Adesioni, sfide e censure. Guido Calori tra Giuseppe Bottai e Margherita Sarfatti
Author(s)
Paola Fiore
Date Issued
2021
Type
bookPart
Start Page
83
End Page
97
Abstract
"Mio massimo superiore gerarchico" e "amico", così lo scultore Guido Calori si rivolgeva in una lettera a Giuseppe Bottai, di cui solo pochi anni prima aveva realizzato un ritratto che lo raffigura in posa, una immagine celebrativa, che dal modello in gesso viene tradotta in bronzo con risultati levigati e tersi. Confidente nell'aiuto dell'appena designato Ministro delle Corporazioni, l'artista era alla ricerca di una possibile, quanto vana, soluzione alla bruciante esclusione dalla cattedra di scultura dell'Accademia romana, assegnata ad Ercole Drei, protetto di Margherita Sarfatti. L'episodio avrebbe determinato la realizzazione dell'opera "La beffa" che, presentata per vendetta alla Biennale di Venezia del 1932, esibiva una forte carica di irrisione, ritraendo, come in un'istantanea, la giornalista, critica e promotrice dell'arte italiana tra le due guerre. Si intrecciano così i piani della vita, dell'arte e della politica, con adesioni soggettive e sfide al potere, cui fa da contrappunto l'inesorabilità della censura punitiva.
