Du regard iconoclaste de M. Teste dans la “Soirée” in Image, imagination, imaginaire autour de Valéry
Author(s)
Lo Giudice, Anna
Date Issued
2006
Type
Article
Abstract
Il testo è tratto da un intervento ad un Convegno Internazionale dell’Università di Seoul (Corea del Sud). Sguardo reale, sguardo della memoria, sguardo autoriflessivo, sguardo dello sguardo (la scena si svolge nel luogo deputato per eccellenza allo sguardo, vale a dire il teatro, M. Teste osserva lo sguardo degli spettatori e il narratore a sua volta osserva lo sguardo di M. Teste). Mancano solo gli sguardi che si incontrano e dialogano, la reciprocità annullerebbe infatti la funzione principale che gli viene attribuita: la funzione iconoclasta. L’immagine può allora prendere corpo e sostituire l’oggetto concreto. L’immaginazione, secondo Valéry, è utilizzata dalla memoria come fosse un organo indispensabile al funzionamento stesso della mente. La memoria addiziona le immagini e compone la trama di un’esistenza. Dopo aver compiuto questa operazione siamo in grado di poterci porre l’unica domanda valida: «in cosa consiste il potere di un uomo»? Per il poeta francese, come per il suo personaggio M. Teste, guardare è soprattutto «esaurimento del possibile».
Additional information
Testo completo non inserito per mancata autorizzazione dell’editore
Citation
Lo Giudice, Anna: Du regard iconoclaste de M. Teste dans la “Soirée” in Image, imagination, imaginaire autour de Valéry, Minard, Caen 2006, pp.157-177
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Format
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