Had Florio Been Shakespeare, Shakespeare Would not Have Been Shakespeare, and Tennis Would not Have Been ‘Tennis’… (and Federer?)
Author(s)
Date Issued
2021
Type
article
Volume
LXXIV
Issue
3
Start Page
259
End Page
273
Abstract
L'idea che John Florio sia l'autore delle opere di Shakespeare ha origine nei primi decenni del Novecento, durante il regime fascista. Successivamente, la teoria è stata ripresa anche in epoche più recenti da studiosi che sono andati alla ricerca di prove stilistiche, linguistiche e biografiche per avvalorarla.
Pur essendo probabile che Florio e Shakespeare si conoscessero e che il drammaturgo abbia attinto alle conoscenze linguistiche e culturali di Florio, il saggio mostra come il loro approccio al teatro fosse profondamente diverso. Florio sosteneva l’adesione alle regole aristoteliche del teatro rinascimentale italiano, mentre Shakespeare le rifiutava, creando una forma teatrale più innovativa e dinamica, che ha avuto un successo duraturo nel tempo.
Il confronto tra Florio e Shakespeare si estende anche al linguaggio sportivo, in particolare alla storia del termine 'tennis'. Mentre Florio preferiva l’italianizzazione con 'palla', la parola inglese è sopravvissuta, testimoniando la diffusione globale della cultura sportiva anglosassone. Analogamente, il teatro elisabettiano ha superato quello classicista italiano, affermando una nuova estetica drammatica. Alla luce di queste riflessioni, il genio innovativo di Shakespeare (come quello di Roger Federer nel tennis) risiede nella capacità di rompere con la tradizione e creare nuovi modelli espressivi destinati a durare nel tempo.
