SE I GIUDICI TORNASSERO A OCCUPARSI DEL CASO CONCRETO? L’IMPASSE SUI PAESI SICURI E UNA POSSIBILE VIA DI USCITA
Author(s)
Date Issued
2024
Type
bookPart
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177
End Page
193
Abstract
Con le decisioni adottate l’11 novembre 2024, il Tribunale di Roma ha sospeso la convalida del trattenimento dei richiedenti asilo condotti in Albania e riconosciuto l’opportunità di un nuovo intervento della Corte di giustizia sul tema dei Paesi terzi sicuri. Prima dei giudici europei, però, sullo stesso tema si pronuncerà la Cassazione, che dovrà porsi la seguente domanda: il Paese terzo designato come sicuro deve essere sicuro per chi? Per la generalità dei cittadini di quel Paese o per il richiedente trattenuto? Questa domanda segnala la distinzione tra la prospettiva generale e astratta del legislatore e la prospettiva del giudice, chiamato a decidere il caso concreto. Nelle ordinanze del Tribunale di Roma, le due prospettive si sovrappongono. Recuperare la distinzione – suggerita dalle stesse norme sull’asilo – consentirebbe di sciogliere il nodo sui Paesi terzi sicuri senza ridurre la tutela dei richiedenti asilo. E senza dover attendere la Corte di giustizia.
