Narrare un centro ‘minore’ italiano. Presupposti per un museo della città di Orte
Author(s)
Mazurek, Yvonne Anna
Date Issued
January 26, 2023
Type
Doctoral Thesis
Abstract
Questa tesi prende in considerazione il modello dei musei della città per esplorare nuove strategie di valorizzazione del patrimonio ‘minore,’ reinterpretando i beni culturali più trascurati e la storia locale per includere un pubblico allargato. Lo studio affronta il problema di una convenzione narrativa che dipinge Orte in chiave oleografica attraverso un passato medievale pervasivo e indefinito, messo in scena su uno sfondo bucolico: un cliché nega alle comunità la possibilità di forgiare identità più complesse. Situata sul Tevere a 80 km a monte di Roma, la cittadina funge da caso studio per dimostrare che la sua identità, a lungo affidata a quella di anonimo satellite della capitale, ha caratterizzato la sua sostanziale marginalità.
La tesi si apre con l’analisi di due cortometraggi in cui Pier Paolo Pasolini difende il patrimonio vernacolare e i paesaggi culturali italiani dallo sviluppo economico del dopoguerra, elevando Orte ad archetipo da salvaguardare. Il secondo capitolo utilizza collezioni museali, archivi e manufatti locali per rivelare il ruolo storico di Orte come porto fluviale e nodo di trasporto. Il terzo esplora i risultati, i fallimenti e le trasformazioni delle strategie di tutela del XX secolo di tre figure: lo studioso locale Giocondo Pasquinangeli, la funzionaria Luisa Mortari, e il fotografo Max Hutzel. Il quarto esplora il modello ideale di un museo della città elaborato da Andrea Emiliani, secondo una visione condivisa con Pasolini, per poi esaminare strategie narrative messe in pratica in musei europei di avanguardia. La conclusione espone le strategie di un futuro museo della città di Orte volte a stimolare ricerche e approcci interdisciplinari che sappiano portare alla costruzione di un museo comunitario.
This research focuses on ways city museums can enhance ‘minor’ heritage by reinterpreting overlooked cultural assets to make local history more relevant to diverse audiences. The study problematizes a narrative convention which stereotypes Italian centers as vestiges of an indeterminate medieval past set against a bucolic backdrop: a cliché which denies communities the possibility of forging more complex identities. Orte (Viterbo), located on the Tiber 80 km upstream of Rome, serves as a case study to explore the identity of this ‘minor’ town as more than a marginal, anonymous auxiliary of the nation’s capital.
The work opens with an analysis of two short films that feature Orte wherein, Pier Paolo Pasolini defends Italy’s vernacular heritage and cultural landscapes from post-war economic development, raising this center in northern Lazio to the status of an archetype in need of safeguarding. The second chapter gleans local museum collections, archives, and artifacts to reveal Orte’s historic role as a river port and transportation hub. The third explores the achievements, failures, and transformations of safeguarding strategies since 1900, those of the local scholar Giocondo Pasquinangeli, the government official Luisa Mortari, and the photographer Max Hutzel. The fourth explores Andrea Emiliani’s ideal model of a city museum, a vision that resonates with Pasolini’s and then describes narrative strategies applied at four outstanding, European museums. The concluding chapter expounds premises for a future city museum at Orte as a point of departure for future dialogue, new research, and an interdisciplinary approach useful for the creation of a community-based museum.
Additional information
Dottorato di ricerca in Scienze storiche e dei beni culturali
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