Sono altrettanto significativi e sicuramente più numerosi gli intrecci che riguardano le legislazioni speciali. Sullo sfondo, si collocano i fenomeni noti del progressivo declino del modello originario dell’applicazione indiretta del diritto europeo, da svolgersi, cioè, attraverso procedimenti amministrativi nazionali, disciplinati dagli Stati nell’esercizio dell’autonomia procedimentale loro riconosciuta; della espansione della area dell’amministrazione mista e, in particolare, dei procedimenti composti; della correlativa espansione della disciplina europea di fasi o di interi procedimenti nazionali. Gli esempi più noti di europeizzazione della disciplina procedimentale si hanno nel settore dei contratti pubblici; nella materia dell’ambiente, nella quale alla enunciazione di principi, quali quelli di trasparenza e di partecipazione, si aggiungono discipline europee di dettaglio di procedimenti di particolare rilievo, come è il caso della valutazione di impatto ambientale; nel settore delle comunicazioni elettroniche; in quello dell’immissione di farmaci in commercio; in quello della registrazione di marchi. La graduale intensificazione della disciplina europea dei procedimenti amministrativi nazionali è accompagnata dalla giurisprudenza europea, che, a partire dalla nota sentenza dei fratelli Costanzo del 1989, stabilisce il principio in base al quale, in presenza di norme procedimentali nazionali incompatibili con quelle europee, le amministrazioni nazionali devono disapplicare le prime e applicare le seconde. Con la conseguenza, peraltro ampiamente discussa in dottrina, di una importante erosione del principio di legalità, inteso come subordinazione della azione amministrativa alle regole dettate dalla legge nazionale, a favore del principio della “regle du droit”, che rinvia alla varietà delle fonti che legittimano e conformano l’azione pubblica.
