L’insediamento di Monterano: paesaggio fisico ed evoluzione dell’area urbana, dalle origini all’abbandono
Author(s)
Date Issued
2022
Type
article
Volume
109
Start Page
313
End Page
328
Abstract
Posto tra i Monti della Tolfa i Monti Sabatini, ed il Lago di Bracciano, al centro di un’area ricca di giacimenti minerari (zolfo, manganese e marcasite) e punti di emissione di gas ed acque termali, Monterano. fu un importante centro urbano in età etrusca, la cui foridezza è documentata soprattutto dalle necropoli rupestri circostanti. Dopo un periodo di declino corrispondente all’età romana, Monterano acquisì un nuovo rilievo nel periodo del confitto con i Longobardi (VII-VIII secolo), quando divenne uno dei nuclei fortificati posti a difesa del Ducato Bizantino di Roma. L’insediamento proseguì la sua vita ininterrottamente lungo tutto il periodo medievale, quando fu proprietà della Sede Apostolica e poi feudo degli Anguillara e degli Orsini. Al periodo della dominazione orsiniana
risalgono alcuni importanti interventi urbanistici e infrastrutturali, tra i quali la realizzazione di un forno fusorio per i metalli e la costruzione di un imponente acquedotto su arcate per l’approvvigionamento idrico dell’abitato (1575 circa). Le caratteristiche del paesaggio fisico hanno da sempre condizionato nel bene e nel male le alterne vicende di questo insediamento Monterano, come molti altri centri che sorgono su rupi vulcaniche è circondato da aree interessate da diffusi fenomeni franosi che, pur non coinvolgendo direttamente l’insediamento, associati alle caratteristiche morfologiche del sito, hanno costituito un intrinseco fattore di limitazione al suo sviluppo urbano. Anche la via di accesso alla antica Monterano la bellissima tagliata etrusca il Cavone” oggi non è più percorribile a causa dei fenomeni franosi. Tutto da indagare è il sistema di cavità sotterra- nee presenti sotto l’area urbana, il cui scavo è stato favorito
dalla natura tufacea delle rocce e che probabilmente si è conservato relativamente integro a causa dell’abbandono del borgo. L’ultimo momento di splendore della sua lunga storia insediativa si colloca alla fine del XVII secolo, con il rinnovamento urbanistico e monumentale condotto della famiglia Altieri. Seguì il graduale spopolamento, dovuto ad una concomitanza di fattori, tra i quali anche all’aria malsana causata dalle esalazioni delle adiacenti pozze sulfuree e
la malaria, presumibilmente favorita anche dalle condizioni climatiche insorte nella fase più rigida della cosiddetta “Piccola era glaciale”. Il suo abbandono definitivo, si consumò tra gli ultimi anni del XVIII e i primi anni del XIX secolo.
