L’archivio e la mappa. Un’ipotesi di documentazione georeferenziata dell’arte del novecento a Napoli.
Author(s)
Velardi, Brunella
Date Issued
May 24, 2021
Type
Doctoral Thesis
Abstract
La ricerca si è concentrata in primo luogo sullo studio e la sistematizzazione dell’archivio d’arte contemporanea conservato a Castel Sant’Elmo, complesso monumentale napoletano che, dalla fine degli anni Ottanta, è sede di esposizioni temporanee e, dal 2010, del Museo Novecento a Napoli con opere realizzate da artisti attivi in città e nei dintorni tra il 1910 e il 1990. L’archivio è caratterizzato da una forte eterogeneità di materiali e di nuclei documentali, ordinati e inventariati nell’ambito del lavoro di ricerca. Una volta ricostruita l’organicità della documentazione relativa ad attività svolte nell’arco dell’ultimo trentennio e riuniti materiali dislocati in ambienti diversi del complesso, si è proceduto alla divisione del fondo in serie, di cui le principali riguardano: pratiche di donazione, acquisizione e comodato delle opere del museo e delle installazioni collocate negli spazi esterni del castello; mostre tenute a Castel Sant’Elmo prima e dopo l’istituzione del museo; concorso per giovani artisti Un’Opera per il Castello; patrimonio digitale (materiale grafico e fotografico, soprattutto); infine, in quanto sede centrale della ex Soprintendenza Speciale per il Polo museale napoletano, l’archivio comprende il nucleo relativo a comodati, acquisizioni e donazioni della collezione d’arte contemporanea di Capodimonte.
Allo stesso tempo, si è inteso individuarne una possibilità di fruizione in grado di mettere in relazione l’attività del museo con quella fitta rete di istituzioni ed esperienze grandi e meno grandi, pubbliche e private, che costituiscono il sistema dell’arte contemporanea della città e del suo territorio. L’analisi della storia espositiva di Castel Sant’Elmo e del museo permette infatti di individuare il ricorrere di mostre di ricognizione che, allo stato dell’arte in un determinato momento storico, hanno unito un’indagine sulla situazione delle arti in città, con focus rivolti alle diverse realtà attive nel campo dell’arte contemporanea.
Il proposito di ricostruire una mappatura che, partendo dall’archivio del Novecento a Napoli di Castel Sant’Elmo, evidenziasse gli attori territoriali coinvolti o la presenza di artisti, curatori, opere in altri luoghi della città, ha condotto alla scelta di ricorrere a un software basato sul Geographic Information System, che rispondeva ad almeno due esigenze: accedere a contenuti e informazioni a partire da una base cartografica, attraverso la georeferenziazione dei dati; navigare su stratificazioni cronologiche diverse attraverso l’interrogazione di una banca dati appositamente strutturata e implementata.
L’adozione di uno strumento cartografico per la consultazione di materiali e dati desunti da fonti archivistiche e bibliografiche ha fatto tuttavia i conti con tematiche di carattere più specificamente teorico, che costituiscono allo stesso tempo il sostrato e il contesto di tutto il lavoro svolto sull’archivio e con il software QGIS. La prima di queste tematiche riguarda l’evoluzione del concetto di archivio dagli anni ’70 ad oggi, attraverso una riflessione condotta nei campi della filosofia e delle arti visive e alla luce del boom informatico tra anni Novanta e Duemila, che ha condotto a una proliferazione esponenziale di archivi. Riflessione poi assorbita nel contesto museale, che ha iniziato a riservare un’attenzione inedita verso gli archivi d’arte con iniziative di digitalizzazione massiva, con un numero crescente di mostre documentarie e in alcuni casi con la strutturazione di percorsi museali intorno a fondi archivistici con il sussidio delle tecnologie digitali.
In secondo luogo, la nozione di atlante, a partire dal Bilderatlas warburghiano, nella cui edizione del 1929 la raccolta iconografica si apre significativamente con tre mappe, e in quanto immagine cartografica alla quale si è fatto ricorso ancora una volta nel campo dell’arte come strumento di esplorazione di dinamiche urbane, sociali ed economiche attraverso una revisione nella restituzione visiva dei luoghi e degli spazi. Una figura, quella dell’atlante, che ha avuto negli ultimi una notevole fortuna critica in seguito al rilievo attribuito alla dimensione dello spazio nella lettura delle dinamiche socio-culturali da un lato, e dall’altro alla centralità assunta dall’immagine come veicolo di una cultura stratificata, nell’ambito della cultura visuale.
