Dis-Union Jack. Immigrazione, minoranze etniche e razzismo in Inghilterra (1945-90)
Author(s)
Date Issued
2024
Type
book
Abstract
L’Inghilterra del secondo dopoguerra, bisognosa di manodopera, ha favorito l’immigrazione dall’Europa e dal suo vastissimo mondo coloniale.
I governi, pur con gradazioni diverse fra conservatori e laburisti, hanno
presto stimolato e sfruttato a fini elettorali l’inquietudine della popolazione
bianca per la presenza delle minoranze etniche «visibili». L’ostilità
dipendeva dall’impreparazione culturale verso la diversità, dalla memoria
dell’impero e dal cambio di prospettiva di un paese che cominciava a guardare più alla Cee che al Commonwealth.
Il volume ricostruisce il cambiamento delle politiche migratorie dal 1948, la limitazione dei diritti, il razzismo nei sindacati e nei partiti politici
al fine di ridurre l’immigrazione e far convivere la società maggioritaria
con la minoranza di origine coloniale. Lo studio si conclude coi governi
Thatcher, quando venne riformulato il concetto di cittadinanza (con l’abbandono dello ius soli) e aumentò la discriminazione verso i discendenti dei migranti del New Commonwealth: elementi che ebbero un ruolo decisivo nell’esplosione della violenza di strada nei principali centri urbani del paese. Tramite il dibattito storiografico e sociologico sulle Race Relations (fra razza, genere e classe), la documentazione delle forze politiche e delle associazioni per la difesa dei diritti civili, viene ricostruito
il rapporto fra la bianchezza e i cittadini di origine ex coloniale, dimostrando che i problemi dibattuti per decenni in una società sempre più mista sono simili a quelli che osserviamo oggi anche in Italia.
Dall’esempio dell’Inghilterra del secolo scorso si possono cogliere spunti utili a orientare il dibattito attuale sul razzismo, l’immigrazione, l’integrazione delle minoranze, la crisi del multiculturalismo e le sfide del presente multietnico.
