Teatro ed encomio nella Tuscia farnesiana tra Cinque e Seicento. Con alcune note sulla rappresentazione ronciglionese del "Pastor fido" di Battista Guarini (1596)
Author(s)
Date Issued
2024
Type
article
Volume
203
Issue
2
Start Page
215
End Page
232
Journal
Abstract
Il saggio intende offrire un contributo alla storia letteraria della Tuscia farnesiana tra Cinque e Seicento focalizzandosi sul versante teatrale, che in forme autonome rispetto al coevo panorama romano contribuì al consolidamento pubblico del potere dinastico. A partire dagli anni del pontificato di Paolo III i centri della Tuscia fecero da sfondo alla messinscena di pieces teatrali di vario tipo, secondo una pratica che si perfezionò nei decenni successivi, grazie al patrocinio del Gran Cardinale Alessandro iuniore prima e del cardinale Odoardo poi, i quali favorirono la nascita di accademie (i Musici di Caprarola e i Desiderosi di Ronciglione) e il radicamento di importanti tipografi locali (Discepolo a Viterbo e Dominici a Ronciglione). In questa cornice si colloca la seconda rappresentazione pubblica a Ronciglione, nel settembre del 1596, del Pastor fido di Battista Guarini alla presenza del cardinale Odoardo e della sua corte, evento di cui qui si ripercorrono i principali aspetti organizzativi grazie alle informazioni ricavate dal carteggio tra il letterato reggiano Gabriele Bombasi e lo stesso Guarini.
