Benjamin, les “Passages” et la polyphonie photographique
Author(s)
Date Issued
2021
Type
article
Issue
153
Start Page
87
End Page
96
Journal
Abstract
Parigi, capitale del XIX secolo risponde all’insoddisfazione di Walter Benjamin per la forma libro, mette in crisi il concetto stesso di “opera” chiusa, i suoi requisiti di unità, linearità, autonomia. Il progetto incompiuto diventa il luogo dove sperimentare un linguaggio aperto che già si potrebbe definire ipertestuale, come l’oggetto di studio stesso richiede: la metropoli in quanto piattaforma espressiva e comunicativa implica una reinvenzione del metodo. Lo sguardo del pensatore tedesco nei Passages scardina le regole della tradizione accademica assumendo quello del medium, distruggendo la prospettiva naturalista attraverso l’estensione fotografica dell’occhio. Le proprietà mediali della fotografia diventano lente e diaframma per il ricercatore, sguardo laterale e poroso sulla molteplicità della metropoli, apertura alla registrazione della differenza, nuovo modo di esperire, e ripensare, la realtà.
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