The Role of Neglected and Underutilized Species in Building the Resilience of Poor Mountain Communities. Two Case Studies from Western Nepal
Author(s)
Pinca, Vittoria
Date Issued
September 18, 2024
Type
Doctoral Thesis
Abstract
Small-scale farmers in the mountain regions of Western Nepal face significant challenges from climate change, particularly if their incomes and diets are not diversified. Nature-based solutions could be a viable strategy to enhance the resilience of their farming systems and livelihoods. Research indicates that conserving and utilizing traditional and adapted local species, better known as Neglected and Underutilized Species (NUS), which are resilient and adaptable to harsh conditions, can mitigate climate change effects. This study investigates the potential of NUS as economically viable diversification strategies, focusing on wild olive and finger millet in two mountain districts of Western Nepal. Wild olive was selected to build on previous research conducted by the University of Tuscia in the same geographical area, while finger millet was chosen due to its high prevalence in the mountainous regions of Western Nepal. By focusing on two different districts within the same region, the study aims to provide a more comprehensive overview on the potential benefits and challenges associated with these crops. The key research questions are: Does the introduction of wild and domesticated olives yield positive economic, social, and environmental effects? How can finger millet enhance farm resilience to climate change? These guiding questions prompted two case studies aimed at understanding how different investment strategies in nature-based solutions could help local farmers improve their well-being and resilience, thereby better shaping their cropping systems. Specifically, the research demonstrates how leveraging local resources can enable farmers to diversify their incomes and diets. Furthermore, it examines the extent to which these benefits extend beyond economic gains to include positive social impacts, beneficial to the entire community, and essential environmental impacts that support the natural ecosystem. In the first case study, the theoretical contribution of this research enhances the basic economic analysis by incorporating the Social Return on Investment indicator (SROI), which allowed for the inclusion of social and environmental variables. This integrated approach enabled a comprehensive assessment of three investment options in olive cultivation, evaluating each from economic, social, and environmental profitability perspectives, and ultimately identifying the most advantageous option. In the second case study, the theoretical contribution of this study expands the basic analysis at the farm household level through the development of a Positive Mathematical Programming model (PMP). This model replicates the baseline conditions for three sizes of smallholder farm households (small, medium and large), and simulates two scenarios: 1) the potential impact of decreased yields in major cereal
crops by 2050 due to climate change, and 2) the effects on local diets if finger millet were incorporated into the overall food balance. This study concludes that NUS, whether as tree crops or cereal crops, hold a significant potential, but their success depends on an adequate policy framework and strong support from the local population. Using project level data from sample farm households, this study aimed to validate what the current literature assumes on the economic, social, and environmental potential of NUS. The findings suggest that investing in both existing wild olive NUS and domesticated olive orchards presents the most beneficial option, yielding the highest economic returns, generating employment, empowering women, building capacity, stabilizing slopes, utilizing marginal lands, and sequestering CO2. Additionally, the research suggests that finger millet could serve as an effective climate adaptation strategy, helping mitigate with the effects of rising temperatures and decreasing yields, while also complementing staple cereals in local diets. Lastly, the findings highlight areas of further investigation to complement this research and identify several constraints that policy makers need to address to achieve a successful food system transformation.
