Poteri confusi, poteri contesi: il giudice penale di fronte alle esigenze di continuità aziendale
Author(s)
Date Issued
2018
Type
article
Issue
4
Start Page
91
End Page
109
Journal
Abstract
Partendo dalla ricostruzione in chiave temporale della divisione dei poteri di derivazione husserliana e passando attraverso la disamina di alcuni istituti di marca francese e italiana, il contributo vorrebbe segnalare l’emersione di una particolare figura di giudice penale, garante dell’interesse pubblico alla continuità aziendale. La questione dello sconfinamento di questo giudice in un ambito – la gestione di situazioni attuali di “crisi”, anche aziendale – di tipica competenza amministrativa conduce a individuare nella legislazione vigente uno schema d’intervento (il prototipo è dato dal commissariamento giudiziale) in cui la tradizionale divisione dei poteri è in parte rinunciata,
e che tuttavia appare preferibile rispetto a soluzioni (vedi il c.d. modello “Ilva”) in cui i poteri coinvolti, pur proponendosi separati, entrano in conflitto. Rispetto a questa figura di giudice penale, garante dell’equilibrio tra le ragioni del diritto penale da un lato e dell’economia dall’altro, si pone tuttavia un problema di limiti, che il legislatore dovrebbe impegnarsi a tracciare.
