Beni culturali e "vite maritata"
Author(s)
Date Issued
2022
Type
article
Issue
3
Start Page
384
End Page
395
Abstract
Lo scritto muove dal commento di una sentenza del TAR Emilia Romagna del novembre del 2021, che accoglie il ricorso della proprietaria di un podere agricolo contro il provvedimento con il quale, nell'aprile 2019, l'amministrazione dei beni culturali aveva dichiarato l'interesse culturale dell'immobile, per quella parte dello stesso, un tempo, dedicata alla tecnica di coltivazione, denominata "vite maritata". La decisione del giudice si basa sulla considerazione che il Codice dei beni e delle attività culturali, pur contenendo una nozione di bene culturale di tipo aperto e non strettamente tipizzata, tiene fermo il principio della c.d. corporalità del bene culturale. Successivamente, si discute il problema di carattere generale del rapporto tra beni e attività culturali, con l'ausilio della giurisprudenza, della normativa e della letteratura. A tale riguardo, si accorda rilievo, in particolare, alle principali tematiche che caratterizzano la vicenda, normativa e teorica, dei beni culturali, quali, sopratutto, la crescente rilevanza assunta, nel corso del tempo, dalla disciplina, prima internazionale, e poi globale, della materia; la predominanza, almeno nell'ordinamento italiano, di una accezione materiale del bene culturale che si combina, però, con la crescente attenzione riposta dalla letteratura e, sia pure in modo incerto, dalla normativa, ai c.d. beni culturali immateriali e al tipo di funzioni pubbliche che meglio si adattano alla loro protezione.
