Riflessioni a margine di Plaut., Rud. 973: nec manu adseruntur neque illinc partem quisquam postulat
Author(s)
Date Issued
2019
Type
article
Volume
VI.2019/4
Issue
VI.2019/4
Start Page
72
End Page
88
ISSN
2385-2445
Journal or Series
Abstract
Un vidulum ripescato in mare in seguito ad un naufragio, fa sorgere tra il pescatore Gripus (che lo ha recuperato) e Trachalio (suo antagonista che intende recuperare una cistellula ivi contenuta a vantaggio del suo dominus) una lite in merito a chi e in quale misura spetti la proprietà della cosa. Questa è la sintesi di un noto brano della Rudens di Plauto (vv. 973 ss.), già al centro di un dibattito sul significato da attribuire all'espressione 'manum adserere' e cioè se essa debba intendersi come riferita esclusivamente ad una causa liberalis o anche, più in generale, ad un'azione di rivendica. Attraverso una lettura giuridica della commedia in esame e di altri testi plautini nei quali compare l'espressione 'manum adserere' sembrerebbe un quadro variegato, in cui i significati prospettati (causa liberalis, actio in rem) non si collocano in via alternativa fra loro, ma sembrano essere al contrario entrambi presenti ed accomunati verosimilmente dal significato dell'espressione in argomento, cioè il toccare con mano la res litigiosa o la persona sul cui status si discuteva. Dall'analisi emerge, peraltro, un aspetto che preme sottolineare: i protagonisti delle commedie plautine portano in scena sovente delle vere e proprie questioni giuridiche, impiegando frequentemente la relativa terminologia tecnica (nella sola Rudens: occupatio, res communes omnium, arbiter, lo scambio delle vindicationes): il che fa pensare che il pubblico del commediografo fosse in grado di comprendere, almeno in larga parte, il significato di quanto veniva rappresentato.
Subjects
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Name
Adserere manu rev02.docx
Size
84.89 KB
Format
Microsoft Word XML
Checksum (MD5)
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