Il metodo multidisciplinare di Emilio Sereni. Paesaggio come integrazione di saperi
Author(s)
Date Issued
2023
Type
bookPart
Volume
6
Start Page
46
End Page
58
Abstract
La cultura del paesaggio in Italia per molto tempo ha ignorato il paesaggio dell’agricoltura, forma di uso del suolo che oggi invece viene sempre più considerata una risorsa paesaggistica e che con ben 12,5 milioni di ettari interessa il 41,8% del territorio nazionale (ISTAT 2022). Ma l’uso agricolo del suolo già nella metà del secolo scorso era considerato come “paesaggio” nella visione di Emilio Sereni (Roma 1907-1977), agronomo, costituzionalista, geografo, storico e politico, un intellettuale e statista che può considerarsi il promotore del concetto di paesaggio agrario e che di paesaggio agrario si è occupato attraverso le proprie pubblicazioni, ma anche attraverso il proprio operato, le scelte politiche e la relazione con la società in cui ha vissuto1. In questo senso, la figura di Emilio Sereni è centrale per un paesaggista perché, fra le tante ragioni, non ha semplicemente prodotto una pubblicistica di rilevanza internazionale sul paesaggio, sulla storia dell’agricoltura
e le trasformazioni sociali e degli ordinamenti colturali, di fatto contribuendo a rafforzarne la cultura, ma ha, e forse è stato fra i primi a farlo, esplicitato un “moderno” concetto di paesaggio inteso come sistema olistico, risultato della coevoluzione di fattori distinti la cui consapevolezza è il presupposto di una corretta conoscenza. Certamente il pilastro della cultura del paesaggio agrario è rappresentato dalla monografia Storia del paesaggio agrario italiano (1961)2, che è importante considerare come opera in sé, ma anche come risultato di un articolato e complesso percorso.
Con questo contributo si vuole ripercorrere come si sia arrivati alla pubblicazione di questa opera e il contesto in cui è maturata, perché il percorso, ricostruibile sulla base delle tante pubblicazioni riservate alla figura di Sereni e al commento critico dei suoi scritti, non è meno importante del prodotto. In particolare, verranno proposti alcuni pensieri di Emilio Sereni tratti da un epistolario (1945-1956)3 ricco ed eclettico intrattenuto con amici, colleghi, conoscenti in cui, fra politica, cultura, amicizie e affetti non manca mai il riferimento al paesaggio, all’interesse nello studio di questo sistema, anche da un punto di vista metodologico, di fatto consentendoci di comprendere il contesto in cui il concetto di paesaggio agrario si è costruito e come. Si tratta di un epistolario politico e familiare depositato presso la Fondazione Istituto Gramsci a Roma: 261 lettere in alcune delle quali è possibile riconoscere elementi utili per capire l’attualità del concetto di paesaggio sviluppato da Sereni. Emilio Sereni ha pubblicato molti volumi sull’agricoltura, il paesaggio, la politica agraria e la maggior parte nel periodo degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. La Storia del paesaggio agrario italiano è un libro pilastro della storia ambientale italiana. Un contributo che narra sia l’evoluzione tipologica, che quella socio-economica della campagna italiana nelle diverse epoche, sul quale si sono basati, o da cui hanno tratto ispirazione, centinaia di articoli e pubblicazioni scientifiche,
sul quale in sostanza si è formata la nostra coscienza del paesaggio dell’agricoltura.
Nel saggio si propongono alcune ragioni che rendono la figura di Emilio Sereni e il suo operato una conoscenza essenziale per gli specialisti di paesaggio.