Infine, le cosiddette Digital Humanities, cioè l’ambito scientifico in cui si colloca il lavoro storico-artistico svolto anche attraverso l’uso di dispositivi informatici, con un approfondimento sulle questioni legate al ricorso a strumenti digitali nello studio della storia dell’arte e sull’uso del GIS nelle discipline umanistiche. L’introduzione a questa prospettiva di indagine è stata funzionale ad acquisire maggiore consapevolezza degli equilibri tra la ricerca tradizionale e lo strumento informatico, nonché dei limiti di un simile approccio e delle prospettive di studio che offre.
A questi aspetti si è scelto di dare spazio nella tesi, insieme con un’analisi del contesto specifico nel quale il lavoro di ricerca si è svolto, vale a dire quello dell’arte a Napoli nel Novecento, con particolare riferimento al periodo che va dal secondo dopoguerra a oggi, e del museo che ne è testimone. Le appendici rendono conto del lavoro di sistemazione e inventariazione e di quello svolto per la realizzazione del prototipo in GIS attraverso le banche dati costruite, implementate e “lette” mediante il software.
The research focuses on the study and organisation of the contemporary art archive stored in Castel Sant’Elmo, a historical complex in Naples where a series of temporary exhibition took place since 1989 and in 2010 opened Novecento a Napoli Museum, with a permanent collection of over 200 artworks on display. The archive holds heterogeneous materials and documentary units, ordered and inventoried within this research. Once the materials related to cultural programs of the last thirty years were organically gathered, the fund was divided in series. The main series concern: procedures of donation, acquisition and loan of the works on display in the museum and of site-specific installations placed in the outdoor spaces of the castle; exhibitions held in Castel Sant’Elmo before and after the institution of the museum; the young artists’ contest “Un’Opera per il Castello”; the digital archive; as the main office of ex Soprintendenza Speciale per il Polo museale napoletano, the archive also holds the documentation of loans, acquisitions and donation for contemporary art collection in Capodimonte museum.
At the same time, the study aimed to purpose a possible use of the archive, which could connect the museum activities with the network of private and public institutions of different scales that represent the contemporary art system in the city and on the territory. In fact, analyzing the exhibition history of Castel Sant’Elmo – Museo Novecento a Napoli you can trace the recurrence of exhibitions focused on the situation of arts in Naples in specific periods.
The purpose to trace a map that starting from Novecento a Napoli archive could highlight the several involved parties as well as the presence of artists, curators, artworks in other places, led to the choice to turn to a Geographic Information System-based software. This option responded to two requirements at least: first of all, access contents and information through a cartographic layer, thanks to geo-referred data; moreover, it allowed to navigate on different chronological stratifications by querying a specifically structured and implemented database.
The adoption of a cartographic tool for the consultation of materials and data mined from archival and bibliographical sources is strictly connected with theoretical issues that can be considered at the same time the substratum and the context of the whole work carried out in the archive and through the software. The first issue is the evolution of the idea of archive since the ‘70s until nowadays, explored through considerations led in the fields of philosophy and visual arts and in light of the IT boom at the edge of 20th and 21st centuries. Since then, museums have started to pay increasing attention to art archives, with massive digitalization actions and a growing number of documentary exhibitions, also with the support of digital technologies.
Secondly, the widespread use of the “atlas” notion, as a consequence of the prominent role conferred to space in the analysis of social dynamics and to images in the visual culture, has been investigated since Aby Warburg’s Bilderatlas, whose opening table in 1929 edition shows three maps. At the same time, the cartographic image the word atlas refers to, has often represented the opportunity for artists to explore urban, social and economic dynamics through revisiting the visual representation of places and spaces.
In the end, the Digital Humanities field has been examined to trace a frame in which the study has been carried out through IT, deepening the matters related to the use of digital tools and specifically GIS in humanistic studies.
Each chapter of the thesis deals with the mentioned issues, together with a wider analysis of the specific context of the study, represented both by the art system in Naples during the second half of 20th century and until nowadays and the museum that witnesses that story. The attachments account for the ordering and the inventorying of the archive and the construction of GIS prototype through built, filled and queried database via software.
Additional information
Dottorato di ricerca in Scienze storiche e dei beni culturali
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