Metodi GIS e tecniche Gaming per la riscoperta dei paesaggi di guerra
Author(s)
Noto, Miriam
Date Issued
2024
Type
article
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1
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12
Abstract
Guerre e conflitti alterano il paesaggio generando un “patrimonio
bellico” (Bassanelli, Postiglione, 2012, p. 1), di interesse
interdisciplinare. Si tratta di un patrimonio problematico, a
volte, rischioso ai fini della conservazione, là dove si compone
di elementi tangibili (trincee, bunker, rovine, macerie, ordigni
inesplosi), e complesso ai fini della divulgazione e valorizzazione
di tutto il lascito intangibile (ricordi, racconti, memorie). Il che
giustifica le definizioni che nel tempo hanno identificato questi
‘reperti’, sia fisici, sia immateriali, come “difficili” (Logan, Reeves,
2008; Macdonald, 2009) o “patrimonio dissonante” (Tunbridge,
Ashworth, 1996) e le località in cui si collocano o sono stati
generati quali luoghi di “turismo oscuro” (Lennon, Foley, 2000.)
Il contributo, pertanto, si pone l’obiettivo di individuare le
strategie, i metodi e anche le tecniche digitali utili ad approcciarsi
a questo tipo di patrimonio complesso con il fine ultimo di
riappropriarsi dei luoghi resi insicuri dall’eredità bellica e di
riscoprire storie e memorie dei paesaggi di guerra.
La metodologia impiegata ha previsto la redazione e
l’interpretazione di mappe GIS del rischio di rinvenimento di
Unexploded Ordnance (UXO) e la creazione di percorsi ludicizzati
per la divulgazione informativa del patrimonio culturale
bombardato durante la Seconda guerra mondiale nel comune di
Viterbo, provincia interna della regione Lazio.
