The Perception of exotic features in some animals, mentioned by Zhou Qufei in the Lingwai Daida (1178).
Author(s)
Almonte, Victoria
Date Issued
2022
Type
article
Volume
26
Issue
anno XV, numero 26
Start Page
33
End Page
63
Journal
Abstract
Since the dawn of time men and women have inhabited the plains, hills and mountains of this planet, exploring every possible place in search of food and shelter from danger and the weather. Humankind has always shared its space and time with animals which over the millennia have gone from being the predator to the prey before becoming a source of food, heat, inspiration, protection and help with heavy work. This human-animal relationship has accompanied human civilization over the centuries, adapting to places, cultures and populations and it has been the object of various kinds of studies.
Questo articolo si propone di analizzare
le descrizioni di due animali che Zhou Qufei
周去非 (1133-1189) presenta nella sua opera
geografica, Lingwai Daida 岭外代答 (Note sui
Paesi oltre confine) (abbreviato in LWDD). Zhou
non ebbe mai la possibilità di viaggiare oltre i confini
dell’impero Song, la maggior parte delle sue fonti
furono di seconda mano, di conseguenza quasi tutti
gli animali stranieri che descrive sono permeati da
un’aura di mistero e simbolismo. Grazie al confronto
con altre fonti cinesi e non, risalenti dalla dinastia
Han ai primi anni del XVII secolo, si rinviene,
inoltre, un uso frequente di metafore e riferimenti
mitologici. Il presente saggio non solo si focalizza
sulla terminologia e sulle immagini esotiche che le
descrizioni di taluni animali evocano, ma dimostra
anche quanto sia rilevante lo scambio di idee tra culture
diverse e lontane.
Subjects