I piccoli agricoltori delle regioni montuose del Nepal occidentale devono affrontare sfide significative a causa dei cambiamenti climatici, soprattutto in assenza di redditi e diete diversificati. Le soluzioni basate sull’uso delle risorse locali (nature-based solutions) potrebbero rappresentare una strategia valida per aumentare la resilienza dei loro sistemi agricoli e mezzi di sussistenza. Studi recenti suggeriscono che la conservazione e l'utilizzo di specie autoctone e ben adattate al contesto locale, meglio note come Neglected and Underutilized Species (NUS), potrebbero mitigare efficacemente gli effetti del cambiamento climatico grazie alla loro resilienza e capacità di adattamento a condizioni climatiche ed ambientali difficili. In base a suddette considerazioni, la presente ricerca si è posta la seguente domanda: le NUS possono rappresentare una strategia di diversificazione economicamente vantaggiosa? Lo studio ne analizza l'efficacia di utilizzo, focalizzandosi sull'olivo selvatico e sul miglio indiano (finger millet) in due distretti montani del Nepal occidentale. L'olivo selvatico è stato scelto sulla base di precedenti ricerche condotte dall'Università degli Studi della Tuscia nella stessa area geografica, mentre il finger millet per la sua alta prevalenza nelle regioni montuose della zona di interesse. Concentrandosi su due distretti diversi all'interno della stessa regione, lo studio mira a fornire una panoramica più completa dei potenziali benefici e delle sfide associate a queste colture. Si è cercato di comprendere se l'introduzione dell'olivo, selvatico e/o domestico, possa sortire effetti economici, sociali e ambientali positivi nella zona considerata, e quale contributo possa offrire il finger millet per rafforzare la resilienza degli household locali di fronte al cambiamento climatico. Per rispondere a tali interrogativi, il presente lavoro ha esaminato due casi studio al fine di comprendere in che modo diverse strategie di investimento in soluzioni nature-based possano contribuire al miglioramento del benessere e della resilienza degli agricoltori locali, orientandone più accuratamente il sistema di coltivazione. In particolare, la ricerca dimostra come l’impiego delle risorse locali possa favorire la diversificazione dei redditi e delle diete degli agricoltori, e in quale misura tale azione possa superare i soli vantaggi economici esercitando anche impatti sociali positivi per l'intera comunità e benefici ambientali essenziali per l'ecosistema naturale. Nel primo caso studio, il contributo teorico di questa ricerca migliora l'analisi economica di base incorporando l'indicatore del Ritorno Sociale sull'Investimento (Social Return on Investment, SROI) che ha permesso di includere variabili sociali e ambientali. Questo approccio integrato ha consentito una valutazione completa di tre diverse opzioni di
investimento nell’olivicoltura, analizzando ciascuna di esse dal punto di vista della redditività economica, sociale e ambientale per poi individuare quella più vantaggiosa. Nel secondo caso studio, il contributo teorico della ricerca amplia l'analisi di base a livello di famiglia agricola attraverso lo sviluppo di un modello di Programmazione Matematica Positiva (PMP). Questo modello riproduce le condizioni di base per tre dimensioni di famiglie di piccoli agricoltori (piccole, medie e grandi) e simula due scenari: 1) l'impatto potenziale della diminuzione delle rese delle principali colture cerealicole entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici e 2) gli effetti sulle diete locali dell’inclusione del finger millet nel bilancio alimentare complessivo. In conclusione, secondo questo studio le NUS presentano un potenziale significativo, sia come colture arboree sia come colture cerealicole, ma il loro successo dipende da un quadro politico adeguato e da un forte sostegno della popolazione locale. Utilizzando dati a livello di progetto provenienti da famiglie agricole campione, lo studio mira a convalidare le ipotesi della letteratura attuale sul potenziale economico, sociale e ambientale delle NUS. I risultati suggeriscono che l’investimento nelle foreste di olivo selvatico esistenti e nelle piantagioni di olivo domestico rappresenta l’opzione più vantaggiosa, in quanto produce i maggiori ritorni economici, genera occupazione, conferisce potere alle donne, costruisce capacità, stabilizza i versanti a rischio di erosione, utilizza le terre marginali senza sottrarre terreni agricoli e sequestra CO2. Inoltre, la ricerca indica che il finger millet potrebbe fungere da efficace strategia di adattamento al cambiamento climatico, mitigando gli effetti dell'aumento delle temperature e della diminuzione delle rese e permettendo di integrare i cereali di base nelle diete locali. Infine, i risultati evidenziano aree di ulteriore indagine per completare questa ricerca e identificano diversi vincoli con cui i policy makers devono confrontarsi per ottenere una trasformazione sostenibile del sistema di produzione alimentare a livello locale.
Additional information
Dottorato in Economia management e metodi quantitativi
Subjects
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