Giudicare l'avvenire. Uno studio a partire dalla convention judiciaire d'intérêt public
Author(s)
Date Issued
2018
Type
article
Issue
3
Start Page
1286
End Page
1324
Abstract
Lo studio prende le mosse dalla convention judiciaire d’intérêt public, introdotta in
Francia nel 2016 ad opera della loi Sapin II, per avviare una riflessione sul
problema della gestione degli effetti dell’intervento penalistico nel contesto delle
attività d’impresa. Escluso che la ratio della procedura sia da ricondursi ad una
logica manageriale, improntata all’efficienza, ed individuato il suo fondamento
nell’esigenza di assicurare la sostenibilità in termini di costi sociali ed economici,
dell’intervento punitivo, l’analisi mostrerà un particolare modello di giustizia
penale sostenibile, orientato sull’avvenire. Questo modello, rintracciabile anche nel
sistema italiano, in particolare nel commissariamento giudiziale di cui all’art. 15
d.lgs. 231/2001, conduce all’emersione di una particolare figura di giudice penale
chiamato a valutare gli effetti dell’intervento punitivo e, sulla base di questi, a
rinunciare alla via penale ordinaria.
Starting from the Convention judiciaire d’intérêt public, introduced in France in
2016 by the Sapin II law, this article focuses on the effects produced by the
implementation of criminal measures against corporations. The author argues that
the rationale of the procedure does not reflect a managerial logic based on
efficiency, but is rather based on the need to ensure sustainability of the criminal
response to crime. The study also shows an emerging future-oriented model of
“sustainable criminal justice”. This model can also be found in the Italian
corporate criminal law system (namely in court receivership pursuant to article 15
of Legislative Decree No. 231/2001). It relies on the role of a special criminal judge,
who is called upon grounding his decisions on the evaluation of the potential social
and economic harm that might be caused by a criminal sanction applied to a
company.
