Arte contemporanea e centri storici nell'Italia degli anni '60 e '70. Un ventennio di esperienze oltre i luoghi deputati
Author(s)
Mammino, Alessia
Date Issued
June 26, 2018
Type
Doctoral Thesis
Abstract
La ricerca analizza il rapporto fra arte contemporanea e centri storici italiani negli anni ‘60 e ‘70,
rileggendo esperienze note e ricostruendone altre meno indagate che si sono servite della scultura,
dell’environment, dell’azione e degli strumenti effimeri dell’architettura per relazionarsi con le
testimonianze e i valori storici della città. I casi di studio selezionati si inquadrano in un momento
in cui l’arte inizia a travalicare i confini degli spazi deputati per aprirsi a una fruizione più ampia e a
una funzione sempre più sociale, mentre la nostra nazione manifesta l’urgenza di salvaguardare i
centri storici, vittime degli sventramenti della ricostruzione postbellica e della modernizzazione del
boom economico. Sono esaminate mostre quali Sculture nella città (Spoleto 1962), Arte povera più
azioni povere (Amalfi 1968), Campo Urbano (Como 1969) e Volterra 73 (Volterra 1973). Per gli
anni ‘70 sono inoltre messe a confronto esposizioni scultoree promosse nei centri cittadini
principalmente dalle amministrazioni pubbliche. Un focus è dedicato alla dimensione dell’effimero
riscontrata a Roma, i cui spazi storici si relazionano con gli empaquetage di Christo e gli eventi
dell’Estate romana. Si analizzano infine tre diverse esperienze dell’Italia meridionale, quelle delle
città siciliane di Zafferana Etnea e Gibellina e della lucana Matera, accomunati dalla fiducia riposta
nelle capacità trasformative dell’arte al servizio della città. Conclude il lavoro un’appendice con
documenti ed interviste.
The research analyzes the relationship between contemporary art and Italian historical centers in the
‘60s and ‘70s, revising well-known experiences and reconstructing other less investigated ones.
They used sculpture, environment, action and ephemeral tools of architecture to relate with the
historical evidence and values of the city. The selected case studies are framed by a time when art
begins to go beyond the boundaries of the designated spaces to open up to a wider use and to an
increasingly social function, an historic phase where our nation shows the urgent need to safeguard
the historical centers, which have been severely damaged by the post-war demolitions and by the
economic boom modernization. The study examines exhibitions such as Sculture nella città
(Spoleto 1962), Arte povera più azioni povere (Amalfi 1968), Campo Urbano (Como 1969) and
Volterra 73 (Volterra 1973). For the ‘70s, sculpture exhibitions promoted in city centers, mainly by
public administrations, are also compared. Particular attention is given to the city of Rome, where
historical spaces connect with Christo’s ephemeral empaquetage as well as the temporary events of
the Estate romana. Lastly, the research analyzes three different experiences of southern Italy: those
of Zafferana Etnea and Gibellina, in Sicily, and of Matera, a Lucanian town. They have in common
the trust placed in the transformative capacities of art at the service of the city. An appendix with
documents and interviews completes the work.
Additional information
Dottorato di ricerca in Scienze Storiche e dei Beni Culturali
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Name
amammino_tesid.pdf
Size
23.71 MB
Format
Adobe PDF
Checksum (MD5)
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