1968-1972: la critica alle istituzioni nel progetto "Musée d'Art Moderne Département des Aigles" di Marcel Broodthaers
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Date Issued
2021
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bookPart
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187
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194
Abstract
Il simbolo dell’aquila viene impiegato da millenni prevalentemente per rappresentare la sovranità, e dunque per estensione il potere. A questo simbolo fa esplicito riferimento Marcel Broodthaers, artista belga tra i più influenti della seconda metà del secolo scorso, intitolando alle aquile il suo progetto più ambizioso: Musée d’Art moderne–Départèment des Aigles, un museo itinerante destinato a durare quattro anni. Siamo nel 1968 e sulla scorta di una crescente insofferenza nei confronti del sistema istituzionale dell’arte Broodthaers decide di inventare un museo. Perché un museo? Perché un dipartimento delle aquile? Sono interrogativi che sono stati al centro di tutta la letteratura critica che si è occupata di questo artista. Al di là dell’evidente operazione concettuale sottesa alla creazione di un museo “fittizio” - senza opere ma opera esso stesso- c’è il ricorso all’aquila che spinge l’artista a presentare nel ’72 il suo museo con un repertorio di oggetti ed immagini riproducenti l’aquila, (“dall’oligocene ad oggi” dirà lui stesso), considerando questo simbolo quasi un grimaldello per attraversare la sua critica alle istituzioni. L’analisi di questa esperienza di critica alle istituzioni e al potere nell’opera di Broodthaers, alla luce anche dell’importanza assunta nella riflessione critica e artistica degli ultimi decenni, è il tema che si propone di affrontare.
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Mania 2021-I mutevoli volti del potere.pdf
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